
DOMANI PARLERO’ DI PODCASTING e di questa interessante notizia che Luca mi ha gentilmente segnalato.
La prossima settimana ci sarà qualche novità che mi riguarda che considero piacevole e divertente e chiamerò certamente a raccolta alcuni amici blogger, podcaster, giornalisti, la portinaia -in modo “autorefereziale” ovviamente- per una gara a chi mi vorrà sfottere di più e riderò con loro.
Ho anche da fare un bel post su come il mio attuale operatore di telefonia mobile sia riuscito a farsi pagare una trentina di € circa (IVA esclusa ovviamente, dopo controllo bene in bolletta) di connessioni al suo portale dal mio cellulare, addebitandomi per 28 volte 1.50€; senza che io neanche me ne accorgessi. Ho scoperto di avere una tariffa dati a tempo e non a volume, e quando il mio nuovo cellulare ha deciso di connettersi per i fatti suoi, che io stessi 2 secondi o 14min. con il GPRS attivato, sempre a 1,50€ mi mazzulavano! La cosa divertente è che non me lo ricordavo essendo diventata una giungla di offerte offertine, tariffe, tariffine del momento. Ripeto colpa mia comunque che non tengo a memoria i 23 servizi attivati sulla mia SIM. Sembra che agli operatori del call center sia stata fatta esplicita richiesta di dire che passare da una tariffa a tempo a una a volume NON E’ PIU’ POSSIBILE, esilarante!!! (domani posto i fatti racolti nei forum chi -come me- è stato mazzulato).
SCUSATE PER IL LUNGHISSIMO POST che seguirà però …
… stasera nulla mi toglie dalla testa il TG1 delle 20.00 e le funanboliche prodezze Internettare di questi ultimi giorni. Mentre avevo in bocca un pezzettino di stufato ho rischiato di ingozzarmi sentendo che anche Giorgino è diventato testimonial Fiat, come Fiorello. Il Direttore del TG1 Gianni Riotta -al quale deve mancare tremendamente Torino- è riuscito a mandare nientemeno che l’anchorman di prima serata a intervistare (scusate ricordo sempre con i soldi di tutti) Lapo Elkan che ha deciso di comunicare agli italiani il lancio del suo nuovo sito Internet. Anche Luca Conti ha trovato nei giorni scorsi delle strane pubblicità occulte, questa volta sulle reti del biscione, ma questa è ancora più grossa (guardate il video caricato su YouTube).
La cosa che mi ha stupito dal punto di vista della comunicazione e dell’immagine è stato vedere che Lapo si è talmente ripreso (tutti glielo abbiamo augurato dopo la figuraccia del 2006) che parla adesso come suo nonno. Stessa lingua moscia, pause e pose davanti alla telecamera. Le convalescenze americane devono fare davvero bene.
Lapo ha detto chiaro e tondo a Giorgino una frase del tutto incompresibile, salvato in estremis da un montatore che ha subito mandato in onda un sottopancia con scritto bello grande www.italianindependent.com la sua nuova iniziativa Internet (… dal 9 gennaio). Corriere.it non manca di riprendere la notizia (ma che fanno le redazioni si telefonano?)
Poi si è arrivati al grottesco quando commentando la tristissima notizia della morte di Felix von Quistorp
non è mancata la sottolineatura che i discendenti dell’imperatrice Sissi sono imparentati con gli Agnelli di Torino, con tanto di intervista al rampollo della casata tedesca, che in un italiano improvvisato diceva: me lo chiedevano tutti se eravamo imparentati ma io manco li conoscevo e lo trovavo comico.

Ma gentile rampollo, io non lo trovo comico ma grottesco che se ne parli delle vostre parentele torinesi. Per la serie CHI SE NE FREGA! Basta, non cambia un nulla di niente nella mia vita se gli Agnelli sono imparentati con i principi o con Winnie Pooh!
