
NON PARLO QUASI MAI DI POLITICA E NON MI smentiro’ questa volta. Ce ne sono tanti e tanti e tanti che lo sanno fare molto molto meglio di me e io, a dire la verita’ mi appago del sentimento di vergogna che a volte percepisco nell’essere testimone di alcuni accadimenti politici in questo paese. Un sentimento a volte spazzato via da qualche chiaccherata con persone eccezionali che operano nei media, nelle telecomunicazioni, nei giornali, in talune imprese e a volte, ma ancora troppo poche volte, nei partiti. Non amo la politica, a dire la verita’ non me ne frega niente.
Ieri sera mi sono gustato una trasmissione dal titolo “Citizen Berlusconi” di Wide Angle, ovviamente ti fa incazzare vedere e sentire certe cose, soprattutto se sono cose dette da persone straniere che non dovrebbero avere degli interessi “diretti” in questa nostra storia tutta italiana. E mi e’ venuto da pensare alla storia di Beppe Grillo, ormai icona, paladino e a tratti Don Chisciotte della Rete.
Uno che la Rete la sta usando in modo eccellente, glielo riconoscono tutti e che per l’ennesima volta non ha perso il vizio di tentare di contaminare con il suo spirito euforico e trainante anche altri media, dopo il teatro e qualche anno fa (troppi anni fa) la televisione. Ma probabilmente per lui, probabilmente perche’ non l’ho mai intervistato e quindi non me l’ha detto lui, la televisione e’ gia’ una scatola superata, ora c’e’ Internet. La storia e’ nota: Beppe Grillo lancia una campagna per comprare un paginone, alla fine su Repubblica, per dire una cosa semplice e in modo cosi’ diretto per primo: Fazio vattene! Un grido di dolore che oggi non ha gia’ piu’ la carica dirompente di qualche giorno fa, visto che e’ una litania continua, che getta ancora piu’ sconcerto sulla stampa estera, cosi’ come sugli italiani non lobotomizzati dalla TV e che rischia di diventare fenomeno di costume come il “grande fratello”, una roba da magliette da teen-ager insomma.
Ma la storia della politica, come promesso, e’ poco inerente la mia porzione di pensieri, per fortuna vostra che leggete e mia che non spreco neuroni. Quello che mi ha fatto specie e’ come una forma di democrazia diretta come quella di una raccolta fondi su Internet per contaminare un altro media, abbia rischiato di diventare un caso e invece alla fine e’ inciampata all’ultimo miglio. Il 5 settembre infatti sembrava che la nuova trasmissione di Mentana “Matrix” stesse per ospitare Grillo e invece … roba da coito interrotto! Nulla Grillo non appare! Se ne accorge e rincara la dose Paolo De Gregorio che nel suo “Quale democrazia?” tra l’altro scrive: […] Se nemmeno i giornali di “sinistra” hanno dato spazio a Beppe Grillo, ciò significa con certezza assoluta che il sistema dei partiti respinge ogni voce fuori dai propri apparati, dimostra che sono chiusi nel Palazzo, e sono interessati solo ai loro giochi di spartizione del potere e dei posti, e si sentono forti ed autoreferenziali perché controllano un sistema mediatico che non dà visibilità a nessun altro […]

Intanto Internet consacra il suo eroe. La pagina è costata 18.000 euro (iva inclusa) ed è stata acquistata anche con il contributo dei lettori, Beppe ringrazia amorevolmente e si scatenano centinaia e centinaia di comments sul suo blog. Roba vista poche poche volte, sui blog, ognuno scrive di se’, per se’ e per la sua ristretta cerchia di amici da applauso notturno (grazie di esistere per il mio ego in rivolta). Il link “Fazio Vattene” batte anche il record precedente, l’Italia si scopre un paese di “commentatori”, anche perche’ commentare un sito tra i primi 100 di Technorati forse sembra un modo di spendere il proprio tempo migliore di tanti altri su Internet (oltretutto lo si puo’ fare anche dall’ufficio), questo mio parere nasce dalla lettura di alcuni (tantini) reply assolutamente superflui e un po’ noiosi.
La stampa estera invece consacra Grillo come uno che dice le cose come stanno in Italia e se lo puo’ permettere, ne ha il coraggio e lo fa in modo innovativo. Grillo innesca un’idea, combattere la televisione e gli altri media, compresa una certa stampa, sperimentandone di nuovi. I blog lo seguono, gli fanno da cassa di risonanza, la stampa estera anche, il mondo del cinema, forse, magari in futuro.
[…] Dopo la visione della trasmissione di ieri sera di Wide Angle mi viene da pensare che se la democrazia diretta in Italia si puo’ fare, bisogna pero’ essere bravi come Beppe Grillo / stare insieme a Beppe Grillo, oppure scrivere, postare e commentare sui giornali stranieri. Se tutti noi imparassimo di piu’ e meglio l’inglese sono certo che lo spazio non sarebbe neppure da chiedere, basterebbe scrivere per essere pubblicati dalla stampa estera […]
Beppe Caravita lo dice nel suo blog e lo sviluppa altrove in Rete, siamo di fronte a due conti di “democrazia diretta” riferendosi a Grillo (e alla Guzzanti?). Infatti sull’onda del successo di Grillo, quando i riflettori si sono spenti e tutti dicono le stesse cose che dice lui rendendole inefficaci …
… arriva lei Sabina … e dato che “Siamo il paese della censura”, la Guzzanti va a ruota sul modello Grillo o Grillo su quello Guzzanti, non importa! A Venezia su una palcoscenico internazionale (N.B. internazionale, nuovo terreno di scontro politico-mediatico) vince col documentario. Notizia di ieri, inaspettata? Alla proiezione del film, fortemente anti-berlusconiano, e’ seguito un dibattito con presenti, oltre alla Guzzanti, anche Marco Travaglio, Michele Santoro, Dario Fo, tutti in grado di usare una piazza “internazionale” come e’ la mostra del cinema, per dire alcune cose sul nostro Bel Paese!
[…] Signori politici interessatevi della stampa estera almeno quanto questa si interessa alle nostre vicende di casa, i nostri comunicatori ve lo stanno dicendo a gran voce che e’ un modello nuovo, il mondo sembra essere interessato a noi […] The anti-Berlusconi “Viva Zapatero!,” by satirist Sabina Guzzanti, was given a standing ovation by critics. (Reuter, New Brisbane, BBC News, The Guardian) […] (Read the full story)
[via Articolo 21]