Grazie a Luca De Biase per aver lanciato l’idea di un meme (serie di post collegati e dolcemente tormentosi) sulla definizione di blog. E anche a tutti coloro che cita sul suo blog che vi hanno preso parte … leggendovi ieri era in metropolitana (tardi) mi sono un po’ emozionato.
E mi sono messo a nudo con la mia idea di blogging. Non le scriverei queste cose se non sul mio blog e ai miei “amici”, peccato che leggono tante persone … Ottimo!!!
Il blog per me in 1999 battute (2000 dai!):
Caspita il blog! Che occasione unica di “sfogare” da tutte queste brutture. Nasce così la mia esperienza sul blog e, a leggere quelle dei tanti amici che a distanza di due anni ho conosciuto e che ringrazio Luca per aver raccolto, mi accorgo che il blog mi ha salvato la testa (forse …)
Qualche anno fa in uno dei miei tanti precedenti lavori -alla ricerca di chi ero oltre a quello che gli altri si aspettavano io fossi- sono stato mobbizzato! Ne sono uscito a pezzi e avere un blog anonimo mi ha aiutato un casino! Una cosa che oggi vedo diffondersi come un virus tra tante (troppe) persone. A ognuno dico che il miglior consiglio non è l’avvocato, una causa o una malattia prolungata (non c’è consiglio è una delle piaghe peggiori “del benessere”). L’unico mio vero consiglio è aprire un blog anonimo -magari all’inizio- dove ricominciare a pensare in modo pulito, con metodo, grazie al quale fuggire lontano nelle lunghissime ore che separano le 9 dalle 18.
Poi tutto è cambiato e anche i motivi di avere un blog sono cambiati. Ho cominciato a avere una community dentro la quale coccolarmi, confrontarmi, imparare. Non esiste blog senza community (IMHO) quindi avere un blog e non avere i commenti aperti è non avere un blog. La community “ti prende”, conosci gente che parola dopo parola inizi a stimare e apprezzare, e scali montagne di comunicazione che pensavi inarrivabili. Sono vette bellissime, di soddisfazioni piene di umanità e a volte di nuovo umanesimo. Alcuni blogger che conosco sono meravigliose storie, vite orgogliosamente e testardamente vissute, vite che pensano per sé e contaminano gli altri con i loro pensieri e non con i loro soldi.
Quando accendo la televisione di questa cosa non godo, c’è un sacco di morte dentro. Dall’Iraq, ai pazzoidi che si ammazzano tra le mura di casa, ai reality, ai Vipponi cine-televisivi. Su Internet strisciano invece milioni esperienze quotidiane, si riscoprono sapori lontani come il rispetto, la stima professionale, il dibattito costruttivo, la litigata e lo sfogo e poi il giorno dopo si ricomincia.
Un blog, apritelo e penso che vi salverà la testa … sempre!
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Concordo al 1000 su “commenti aperti, altrimenti non è un blog”. E anche sulla impossibilità di seguire i media così come sono adesso (fatico pure a leggere i giornali on-line se non hanno link e riferimenti da seguire), quando nella blogosfera ce n’è una ben più maggiore ricchezza. Bravo e gran communicatore.
Commento di mary — 16 gennaio 2007 @ 22:59
Nella mia testa probabilmente c’e’ poco da salvare, pero’ questo slogan me lo copio
Grande! f.
Commento di Francesco — 17 gennaio 2007 @ 0:39
Cosa è un blog:
visto che il trackback non lo accetta..
Commento di Felter Roberto — 17 gennaio 2007 @ 22:19
ma come non lo prende … spetta che controllo
Commento di daino — 18 gennaio 2007 @ 9:10
ma a me sembra che i trackback l’accetti … Theo aiutooooooooo!
Commento di daino — 18 gennaio 2007 @ 9:12
Cosa è un blog?…
Quando alcuni avvenimenti si presentano contemporaneamente in rete e nella vita reale, senza che uno sia causa dell’altro, allora è il caso di dedicargli un post. Infatti mi è capitato che, mentre in internet alcuni blogger stanno domandandosi cosa …
Trackback di Blog di Felter Roberto — 22 gennaio 2007 @ 20:03
Ho riprovato. Vediamo…
Commento di Felter Roberto — 22 gennaio 2007 @ 20:04