Poi la mia mente ricollega le scene appena andate in onda con un servizio di qualche giorno fa -sempre a firma TG1- in cui si citava il calendario realizzato da DMag (blog fondato da miei due cari amici, Valentina e Valerio), trasformando il calendario delle ragazze comuni nel calendario delle blogger (le risatine della redazione erano comprese nel servizio ma troppo in sottofondo rispetto alle mie per essere sentite). Perchè???? Perchè parlare di blog come fenomeno di costume nazional popolare! Colpa del Corriere.it, questa volta (ma noooooo?????) che per primo ha ripreso la notizia del calendario, trasformandolo nel “pelo della signorina comune” (al posto che della Velina) e dato che si sa che il pelo tira sempre … e poi è tutto tremendamente di moda: IL CALENDARIOOOOOOOO!!!!! della GENTE COMUNE!!!!!!!
La redazione di DMag gongola (anche se non ho ancora fatto tempo a parlare con tutti i ragazzi che vi scrivono), ma per cosa? Perchè l’ha ripresa il TG1? E’ un merito? Riprendono pure l’azienda di Stato con tanto di Giorgino compiaciuto nel fare il video-podcast al rampollo? Perchè il Direttore Riotta non parla del fatto che Internet sta portando via spettatori dalla televisione? Che esiste YouTube, YouTube-Time-il personaggio dell’anno, quella roba lì. Ma si che ne avete parlato, avete dedicato un sacco di spazio al calendario delle blogger femmine. E che i blog stanno portando via lettori ai giornali? e che Beppe Grillo fa più opinione di Bruno Vespa tra le nuove generazioni? Niente, temi troppo complessi e poi non hanno a che fare con Torino
Magari che lo scorso agosto il Washinghton Post ha offerto un’affiliazione pubblicitaria ai blogger. Con l’affiliazione, il giornale si è impegnato a vendere spazi pubblicitari dei blog attraverso la propria rete di vendita, condividendone i risultati. I migliori contenuti sono finiti anche sulla home page del giornale.
Nature, la prestigiosa rivista scientifica ha proposto in settembre la classifica sui primi 50 blog scientifici internazionali. I blogs in classifica sono stati curati da ricercatori che singolarmente o in gruppo, commentano articoli scientifici, affrontano aspetti economici e politici.
D’altronde Riotta l’aveva già detto a giugno proprio sul Corriere della Sera:
Intervenendo sulla querelle che da tempo anima i blogger e i giornalisti … Riotta puntualizza come si tratti soprattutto di una questione di contenuti, e di come i blog non rappresentino alcuna minaccia per i vecchi media, dato che sono in gran parte letti solo da chi li scrive, e che non fanno altro che riportare le notizie lette sui giornali (tratto dall’articolo editoriale di giugno).
Se siete comunque d’accordo con il servizio lancio del nuovo sito Internet di Lapo, oppure la pensate diversamente, potete scrivere al Direttore, la sua mail è sul sito. Io gli ho girato il link di questo post, magari avrà piacere a discutere sui blog dei suoi telespettatori anche delle altre cose, dirci il suo punto di vista sull’intervista a Monsieur Elkann e discuterne con tutti noi dove va Internet e la tv.
Per ora (IMHO) mi sembra che la Fiat è rinata a antichi lustri (vizietti mediatici compresi) e il TG1 si è innamorato di Internet, a patto che finisca in .to e che non abbia la parola blog da nessuna parte
Ho provato anche io un senso di fastidio nel vedere lo spottone fiat al tg1.
Ma attenzione , anche l’informazione blogosferica è a rischio . Basta che qualche big cominci a far affluire denaro sonante e i post nei blog assomiglieranno sempre di più a degli zuccherosi spot in favore del versante di turno.
It’s human nature , tutto ha un prezzo , purtroppo.
Commento di dema — 4 gennaio 2007 @ 9:30
Ciao Lele,
ma guarda che in realtà siamo pienamente allineati! altrimenti avremmo usato un titolo diverso per il post, non avremmo parlato di nostro “sacrificio”, e non avrei usato il termine di “lander perduti” per riferirmi ad una “cultura” televisiva sempre più acciaccata e stordita… siamo tanto allineati che volevo chiudere con un riferimento a “Nonna Rai”, ma poi ho lasciato il tradizionale “Mamma”…
Commento di Vale — 4 gennaio 2007 @ 9:54
Vuoi un’altra chicca del Tg1?
http://www.maxkava.com/2007/01/modigliani-e-la-mostra-fantasma.html
Commento di massimo cavazzini — 4 gennaio 2007 @ 10:02
Non mi sorprende per nulla. Riotta lo conosciamo da tempo e sappiamo quello che farebbe per compiacere il potere. Il Tg1 flirta con il web per raggiungere una fetta di pubblico leggermente più giovane ma non può certo spaventare la sua audience naturale.
