Foreclosures Generic adipex Resveratrol Foreclosure Cheap ticket to russia Dentist Hydrocodone Order tramadol Sale Cheapest viagra Online internet casino Sildenafil citrate Phoenix Physical therapist Viagra generic Buy discount tramadol Life insurance Auto insurance company Acyclovir Debt solution Buy cheap generic viagra High stakes baccarat Board of cosmetology California car insurance Big tits Ephedrine Transunion Gay Buy clomid Airline ticket Nfl playoff predictions Tramadol online Adipex phentermine Online credit card Repair Pharmacies Zithromax Realestate Buy nexium Generic levitra Cefuroxime Uk online casino Online poker bonus Adult Honda Hotmail Adipex Fax Cheap airline ticket Stock option School loan consolidation Paxil online Order paxil Weather Malware Women Avandia Buy zithromax Tramadol buy College 


Se ne sta parlando a Ruling Companies questa sera. Sono in sala anche persone del mondo Internet, tra cui Mauro Lupi (adMaiora) e Massimiliano Magrini (Google) e un sacco di aziende “meno 2.0″ (per adesso).

UPDATE (2marzo): mi sono arrivate le slide in pdf ora faccio un paio di capture e vedo di inserire qualcosa …

Interessante una mappa di posizionamento -presentata da Enrico Demaria- delle 102 corporate più conosciute, ben sistemate su due assi: (1) reputazione, (2) familiarità. In alto a destra leggo nomi come: Sole24Ore, Mondadori, RCS, Sony, Microsoft, Barilla, Giorgio Armani. Sarebbero loro gli opinion leader in termini di Corporate Reputation.

Wake up electors!

Clicca sull’immagine per ingrandirla e vedere la versione ad alta definizione.
Con il tasto destro del mouse quindi salvala sul tuo computer

Gli opinion leader hanno capacità relazionali elevatissime con il loro pubblico di riferimento e una considerevole “gestione etica” comunicata al mercato (chiederò la tavola a fine conferenza, se la trovate sotto, vuol dire che me l’hanno data) :)

Il settore tecnologico è quello che ha mediamente il livello di reputazione più alto e anche di familiarità. Anche Fashion, Automotive, Largo Consumo, Distribuzione sono posizionati molto bene. Se la passano peggio invece industry come: telecomunicazioni e media (più bassa la reputazione della familiarità). “Banca Etica” è invece all’opposto: ha altissima reputazione ma bassa familiarità (è partita quest’anno). Caso Fiat (interessante) = il miglioramento economico è correlato rispetto alla maggiore reputazione acquistata tra il 2005 e il 2006.

Vi sono assonanze e dissonanze tra immagine percepita e identità reale delle imprese. La pubblicità produce visibilità e rafforza l’immagine che SI PUO’ COMPRARE (a differenza della reputazione, commento banalmente mio!).

Wake up electors!

Clicca sull’immagine per ingrandirla e vedere la versione ad alta definizione.
Con il tasto destro del mouse quindi salvala sul tuo computer

Dice Cardani:

In una settimana media 40mln di adulti su 48 effettuano almeno 82,5mln di visite (2 volte la settimana) presso retailer come PAM, Esselunga etc. Negli ultimi 3 mesi 1 italiano su 10 ha acquistato qualcosa in uno store Ikea (1 su 7 ha visitato). Oltre 15mln di italiani adulti possiedono un Nokia. Fiat “bravissima (-o sorry! -Lele)” con il lancio della 500 sul web e una fortissima comunicazione dell’esperienza di marca!

Dice Roberto Monti (con un accento inglese pazzesco … anche se è svedese e vive lì):

la nostra reputazione parte da una mission=creare una vita migliore per la maggior parte di persone, a prezzi e design accessibili. Awarness e reputation da noi partono dal prodotto e dall’incontro con il prodotto nello store. I nostri punti vendita costano tra i 50 e i 100mln€ l’uno (WOW! -Lele) e forse noi investiamo meno in pubblicità perchè investiamo molto lì. Nel negozio riusciamo veramente a coinvolgere il consumatore perchè noi vendiamo idee e le condividiamo con loro. Il rapporto, il coinvolgimento noi lo costruiamo nello store! Il 35% dei clienti IKEA che frequentano e comprano in uno store diventano AMBASCIATORI dei nostri prodotti. La nostra quota di pubblicità è del 3-3,5% del fatturato. Perchè? Quanto conta il WOM da noi? Tantissimo! L’abbiamo visto recentemente con l’apertura dello store di Bari con più di 35k domande di assunzione. 20-30k persone dall’apertura dello store ci visitano ogni giorno in quella zona.

Dice Leonangeli:

Noi vendiamo “spirits”. Italia al 48° posto nel consumo dei superalcolici e (tipo se non ho capito male -Lele) oltre il 20° nel consumo di vino.

Wake up electors!

