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1 aprile 2007

Il post che leggerete sotto

Archiviato in: Anima Gassman — daino @ 0:06

Almost Happened

STASERA a un aperitivo milanese molto glamour ho incontrato vecchi amici che stimo, persone interessanti, ricevuto un perdono che mi ha aperto il cuore (+ un fiume di sorrisi in regalo), donne (sensualmente) sconvolgenti e … un’anima bellissima.

La persona in questione è laVale che ha una storia digitale che meriterebbe la copertina di Life e un blog che sarà la lettura del mio fine settimana. Da qualche tempo è diventata un’abitudine leggere nei WE tutto il blog di una persona interessante, questa volta tocca a lei. (continua…)

Sfogo di una blogger in astinenza

Archiviato in: Anima Gassman, Carezze, Corrispondenze, Events — daino @ 0:06

Allora roba da non crederci me ne sto seduta in una villa liberty nel centro di Milano. Se ti invita Stronza al suo aperitivo alle 6 del pomeriggio ma a mezzogiorno tu sei a pranzo dalla mamma per festeggiare tutto il parentado che ha compiuto gli anni a marzo e da lì sai che andrai direttamente alla location dell’aperitivo blogger più in che sia mai stato fatto e ti hanno pure detto che è gradito il tubino nero, come cazzo ti vesti?

Cioè, prima sai che ti rotolerai per terra coi tuoi nipotini a giocare con le hot wheels e poi salterai in macchina per andare a mangiare tartine sofisticate, mica faccenda facile. Ho deciso per una gonna lunga, ma mi son messa le autoreggenti, si sa mai….

A casa di mia madre tronavano 5 uova di Pasqua sul tavolo, una per nipotino. Tò, è Pasqua. Ma non era qualcosa tipo Natale tre giorni fa? Se non fosse per gli scaffali del super a mala pena mi ricorderei delle ricorrenze. Anzi, a dirla tutta, sono pazza io o sono aumentate in numero rispetto a 15 anni fa? Comunque, le uova sembran le stesse di quando ero bambina io, carta luccicante che fa quel rumore lì. Non capisco perchè io non abbia mai avuto un uovo di Pasqua da bambina comprato dai miei genitori o da chicchesia e invece i miei bambini si, ma tantè chissenefrega. Le uova sembran le stesse a parte un piccolo dettaglio. Il nastro che le chiude regge un cartoncino tutto colorato che dice “uova di Pasqua con sorpresa”; poi, a capo, in questo uovo troverai uno dei 13 modelli di questa macchinina” (segue foto di macchinina). Ah. Cazzo. Ci sono rimasta male.

Va da sè che invece i miei figli no. Gli interessava solo il cioccolato. Sigh.
Le uova erano di una sottomarca del Li**. Com’è e come non è i nonni più diventano vecchi più trovano inutile spendere. Che non è vera tirchieria, è una specie di chissenefrega di avere cose belle, ne ho avute abbastanza e ho capito che non cambia niente. E anche qui c’è da pensare, o ridere, o indispettirsi per una trascuratezza che un po’ fa tristezza.

Ma all’aperitivo di Stronza l’uovo è suntuoso, come si addice a questa bella persona.
Grande che riesce a far brillare gli occhi di tutti noi adulti. Si decide di aprirlo (anzi, come si addice al contesto, i camerieri lo aprono – morivo dalla voglia di scartarlo io, ma non son cose che si dicono a voce alta a 40 anni).
Lele dice “Un applauso per Giovanna” e partono le mani, calorose.
La prima volta che sento applaudire …. una Stronza.

Grazie Lele, ne avevo bisogno.
Grazie Stronza, una serata incantevole.


laVale

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