Che dire? Non mi aspetto certo che vecchi privilegiati aprano d’incanto le porte e ci facciano entrare nei loro palazzi dorati. Non è comune alla nostra specie l’abbandono di una posizione per fare spazio a chi se la merita di più. Il cambiamento viene da sempre osteggiato da chi ne è principalmente minacciato e così si rallenta l’innovazione. Specialmente nel nostro paese dominato da una classe e da una cultura politico-economica gerontocratica e avversa al cambiamento.
Così se proprio devono parlare di web lo fanno trattandolo come fenomeno di costume che è quasi peggio che non parlarne affatto. Danno voce a Lapo Elkann e alla sua “innovazione congiunta alla tradizione” piuttosto che a personaggi che il mondo lo stanno cambiando davvero. Sperano che la spirale del silenzio possa inghiottire anche questo movimento. Poveri illusi.
Il pericolo, anzi la conseguenza, è che le loro resistenze ci rallentino troppo costringendoci a vivere in un paese vecchio, lento, poco stimolante.
Dobbiamo alzare la voce e farci sentire ancora di più di quanto stiamo facendo.
Commento di Bruno — 4 gennaio 2007 @ 10:55
Vale concordo sul vostro sacrificio e sul fatto della Nonna RAI.
Mi sono riletto i post di DMag e hai ragione.
E’ la vicinanza di un sacrificio con i petali di rosa (l’altra parte del mio pezzo su Lapo) che mi ha fatto notare ancora di più il diverso taglio della notizia.
Rai e Corriere: finalmente le anti-veline=le blogger / finalmente un’iniziativa Internet sul made in Italy per far sognare la gente.
Come se il calendario fosse pieno di bulgare e romene (ma blogger)
Ovviamente estremizzo un po’ ma è per fare un po’ d chiacchericcio, che per e i blogger servono a quello.
P.S. io la storia dei “lander perduti” mica l’avevo capita …
Commento di daino — 4 gennaio 2007 @ 11:12
Ho scritto al direttore del TG1, recependo l’invito del nostro Lele. Eccovi il testo:
Caro Gianni,
ieri sera avevo appena finito di commentare con mia moglie la rinnovata qualita’ del TG1 da te firmato che finalmente dedicava qualche spazio in piu’ a temi seri e veri, anche di politica internazionale, quando le immagini dell’intervista al signor Lapo Elkann mi hanno clamorosamente smentito, lasciandomi senza parole.
Non credevo ai miei occhi: ma cosa spinge il piu’ importante telegiornale nazionale a fare quello che in gergo si chiama una marchetta, perlatro cosi’ pacchiana? (Fra l’altro: non ho capito bene quale ambientazione esterna sia stata scelta, sembrava Roma, non Torino, mah…)
Per di piu’, i due signori blateravano di un non meglio identificato sito web, peraltro ancora non attivo… Ma che razza di servizio pubblico e’ mai questo? E il “servizio” a chi è destinato, al pubblico ansioso di sapere le nuove iniziative imprenditoriali del signor Elkann o all’inserzionista privato di turno che alimenta abbondantemente i bilanci della RAI?
Ma lo sai – caro Gianni – che ci sono miriadi di iniziative italiane di valore sul web che esistono da anni, senza che alcun TG se ne sia mai occupato? E’ solo perche’ chi le gestisce non vanta origini cosi’ altolocate (e bassofinite)?
Per farci intervistare dobbiamo ispirarci anche noi agli stili di vita di Lapo e delle allegre brigate che frequenta? Ma cosa dobbiamo dire ai figli che guardano come noi questo TG: guarda Lapo e impara?
