
[…] ABBANDONATA LA CUCINA, ENTRIAMO in bagno
perché l’high-tech ci segue ormai ovunque, come leggerete in questo articolo. Penserete che stia per raccontarvi di qualche potentissimo access point Wi-Fi testato per Apogeonline … e invece stiamo per fare semplicemente il bucato, però da veri “nomadi digitali”.
Ho sempre avuto un’attrazione mistica per le lavatrici, fin da quando compivo i primi passi da studente straniero in campus stranieri. Il momento del bucato, con le sue lunghe attese, era perfetto per “attaccare bottone” con qualche studentessa. Avevo quasi sempre camicie sporche ma un sacco di amiche! […]
[…] Basta collegare il primo tubo in dotazione al rubinetto (qualsiasi), il secondo nel lavandino per lo scarico, presa di corrente, detersivo (che non mi sono portato … andrà bene il sapone per le mani che danno in dotazione in albergo … sembro McGiver), carico cestello, tasto “on” e aspetto … intanto vado a svuotare il minibar. Al simpatico suono di un rigorosissimo timer mi trovo a scolare la camicia come fossero gli spaghetti che hanno causato tutto questo. Infatti Eco Egg ha il water catcher una sorta di piccolo piatto superiore dal quale l’acqua residua fuoriesce lasciando la mia camicia meravigliosamente fradicia! Il gioiellino non ha la funzione centrifuga e ciò mi fa rimpiangere le grandi lavatrici da campus. […] (continua a leggere il mio articolo su Apogeonline)
