Time to evolve TREdiTRE
7 Comments Published by daino aprile 26th, 2007 in Anima Gassman, Articoli storici, Corrispondenze, Thoughts3 – Downshifting più tempo e meno lavoro un fenomeno in ascesa per milioni di professionisti

GIÀ E LORO, I MIEI AMATI PADRONCINI con i furgoni brulicanti di appuntamenti e oggetti da abbandonare qui e là nella moderna città lego? Quelli che “in azienda non c’è???”. Oggi siamo tutti concentrati sui teenager (e sul loro sfavillante uso di Internet alla MySpace) ma nessuno pensa a mia sorella.
Creiamo -tra brufoli e manager impazziti- dei grassi e pretenziosi utenti della rete a cui dare tutto, di più e ancora di più. Li stiamo ingozzando di video e testo (informazioni, blog, news, etc.) ma questi NON SONO IL VERO PUBBLICO DELLA RETE. Sono solo il pubblico più attivo e connesso oggi!
Cosa ne facciamo di mia sorella che il computer lo usa in modo “slow food” dalle 21:00 alle 23:00? E la mia dolce amica cassiera alla Decathlon, la giovane mamma e mio padre? Loro sono le persone che useranno massivamente la rete nei prossimi anni e di tutti i contenuti che oggi produciamo non ne conoscono neppure l’esistenza. Perché? Mio papà è anziano, si sveglia alle 15.45 dal pisolino pomeridiano quasi tutti i giorni e appiccia la televisione e non la rete. Nessuno gli sta mettendo a disposizione i suoi contenuti nel suo tempo di riferimento e perché no? Tutto molto semplice: il mio caro papà non lo conosce nessuno!
Noi non conosciamo le persone su Internet e tanto meno quello che DECIDONO DI FARE ogni giorno e per questo non siamo in grado di dargli nulla se non proporgli di più tra cui scegliere, un contenitore rete infinitamente ingrassabile di contenuti, poi vatteli a trovare!
(photo credits: Lynette Webb)
Mio papà risponde amabilmente alzando il dito … sul telecomando e si guarda un vecchio western (e mio papà è uno curioso). A qualcuno questo grande database può sembrare una discarica nella quale dover andare a scavare per trovare qualcosa che gli interessi. NO GRAZIE, manco se potessi scavare in modo semantico!
[…] “Nel suo ultimo libro, The Paradox of Choice, Schwartz spiega i meccanismi cognitivi che stanno alla base della scelta e soprattutto segnala le conseguenze di un eccessivo aumento delle opzioni alternative. Schwartz sottolinea come i meccanismi del mercato, che si presentano come garanzia della libertà di scelta e che in questo senso sono chiaramente accettati dalla maggior parte della popolazione occidentale, in realtà sono spesso causa di ansia, stress, depressione” […] Luca De Biase (Storico, Pensatore, Giornalista, at Nòva24 / Braudel)
E se smettessimo di vomitare roba online e cominciassimo a chiedere ai nostri amici: tu cosa vuoi vedere e quando? Vuoi che il mio blog scriva di iPod o di moto alle 14.30 quando torni dalla mensa, vuoi che ti parlo dei Subsonica alle 16.00 quando ce l’hai fatta a mettere sotto i denti qualcosa dopo scuola? Vuoi che ti racconto una pillola al giorno sul cambio dei pannolini con una mano sola alle 18.30 quando le pesti ti tornano su dal parco e sono conciati da buttare in lavatrice?
Ecco questo implica che io e te abbiamo un dialogo e che io comincio ad ASCOLTARE prima di mettere tutto il milione di ore di Teche RAI online perché francamente chi se ne frega se non mi parli alle 21.00 della storia dell’Amerigo Vespucci e degli U-Boot? Questo dialogo si può fare, io credo in futuro lo si farà nei SOCIAL NETWORK dove, quando capirò quali conseguenze producono i miei contenuti, comincierò a popolare la rete di qualcosa di apprezzabile.
E’ questo il content-on-demand? Io non credo ma sono qui con voi per chiarirmelo, discuterne e mettere più a fuoco questa sensazione; se vi farà piacere discuterne. Però posso sempre continuare a gettare la gocciolina nell’oceano sperando che qualcuno abbia il tempo di trovarla, berla e dire a altri che la mia gocciolina è più buona di altre! Oppure posso provare a chiederti cosa voi che scriva per te, poi la tecnologia farà il resto per portartelo!
BASTA!!!!! FINISHED (grazie per chi ha letto fin qui e ha commentato)
7 Responses to “Time to evolve TREdiTRE”
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- 2 Pingback on apr 30th, 2007 at 18:30
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About the Author
Lele Dainesi is a journalist, technologist,
and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more...
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Piuttosto che produrre contenuti ad hoc, secondo richiesta, io mi concentrerei sulla creazione di strumenti per navigare nel mare di contenuti già esistenti e di tutti quelli che verranno spontaneamente prodotti dall’utenza.
Io stesso non mi metto a cercare su youtube per il gusto di farlo, mi annoia: non mi sento in possesso di sufficienti strumenti e suggerimenti per arrivare a ciò che vorrei vedere.
si il tema della selezione dei contenuti diventa sempre più pressante.
a me sebra un gran passo avanti piuttosto che l’ennesimo motore di ricerca semantico
ma mi chiedo: se ci fosse un sistema che dinamicamente riconosce i tuoi interessi e ti propone (dal mio database di contenuti prodotti) quello che interessa a te?
quoto cattaneo….nel senso..che ci vorrebbero migliori NAVIGATORI per scegliere COSA e QUANDO vedere….il palinsesto, magari me lo creo io, col rischio di predere sicuramente qualcosa di interessante….ma sono rischi che bisogna mettere in preventivo. Grande terzetto di post lele,…
poi magari arriva il trackback, ma i complimenti volevo farteli comunque: questo del tempo è un topic chiave!