Che desolazione…
Non resta che spegnere definitivamente la televisione se anche tu gestisci allegramente questo nulla che ci inonda le case di vanita’, violenza e volgarita’.
Agostino Quadrino
P.S. Sul tema consiglio la lettura della lucida analisi di Giuseppe Altamore “I padroni delle notizie” (Bruno Mondadori).
Commento di Agostino Quadrino — 4 gennaio 2007 @ 12:21
wow! letterona sei mitico
Commento di daino — 4 gennaio 2007 @ 12:33
@lele!
un grande…come sempre.
@agostino
bella lettera , avevo appena segnalato a lele che l’url indicato dal TG1 non è ancora attivo…
e comunque ci sono 2 possibilità secondo me:
1_ un errore del TG1
2_ un’azione teaser per promuovere sito/marchio
anzi c’è ne una terza:
3_ STUPIDITA’
un saluto a tutti
Commento di fluido — 4 gennaio 2007 @ 13:02
Caro Lele,
raccolgo il tuo invito e lascio qualche breve considerazione. Concordo con quanto scrivi sul modo e lo scopo con cui la TV pubblica si occupa in genere di internet e in particolare dei blog. Condivido in pieno il tuo disagio nell’aver assistito alla spudorata e volgare “marchetta” messa in onda dal TG1 ieri sera. Anche a casa mia eravamo… stupefatti nel vedere il vizioso gagà Agnelli omaggiato da un ossequioso e stomachevole Giorgino per la sua “brillante” (e ancora i n e s i s t e n t e!) iniziativa in rete made in Italy. Il vuoto assoluto proposto da un personaggio discutibile!
L’internet italiano pullula di iniziative intelligenti, brillanti, originali. Ma di queste non si parla né al TG1 né altrove in TV. Dobbiamo invece sopportare che il principale TG del servizio pubblico (pagato con in nostri soldi!) ci propini un esplicito spot pubblicitario, proprio nel bel mezzo delle notizie, su un’iniziativa fantasma, e che per giunta ci proponga come un “modello” per la giovane imprenditoria italiana un individuo che se avesse un briciolo di pudore dovrebbe seppellirsi in un eremo per il resto della sua vita. Sarò pure bacchettona, ma francamente che i miei figli adolescenti assistano “servizi” del genere, non mi fa per niente piacere.
ChC
Commento di Chiara — 4 gennaio 2007 @ 13:06
anche se l’intervista è allucinante, la notizia vera è che giorgino si sta muovendo per diventare il nuovo bruno vespa. e temo che ci riuscirà se Riotta non fa qualcosa. daje riotta!!!
Commento di Alberto Mucignat — 4 gennaio 2007 @ 13:19
Non mi stupisce che il Corriere riprenda notizie legate alla casata Agnelli, tutto il globo rcs è in gran parte suo.
Riguardo ai blog visti dai giornali/tv spesso come fenomeno di costume fonte di leggera curiosità sociale, bé, che dire…Può dipendere dalla forma mentis dei giornalisti vecchio stampo nonostante l’età (e in un tg come su un giornale, si sa, ci vuole sempre il pezzullo di costume lieve), e da blogger che puntano più sullo “spettacolo” del modello “televisivo” (penso ai format stile pupe e secchioni o a trasmissioni defilippesche) o “gossiparo” (riviste come Chi? et similaria), piuttosto che su contenuti diversi. Che possono essere anche divertenti e cazzeggianti, certo. Ma esposti in modo un pochino più originale, non come mere “copie” di un qualcosa che già esiste negli altri mezzi di comunicazione.
(chiedo scusa se son stata confusionaria, ma la mia connessione laziale va a singhiozzo oltre che a carburo…;-)
Commento di PlacidaSignora — 4 gennaio 2007 @ 14:47
Ottimo post Lele. Ridicolo invece il servizio del TG1 su Lapo. Quoto in pieno il commento di Agostino con la sua lettera al direttore. Ma cosa bisogna fare per avere un po’ di pubblicità “gratuita” all’interno di un TG?
