HO LETTO QUALCHE GIORNO FA -in rete- UN INTERESSANTE DIBATTITO TRA Luca De Biase e Massimo Mantellini. Lo spunto un articolo di Nòva da parte di Luca sul tema del passaparola (*).
Ho avuto bisogno di qualche giorno per documentarmi e recuperare i dati di altre due ricerche -che avevo letto di corsa nell’aggregatore di blog qualche giorno prima- le quali parlano di televisione e di radio. La breve riflessione che segue mi è apparsa complementare al discorso fatto dai due “blogiornalisti” (il termine è di pura invenzione, scusate lo uso da un po’ su Peppersushi).
Va detto che -per chi non ha seguito lo scambio di idee, che è possibile recuperare qui- (**) si sono sollevati interrogativi principalmente su due media importanti: Internet e la carta stampata. Per come l’ho capito io, il dibattito verteva sul fatto che le persone sembrano avere molta fiducia nel passaparola “umano”, quando devono acquistare un prodotto.
La carta stampata risulterebbe, invece, addirittura meno credibile della pubblicità tradizionale. Massimo provava a incalzare Luca in relazione a Internet -e i blog- e al fatto che ogni volta che si pone un filtro “mediatico” (mainstream-media) si perde di credibilità; opinione che personalmente mi sembra un po’ forte e -se generalizzata- non proprio fondata. Internet è infatti un filtro mediatico (interaction through the medium) eppure ci crediamo tutti (Massimo in testa), perchè abilitante a una comunicazione che siamo convinti non sia falsata … anche in questo caso stiamo attenti, però, a non generalizzare.
Una recente ricerca ripresa la scorsa settimana da MediaWeek.com, afferma che anche la televisione è ormai diventata un mezzo completamente “inaffidabile”; commercialmente (e non) parlando. Interrogato un campione di 3.200 adulti americani (spetta, leggi sotto), circa 1/4 ha risposto in questo senso. La NBC News sarebbe credibile per il 23% dei rispondenti, ABC News 22%, CBS News 22%. Solo la CNN ne esce con un rispettabile 28%, che però è imparagonabile al 42% del 1998.
Lo so ho mischiato Italia e America e ho fatto un papocchio, ma mi chiedo se anche in Italia non potrebbero valere le stesse considerazioni rispetto al media televisivo …
Chi ne esce invece molto rafforzato, in fatto di credibilità (in generale), è la radio e, in fatto di passaparola commerciale, il podcasting. Il Radio Research Consortium ha diffuso le stime sull’audience al 2010, sottolineando come proprio il podcast -espressione di un modo di fare radio più “naturale”- sia da considerarsi come il tool ideale per un passaparola commerciale. In molti ci vedono il futuro supporto per la pubblicità “di massa” ma … virale.
Secondo PodTech tra 15 e 20mln di persone scaricano podcast su iTunes -che avrebbe una penetrazione di mercato di 100mln di utenti nel mondo- e già il 22% degli utilizzatori di iPod sarebbero anche ascoltatori di podcast. Nel 2011 saranno in 60mln a scaricare podcast commerciali. Il numero mi sembra esagerato, ma non vi sono dubbi che il trend sia in atto anche se non tutti sono convinti. Secondo Forrester solo l’1% dei possessori di iPod ascolterebbe podcast (non specificato se commerciali, probabilmente si dopo aver letto l’intera ricerca).
Tradotto sarebbe un po’ come dire che il podcast è il blog del mondo radiofonico! Le aziende -così come si stanno cominciando a interessare di business blog- cominciano a parlare di corporate podcasting per veicolare pubblicità (ne ho parlato qui).
Visti questi numeri mi è sembrato insomma interessante chiamare in causa -sul tema passaparola e affidabilità- anche la TV e la radio. Mi farebbe piacere sapete cosa ne pensate
Alcuni link interessanti:
(1) Il dibattito tra Luca De Biase e Massimo Mantellini qui
(2) La ricerca sulla televisione di Mediaweek.com qui
(3) La ricerca el Radio Research Consortium (pdf) qui
(4) Le ricerche di PodTech e Forrester su podcasting e blog qui
(5) World of Mouth Marketing Summit qui
(6) Blogs and Podcasts among Top Tech Marketing Tools qui
(*) Luca ha dibattuto di passaparola anche con Kurai, in un interessante post che potete trovare qui
(**) su consiglio di Luca Conti ho tolto tutti i “qui” che non sarebbero web 2.0
… Luca smettila di drogarti!