ADORO SVEGLIARMI PRESTO … che strano … visto che di indole sono un poltrone. Eppure la mattina i silenzi in ufficio sono magici, riesco a leggermi i feed RSS degli amici in santa pace, a stampare qualche buon pezzo, mi viene sempre un sacco di voglia di bloggare.
Di solito prima del caffè corro, fin dai tempi dell’Accademia, pensa te, è la cosa che avevo odiato di più a Livorno: le 6:25 un incubo fino allo stadio e poi senza niente in pancia correre come dei dsperati. Eppure oggi faccio le stesse cose da solo. In queste mattine vado in bici al parco (non posso ancora correre in piena fisioterapia al malleolo), fa un freddo cane ma sono ben bardato. Poi doccia e schizzo in ufficio.
La vista stamattina è fantastica, il Resegone sembra essere lì a due passi, pronto a farsi sfiorare col pensiero. Sul tetto di una delle torri Cisco c’è un nido di falchetti, se la svolazzano qui davanti. Sono spettakolari, immensi, così forti, dominano tutto eppure siamo a Milano in fondo, ci affacciamo alla ricca, sonnolenta, operosa Brianza, eppure siamo sempre immersi nel pieno casino pulsante della città più bella di tutte.
Scappo, lo scooter mi porta fino in centro oggi, Be.St non è andato dal dottore, andrà venerdì, mi manca sentirlo ruggire, tagliando fatto saprà cantare ancora meglio e mordere nuove strade, nuovi asfalti e portarmi davanti a nuovi orizzonti. Ogni mattina quando scrivo -e sto scrivendo tanto in questo periodo- quegli orizzonti li tocco con le dita, ogni notte li respiro per poterli scrivere al risveglio … E’ un circolo magicamente infinito, una droga POTENTE. Eppure è solo settembre, le tappe si sono frantumate tutte sotto i miei occhi, da sole, io lascio che la vita batta il suo ritmo, la ascolto …