Commento di Luca Togni — 4 gennaio 2007 @ 15:02
Se non ricordo male Riotta è stato a libro paga della Fiat al tempo in cui era vicedirettore de LaStampa (intorno al 2001).
Probabilmente aveva ancora qualche debito da saldare.
Commento di Bruno — 4 gennaio 2007 @ 16:49
Caro Lele c’è un errore di fondo.
Non dovete guardare il TG1!!! E il Tg5 ecc ecc.
Stop.
Direi che di guardabile in TV c’è poco. Forse La7 (forse),
ma non ha senso alimentare i media nostrani, tutti vecchi e in decadenza.
Non è la nostra platea. Non siamo lì i protagonisti.
Lì non si entra, punto, stop. Moriranno a breve, nei prossimi anni la TV sarà completamente diversa, la Radio, che è un media furbo, in parte è già cambiata.
I giornali non hanno senso di esistere e lo dico con una lacrimuccia.
Le riviste sono innondate di “moda blog” e se dio vuole qualcuna inizia anche a parlarne in modo serio.
Ma lasciami stare Torino. Una grandissima città fatta di tante realtà dinamiche e vitali e che con la FIAT c’entrano poco.
Diciamo che nonostante gli Agnelli la FIAT si sta riprendendo e prima o poi diventerà un’azienda seria capitanata completamente da manager veri ed esterni.
Si seguirà l’esempio Banca SanPaolo e si apriranno le porte al resto del mondo.
In ogni caso, ripeto, non bisogna calcolare i vecchi media.
Sono talmente logori e stupidi che non vale la pena dedicare loro mezzo minuto.
Lo so… li guardano il 95% degli Italiani… Ma siamo così convinti che la situazione rimarrà così per sempre?
ADSL e MP3 hanno portato la libertà di contenuto in molte generazioni, non solo quella dei 15enni…
Diamo tempo al tempo.
E a Lapo diamo un’aspirina.
(nota: Guardati un film degli anni 80 e dimmi quanta pubblicità ci siamo beccati, dalla Marlboro, alla Camel, dalla Citroen, all’Aspirina appunto)
Commento di Axell aka Andrea Toso — 4 gennaio 2007 @ 17:07
Tutto questo mediatico bailamme sui blog non viene per caso ma per preciso calcolo. Aspettatevi a breve iniziative “editoriali” sui blog con dietro molti soldi e nomi grossi.
Commento di Gaspar — 4 gennaio 2007 @ 17:37
d’accodissimo con te sulla libertà portata da ADSL e mp3
anche sugli anni ‘80 intoccabili per me, Yuppies1 e 2, se i megamanage di oggi laureati all’Insead AVESSERO SOLO LA 1/2 della stoffa di Boldi, De Sica, Greggio, Calà!!!!
su Torino invece … tranne tu, Suzuki, AlessandraC e un paio di altri a me continua a sembrare ancora una città educata dalla Fiat a guardarsi le spalle, a non parlare con il prossimo in fila alla banca, a pensare male, a essere invidiosi dell’aristocrazia e della nobiltà che se la vive in collina (e so bene di cosa parlo)
per quanto riguarda Lapo, secondo me è uno in gamba che porterà quella ventata di novità che speri tu come credo milioni di persone che abitano lì, che sono costrette a sottostare al vecchio che avanza dentro CSI, Regione, SanPaolo. I nuovi che arrivano??? Si milanesi (il SanPaolo si è fuso con la creatura di Bazoli che è di MI), niente di internazionale.
Una città dove a 10 licenziamenti alla volta stanno distruggendo un valore nazionale come lo Cselt, una città che continuo a fare fatica a capire quando guardo fuori da Internet e passeggio per V.Roma dove i “michia cioè” sono di più che ovunque.
io ho conosciuto la parte brutta di To, poi ci sono i Subsonica, Giancarlo, i Centri Sociali, gli ARCI, tutte quelle cose belle dentro le quali sta il rinnovamento e che in arga parte mi hai fatto conoscere anche tu, dove c’è vena creativa, la musica elettronica, il Torino (non la Juventus), l’arte digitale. Una città che è una vera contraddizione in termini
una città che amo e che odio (da milanese) e che se riuscirete a convincere me che c’è speranza oltre la Fiat, il CSI, i carrozzoni, i vecchi clientelismi perbenisti da educazione cavallerizza, allora avrete convinto il mondo!
