E’ USCITO PUNTUALMENTE ANCHE IL #2 NUMERO DEL MAIL MAGAZINE DI ADPEPPER
“Peppersushi: il sapore di Internet”
Grillo e i blog In questi giorni sto leggendo Bruce Sterling. Un libro dal titolo “Tomorrow Now” che ha nel sottotitolo la promessa, neppure tanto modesta, di spiegarci “come vivremo nei prossimi cinquant’anni”. E’ stato inevitabile gettare il riflesso del libro di Sterling su Peppersushi, cercando di pensare a un’anomalia nel “sistema Internet”, qualcosa che lo sta cambiando, da dentro, silenziosamente. Mi sono venuti in mente subito i blog. Anche perchè con i blogger ti trovi bene a chiaccherare …
La sfida continua: 20 numeri in un anno per 5-6 articoli in ogni uscita, un vero e proprio magazine interno a un’azienda multinazionale ledaer della pubblicita’ su Internet, indirizzato a tutti i clienti di adpepper e a un ristretto numero di persone appartenenti alla mia VIP list, con lo scopo di dare una volta ogn 15 gg. le news sui trend di Internet che contano davvero. Vi allego qui uno degli articoli del numero 2, tutto il resto lo trovate su Peppersushi.com
Blogiornalisti […] “Blog parola in effetto coacervo di metafore che esprimono un concetto assoluto e perfetto, un colpo diretto assestato al sistema … in quel mare di chiacchiere impastate solo di quella morale falsa e opportunista che usa la censura come arma di difesa e spara a vista su quanti … rifiutano ogni forma di controllo messa in atto dai potenti, dai signori che controllan l’opinione, da quelli che correggono le bozze del copione chiamato informazione …”.
L’omaggio è a Frankie HI-NRG, moderno poeta/cantastorie, che nel 1993 nel disco “Verba Manent”, in “Potere alla parola” da cui sono tratti questi versi, parlava del Rap (Blog l’ho messo io) come di una forma alternativa di comunicazione. Una forma “potente”, in grado di imprimere nell’ascoltatore un altro modo di vedere le cose al di fuori dai canoni ingessati di un’informazione accondiscendente verso tutti: il potere, la politica, la pubblicità.
Che i blog, fenomeno Internet degli ultimi anni, abbiano ridato potere alla parola così come fece il rap per la musica? Glielo abbiamo chiesto, tra l’altro, perchè a leggere i 250.000 blog italiani sembra proprio di sì. Ma cosa sono i blog, perchè il fenomeno è esploso anche nel nostro Paese? Quale forza di cambiamento portano nella società digitale?
Semplifichiamo: Il termine blog è la contrazione di web log, cioè “diario in rete”. Il blog permette a chiunque in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito personale in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Nati nel 1997 negli Usa, sono arrivati in Italia nel 1999, in sordina, il primo blogger italiano di riferimento (fine 2002 su Splinder) è il “mitico” Giuseppe Granieri, autore di un libro ancora molto attuale.La semplicità dei blog è la cosa che colpisce, sotto molteplici punti di vista. Interfaccia del sito pulita e elementare, poco o nulla della troppa (?), fastidiosa (?) pubblicità che inzuppa le prime pagine dei quotidiani online, piattaforma di publishing intuitiva, che permette di copiare un testo da qualsiasi editor del computer e “puff”, pubblicare il tutto in pochi secondi. Nessuna necessità quindi di conoscere codici html, semplicemente voglia di raccontare.
Il blog è uno strumento potente, come abbiamo visto dalla ricerca di questo numero, perchè chi scrive si presume coltivi nel tempo un pubblico di lettori che si affezionano al blogger e al suo modo di vedere le cose. Il pubblico sostiene l’autore, facendo pubblicità “gratuita” ai suoi pensieri e alle iniziative lanciate attraverso il blog, interagendo con commenti, aprendo discussioni e dibattiti, coinvolgendo altre persone portandole sul sito, allargando la cerchia dei seguaci, a volte anche sostenendo economicamente lo sforzo editoriale.
Nel mondo nasce un blog ogni secondo (anche se spesso nascono e muoiono nel giro di pochi mesi), e i blog censiti arrivano a 100 milioni (250.000 in Italia). Lo afferma BlogHerald in una rilevazione di fine 2005
Come comunicatori cosa possiamo imparare dai blog? Innanzitutto li leggiamo perchè danno notizie fresche, generalmente non sottoposte a censura e a volte si soffermano su fatti ignorati dall’informazione tradizionale. Le prime notizie sulla catastrofe dello Tsunami o le foto dell’attacco terroristico nel metrò di Londra sono state diffuse proprio attraverso i blog. I blog ci insegnano che il fenomeno noto come “citizen journalism” è ormai una realtà e come afferma l’International Herald Tribune di lunedì: “the Internet puts powerful information in the hands of ordinary people more quickly, and lets them have their say on matters previously reserved for the mainstream media”.
Cosa insegna ai giornalisti? Che il nostro lavoro è destinato a cambiare, perchè mentre scrivere su un quotidiano cartaceo significa ancora essere “una” penna importante, scrivere online significa confrontarsi con autorevoli, seguite e influenti “tastiere”, che interagiscono, dibattono, confutano, scrivono senza avere per forza il tesserino dell’Ordine. C’è qualche differenza tra essere blogger e giornalista online? Ovviamente si. I blogger spesso amplificano semplicemente brevi news sentite da altri, lette altrove. Il giornalista cerca di puntare sull’approfondimento, la riflessione, il pensiero compiuto. Queste differenze però si stanno assottigliando e alcuni blogger sono sempre più spesso ottimi columnist!
Molti temi rimangono aperti e meritano di essere approfonditi: il diritto d’autore, gli scambi di notizie tra blogger e giornalisti, la censura, come i blogger si potranno guadagnare da vivere facendo diventare questa forma di giornalismo spontaneo e appassionato un vero lavoro, il nanopublishing e il mail magazine come possibili forme evolutive del blog, l’interattività dei commenti e la loro reale utilità, etc. Come avrete capito, abbiamo aperto un cantiere! […]
(continua a leggere il #2 del mail magazine di adpepper su Peppersushi.com
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