Clicca sull’immagine per ingrandirla e vedere la versione ad alta definizione.
Con il tasto destro del mouse quindi salvala sul tuo computer

Dice Magrini:

Con l’avvento dei mezzi digitali -in cui gli utenti costruiscono l’informazione- non si costruisce più la reputazione ma si gestisce insieme a loro. Creare una reputazione può essere una forzatura negativa rispetto a degli utenti attivi, l’azienda deve invece valorizzare al massimo la relazione con gli utenti puntando ai suoi valori di fondo. Google crede fortemente nel rispetto dell’ambiente ed è fortemente orientata a costruire tecnologie che permettano di risparmiare energia. A Mountain View abbiamo costruito un grande centro di alimentazione energetica solare e molti dei nostri uffici vengono alimentati così. Malgrado questo grande valore è ancora difficile comunicarlo ai nostri clienti.

Dice Tirelli (sempre grandissimo negli interventi -Lele):

La reputazione in assoluto è molto difficile da raggiungere! Harris-Fombrun classificano le componenti della reputazioni in 6 grandi aree. Oggi in Italia il retail mass market è in crisi, la logica del discount prevale e i clienti sono infedeli alle insegne. Ma ci sono casi sorprendenti come Whole Foods, Starbucks, COOP, Esselunga. Vediamo Whole Foods che fattura nell’alimentare e nei prodotti biologici circa 6bn$. Partita nel 1974 si quota in borsa nel 1992, la reputazione di questa catena si è creata nel tempo e con la ripetizione dei riconoscimenti. L’estrema coerenza è un altro fattore essenziale per la reputazione. Tra 10 anni qualcuno che riguarderà le pubblicità odierne del settore bancario, cosa capirà di quello che sta succedendo oggi?

Agenda della serata:
In apertura dell’incontro Franco Guzzi, Amministratore Delegato di COHN & WOLFE, ed Enrico Demaria, – Responsabile Business Development RESEARCH INTERNATIONAL illustreranno sinteticamente le principali evidenze emerse dalla recente ampia indagine che hanno svolto su un campione rappresentativo composto di oltre 4.000 cittadini e quasi 600 opinion leader; quindi il tema sarà dibattuto da alcuni protagonisti – imprese eccellenti o comunque significative in termini di corporate reputation – ed esperti di comunicazione:
- Matteo Cardani, Chief Strategic Officer Centro Studi e Ricerche, GROUPM
- Roberto Monti, Amministratore Delegato, IKEA
- Stefano Leonangeli, Amministratore Delegato, MARTINI & ROSSI
- Massimiliano Magrini, Amministratore Delegato, GOOGLE
- Michele Preda, Vice Presidente, MARAZZI GROUP
- Daniele Tirelli, Presidente, POPAI.


6 Responses to “Corporate Reputation come si gestisce nel 2.0?”  

  1. 1 Deirdré Straughan

    Si comincia rendendosi disponibili ai clienti in Internet, cosa che tante aziende italiane non fanno. Prova, ad esempio, a trovare un contatto webmaster per il sito di Trenitalia (e se lo trovi, fammi sapere – avrei qualche cosa da ridire su quel sito…).

  2. 2 massimo cavazzini

    Molto interessante :-)

  3. 3 beppe

    Ciao,
    sono uno studente della fac. di economia di Pavia
    sto eseguendo una tesi sperimentale sulla Corporate Reputation aziendale
    vorrei citare il tuo articolo nella mia tesi e per questo vorrei chiederti se potresti inviarmi le slides della serata…
    perticolarmente mi servirebbe sapere come la COHN & WOLFE abbia calcoltato la reputation aziendale(che poi è il nocciolo della mia tesi nonchè, lasciami dire, la parte più debole quando si affronta quest’argomento)

    spero davvero tu voglia essere cosi gentile da aiutarmi

    cordiali saluti

    Giuseppe

  1. 1 Mauro Lupi's blog
  2. 2 Il blocco-note di Markingegno » Pensare come una media company
  3. 3 MOMIS risponde allo splog 0 LastKnight.com - Matteo Flora


Leave a Reply



State of the Net - Udine 8-9 febbraio 2008

Regala un Nabaztag al tuo blogger preferito



About the Author

Lele Dainesi is a journalist, technologist, and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more... The views expressed on this website/weblog are mine alone and do not necessarily reflect the views of my employer, Cisco Systems.


Contact



La musica che venero ...


Get your own Box.net widget and share anywhere!



La fibra che ride!





marzo: 2007
L M M G V S D
« feb   apr »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Feeds RSS

  • RSS articoliRSS articoli
  • RSS articoliRSS podcast
  • iscriviti a tutti i miei podcast direttamente da iTunes per averli sul tuo mp3 player automaticamentesu iTunes Music Store



Flickr

Lo Spiedo a casa di Gigi Tagliapietra http://blog.gigitaly.itLa partenza è ormai vicina ...Locandina_2_def-web.jpg.jpegUploaded - 18�5�9TEMP0462.JPGVE_lancia.JPG





Categorie





Creative Commons

Creative Commons License $byno commercial
This work is licensed under a Creative Commons Attribution, NonCommercial, NoDerivs 2.0 Italy License.


fellow.gif



Le Web 3


BarCamp Italiani NOW!

BarCampItalia.org Map