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NON HO PER NIENTE VOGLIA DI ESSERE TRISTE, non mi sento neppure triste overall, ho appena finito di scrivere il primo numero di Peppersushi che uscira’ domani e quindi sono bello rilassato e sornione. Non riesco pero’ a dimenticare che al posto del Bosco di Gioia sorgera’ alla fine un bel grattacielo e che un blitz defintivo, in quello che e’ ormai l’ex orto botanico di MI, e’ stato compiuto.
Dopo oltre un anno di battaglie portate avanti da residenti e associazioni, con oltre 16mila firme raccolte, la lotta di testimonial famosi come Elio e le Store Tese, Rocco di (ibidem), Dario Fo, Beppe Grillo, le ruspe della ragione e del progresso hanno tirato giu’ tutto. Dei 10mila metri quadri di verde, che tanto hanno fatto gola ad alcune lobby milanesi, noti come ex-vivaio, rimangono in piedi 2, si avete capito bene 2, alberi. Una magnolia e un faggio, destinati a un esaurimento nervoso infinito, che li condurra’ a morte certa per la perdita di tutti i propri cari; gli altri 158 alberi con cui per molti, molti, molti, molti anni i due poverini avevano condiviso lo smog meneghino.
Valga come tutorial per il futuro che le battaglie a suon di raccolta di firme sembra non funzionano piu’ e lo strumento di “lotta politica” va upgradato, sostituito, non fa piu’ parte delle forme di democrazia accettate, riconosciute, rispettate tra le forze in campo. Non sono un esperto di politica, politicamente sono un anarchico un po’ menefreghista delle sorti di destra e sinistra, malgrado questo non riesco a non provare dolore per l’abbattimento dell’orto botanico di Milano. Milano un orto botanico non ce l’ha piu’ … correggetemi, sicuramente ci sara’ da correggere qualche definitoria differenza (non orto, vivaio, parco etc.) ma alla fine il senso di nausea e’ lo stesso.
Non riesco a capire, tanto meno oggi, la politica di un Presidente ciellino convinto, sostenitore della buona pratica dell’astensionismo sessuale, che di fronte a un valore che sa di “buono” come quello di far scorazzare i bambini all’interno di un orto botanico secolare, lascia che venga tagliato tutto, castrato, evirato, circonciso. Il Bosco di Gioa e’ stato circonciso, chissa’ questo fallico grattacielo come sara’, 44 piani di ode all’erezione, quell’erezione cosi’ mascolina e mattutina che sempre provocare in tutti gli uomini di potere l’idea del business, business, business. Anche se si chiama government, sempre di business e soldi si tratta, ma chi se ne frega, chissa’ come sara’ bello, ricco, moderno, trasudante di potere questo nuovo monolite che finira’ sui libri internazionali di fotografia.
Agli alberi si e’ preferito il potere, che dire … contenti Voi milanesi di avere un nuovo simbolo fallico da sbandierare! Perche’ i milanesi hanno colpa di quello che e’ successo, perche’ un po’ di menefreghismo generale secondo me e’ ormai cronico nella coscienza sociale e solo 4 “malnat” si sono scaldati tanto per un boschetto (io non ero tra questi), che domani chi mai se ne ricordera’ piu’?
Se qualcuno conosce il segreto del bosco vecchio, mi mandi una mail, per ora preferisco pensare ai miei “piccanti pesciolini” :-I