Ti voglio bene
Commento di daino — 4 gennaio 2007 @ 17:46
Grazie per il ti voglio bene, che contraccambio, poi pero’ andiamo a cena io e te da soli, magari da Giancarlo…
Torno serio.
Torino è bella perché è una contraddizione.
Il paragone con Milano evitalo, perché Milano fa vita a sè.
E’ una città unica e per questo paradossalmente poco italiana e poco “amata” da chi non è milanese.
Torino ha un’anima. Molto forte, secondo me il mito del Toro e della Juventus sono una fantastica metafora.
La Torino operaia vs la Torino Aristocratica (con la curiosità che in entrambe le squadre con spirito molto diverso vivevano e vivono queste anime).
La Torino della Fiat contro la Torino dei circoli culturali di sinistra (pallosissimi).
La FIAT è un fenomeno italiano ancor prima che torinese. E’ l’unica industria di enormi dimensioni di beni di consumo che ci sia mai stata in Italia. Questa è una grande contraddizione a livello mondiale.
Laddove in altre Nazioni esistevano ed esistono grandi aziende legate al consumo da noi esiste ed esisteva solo la FIAT.
E’ facile da qui passare x ad una classe imprenditoriale inesistente e settaria super collusa con il potere politico. Gli Agnelli, non dimentichiamolo, sono stati la vera Famiglia Reale Italiana del dopo guerra.
Torino ha inventato quasi tutto. Ha inventato anche la Nazione in cui viviamo.
Ma non ha trattenuto quasi nulla, per carattere o per incapacità. Sarebbe lungo il discorso.
In ogni caso tu partivi da un malessere sui media in mano a lobby e ai soliti noti.
Io dico, la FIAT che torna a parlare nei media è un segno importante, ancora non sufficiente, ma molto importante. La FIAT è stat in silenzio per 15 anni di decadenza.
Ora le pubblicità fatta da Fiorello e soci sono un bel segnale.
Ma ripeto.
Combattiamo i media nostrani da fuori. Da dentro è impossibile.
Sei mai stato a contatto diretto con l’ambiente RAI? E’ un mondo a parte, con regole sue e farebbe incazzare anche Gandhi passare 10 minuti con un capostruttura della TV di Stato.
Tutto cambierà, è come l’impero romano e le invasioni bloggatiche sono appena iniziate.
Ma i blog devono iniziare a guardare al mondo e non solo a sè stessi.
Ho letto una citazione su una rivista non proprio 2.0 come Jack su Flickr.
“Flickr? Lo si usa per parlare con le immagini”
Banale?
Si, ma comprensibile.
Commento di Axell aka Andrea Toso — 4 gennaio 2007 @ 18:06
riprendo l’ultima frase del post, in cui si cita il dominio nazionale .TO ovvero l’isola di Tonga, giusto per far notare l’assurdità del portale del Trentino che usa appunto il dominio .TO (manco fosse torinese!) invece dell’estensione tunisina .TN
Tornando al nostro amatissimo LAPO: c’è l’imbarazzo della scelta tra lui e suo fratello su chi sia il meno abile nelle strategie di marketing, qualcuno si ricorda il faraonico lancio del flop chiamato CiaoWeb???
Inoltre la Fiat sta andando bene proprio da quando Lapo è stato allontanato dal suolo italico, giusto una coincidenza?
Commento di donato — 4 gennaio 2007 @ 18:55
UPDATE: Gianni Riotta mi ha appena scritto una mail ringraziandomi per la segnalazione alla blogsfera.
Se vuole fare parte di questa discussione è il benvenuto, non tanto e solo per parlare del servizio su Lapo. Mi interesserebbe sapere cosa ne pensa del fenomeno del citizen journalism -ovviamente- dell’evoluzione che la blogosfera ha avuto da giugno quando ne ha scritto sul Corriere e anche di come vive lui il web2.0 (se è un navigatore Internet), dell’articolo del Sole di oggi (p.18) in cui si parla di giornalisti integrati e di nuove redazioni al Washington Post e al Daily Telegraph, ma anche della BBC e della sua sterzata “partecipativa” in qualità di servizio pubblico.
