Markingegno commenta Carlini sul Manifesto
9 Comments Published by daino marzo 16th, 2007 in Articoli storici, TribesDi Franco Carlini leggo da decenni libri e articoli e lo considero un pensatore libero che ha rotto il sistema, nel senso che ha rotto le palle al grigiume del sistema dei media e delle imprese e l’ha fatto evolvere sempre! Però di Franco Carlini ho anche una stima disincantata di lui come consulente con la sua società (Totem) di molte aziende, il che non è un male s’intenda, per nulla. Quando stavo in Omnitel un giornale interno sulla Intranet era a firma sua, nessuno lo leggeva ma perchè il livello delle persone era basso e pensavano in molti a fare gli aperitivi serali e le feste scala-promozione (ma questa è un altra storia). Comunque quello del consulente è un grande lavoro, un sano modo di vivere sfruttando il sistema e non facendosi sfruttare.
L’articolo che ho letto oggi sul Manifesto (2€ in edicola solo il giove perchè c’è un inserto di cui personalmente non me ne fregava niente, ma glieli ho regalati lo stesso) non mi è proprio piaciuto, perchè del Carlini che ricordavo nella mia formazione sentimentale della rete, non c’è proprio più nulla.
Eppure ieri in autostrada abbiamo parlato di Second Life, sua nuova grande passione e business visto che costruisce da un po’ di tempo (credo come offerta della sua società ) mattoni per le aziende clienti. Abbiamo parlato di giornalismo e giornalisti (non di ex democristiani) ma non dell’unico nome che fa nell’articolo, quello del blogger Adinolfi che gli starà antipatico (suppongo per vicende loro, da come lo tratta) ma che lui assume a “blogosfera italiana tutta” = LEGGEREZZA? come dice anche Mauro Lupi?.
Non so, sono confuso e mi sento di avere perso un riferimento, ma va detto: l’ultima volta che ho incontrato e intervistato Franco (lo chiamo così perchè lo considero un amico, lui penso anche) era ai tempi del lancio di ThinkTel e dopo in rete non abbiamo più dialogato (sul suo blog non ci trovo cose interessanti per me e semplicemente non è nel mio aggregatore e destinazione per i miei commenti).
Il concetto che gli ho scritto in una mail e che riporto a grandi linee qui è che il suo articolo mi da l’impressione che lui parli della blogosfera italiana allargando da Adinolfi alle 10blogstar della Blogbabel che sinceramente NON è la blogosfera. Il mio invito per lui è di cominciare a dialogare con i blogger (quelli che gli piacciono e gli stanno simpatici e antipatici, ma di dialogare) cogliendo l’occasione dello ZenaCamp che sarà proprio nella sua città . E di non fare come Vittorio Zambardino che è stato invitato da 18 persone al BarCamp (me compreso) e non si è fatto vedere. Non è male chiaccherare con quelli dei diari e con quelli delle redazioni integrate dei giornali e mangari anche con Adinolfi (ci sarà allo ZenaCamp?). A me è piaciuto molto questo documentario (http://blogumentary.org/) che ne pensate?
La penso anche come Antonio Sofi che in un bel post (che potremmo chiamare articolo o editoriale se fossimo in una redazione) ha detto:
il giornalismo di qualità sarà quello che userà al meglio i toni colloquiali e la prima persona. Che riuscirà ad essere personale: ovvero da persona a persona.
L’altro giorno al Cisco Expo una persona mi ha detto: certo che è tutto diverso, voi vi chiamate per nome, noi per testata giornalistica di appartenenza (IlSole24Ore, La Rai, Repubblica, etc.) (era una giornalista di Glamour diciamo “che fa parte del sistema”). Il passaggio che ha stupito molti è quella sana/insana abitudine giornalistica a dire “alcuni fanno questo o quello” ma senza fare i nomi delle persone che fanno questo o quello. Ecco dico allora a Franco: hai letto le sparate di Camisani Calzolari (ci ridiamo in molti), le saputellate di Maurizio Goetz o il pessimismo cosmico di Vittorio Zambardino? L’entusiasmo posticco del Lele (che parla di femmine?) o le polemiche inutili di Roberto Dadda? Il Luca Conti che vuole fare il Direttore della testata di casa sua? Insomma io di questi sono amico (non so se di tutti) ma se devo dire pubblicamente chi non mi piace e perchè lo dico senza dire che poi tutti i consulenti sono come Maurizio Goetz! Tu Franco sei anche un consulente ma non sei come lui. A proposito se non si era capito Maurizio mi stai sulle balle!
Insomma chi non ti è piaciuto? Chi è autoreferenziale? perchè tutti non possono esserlo davvero, il milione di blogger italiano (sembra) NO NON PUO’ ESSERLO! E viva Dio che ci si da del tu, almeno in rete è un TU vero, non come nelle aziende che ci si da del tu ma poi lui è il mio capo e da la promozione a quell’altro!!! A me anche se Goetz mi boccia vivo lo stesso
Di tutta questa storia, per ora, mi rimangono in testa solo le parole lette oggi sul blog di Markingegno nel suo ottimo post:
“Così di volta in volta la Rete è la raffigurazione del Male, o la soluzione di tutti i problemi. Ogni nuovo media rappresenta la catastrofica fine di quanto di buono è stato fatto sino ad allora e testimonianza della degenerazione dei tempi e dei costumi, oppure prodigio della società evoluta e della scienza, nuova frontiera del progresso.”
(Via» Blog, democrazia e giornalismo – Il blocco-note di Markingegno.)
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Ho letto il post tutto d’un fiato e con grande interesse, come spesso mi capita di fare qui sul tuo blog.
Grazie per la citazione.
non credo che Carlini verrà allo ZenaCamp, ma la speranza è l’ultima a morire…
A me oltre all’articolo del tuo ex guru, mi e’ dispiaciuto sentirti parlare cosi dei tuoi ex colleghi….
ciao, non ci ho capito nulla, quando mai ti ho bocciato? Esiste una blogosfera autoreferenziale non si può negare, ma anche una che si impegna, scrive, si organizza, progetta, documenta. Mi spieghi meglio il tuo pensiero?
Natascia la ia judgment call sulle persone che ho incontrato in Vodafone negli ultimi due anni di permanenza è stata in effetti un po’ affrettata, visto che con alcune -come te, Roberto, Enrico, etc.- ho condiviso cose importanti anche da un punto di vista di valori.
Quindi hai ragione e mi scuso con tutti i colleghi di VF che non hanno frequentato gli “aperitivi del male”
Ti voglio bene e spero di vederti presto a una cena però non a un aperitivo al Radetzky!
Lo sai che ti vogliamo bene anche noi…e fregatene degli autoreferenti…ti aspetto al trainerscamp. Un bacio
“le polemiche inutili di Roberto Dadda?” disgraziato! E io che parlo sempre bene di te…
Scherzo ovviamente, mi sembra un discorso sensato, io ci sto girando attorno da un po’, se mi si focalizza qualche cosa lo posto sul mio blog.
dadda
PS la prossima volta che vai a comprare Il manifesto dimmelo che ti faccio una foto…