Credo che un po’ di commenti interessanti su vecchia televisione, nuove idee di televisione e sulla strategia di comunicazione di Fiat, sono già emersi e molti ne potrebbero emergere in una chiaccherata anche in podcasting.
Commento di daino — 4 gennaio 2007 @ 19:00
Milanesissimo…
Attacca Daino… non corteggiare
Vedi che non sei sabaudo.
Commento di Axell aka Andrea Toso — 4 gennaio 2007 @ 19:09
piacere di risentire l’ex condirettore temo pero che i temi siano un po’ disitnti dagli obiettivi odierni del direttore del tg della maggiore rete generalista nazional popolare italiana …
Commento di vittorio pasteris — 4 gennaio 2007 @ 19:12
Wow. L’intervista al Lapo è decisamente imbarazzante. Non entro nel merito di Torino, perché tu e Axell la conoscete meglio di me. Ma son d’accordo con lui. Ormai io ’sta gente la ignoro.
Non sono nella maggioranza? Amen.
Commento di Federico Fasce — 4 gennaio 2007 @ 22:09
Ho scritto un commento oscuro. Nella mia testa “’sta gente=televisione”.
Commento di Federico Fasce — 4 gennaio 2007 @ 22:17
“la cosa più dura è stato il risveglio”
La prossima volta lo sceglierà brasiliano, il trans!
Commento di Massimo Moruzzi — 4 gennaio 2007 @ 23:06
torino e’ molto meno sabauda di quello che pare … e sta correndo molto piu’ di quello che avrei sperato un annno fa. La fiat e’ tornata azienda sana, l’accordo del sanpaolointesa rendera meno clientelare la gestione di una banca che una volta era “di interesse nazionale”, il CSI non vale la pena parlarne, ma penso si stia disintegrando. piu tragica la questione di una universita che non produce ancora quanto dovrebbe o qunato fa il poli perche e’ ancora un enorme carrozzone a zonzo. E purtroppo abbiamo dei politci di tale respiro che per batterli la destra ha mandato alle comunali di torino un “vero cavallo di razza”. Nel baseball la chiamerebbero eliminazione di sacrificio
Il pregio e non direi difetto dei torinesi e’ che sono gente concreta e non venditori di fumo nel fare quasi tutto quello dal battere lamiere a fare musica.
Commento di vittorio pasteris — 5 gennaio 2007 @ 1:01
Speravo che la vittoria del centro-sinistra riportasse la RAI ad essere piu’ servizio pubblico e meno megafono dei dis-valori Berlusconiani/Consumistici. Il ritorno di Santoro mi aveva dato qualche speranza, ma vedo invece, con tristezza, che non e’ cambiato praticamente nulla. Quella servile intervista a Lapo suggerisce che ci sono i drogati da mandare in galera e quelli che devono essere i capitani di nuove iniziative, ancora del tutto ignote, ma gia’ degne di essere messe in prima pagina.
Commento di Valerio — 5 gennaio 2007 @ 2:48
[...] Alla fine mi sembra che la discussione sia stata interessante, ma come sempre accade nelle comunità virtuali necessita di un so what finale, per lasciare un segnetto sulla bacheca che si chiama “web partecipato”. [...]
Pingback di Conclusione della dicussione TG1-Lapo-Riotta at :: Mash-ups in italy :: — 5 gennaio 2007 @ 10:10
Torino è molto più bella di quanto chi non la conosce creda. E basta
Commento di massimo cavazzini — 5 gennaio 2007 @ 12:19
[...] Stimo molto Riotta, leggo i suoi pezzi anche se in una occasione ho criticato un’operazione del TG1 che ho considerato poco trasparente e poco utile per il mondo Internet. Questo non toglie nulla dalla mia idea di lui come giornalista e intellettuale. [...]
Pingback di Gianni Riotta sul palco at :: Mash-ups in italy :: — 8 marzo 2007 @ 13:17