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8 novembre 2007

In a couple of minutes we’ll be airborne (post lungo un volo, opps due)

Archiviato in: Podcast — daino @ 5:56

iPod killers

OGGI E’ STATA UNA GIORNATA “IMPORTANTE” tipico modo di dire di un caro amico che ricordo sempre con tanto affetto. Voleva un figlio, tanto tanto, chissà se saranno riusciti ad averlo, la vita gli ha dato un sacco di sberle, eppure -a quanto ne so- è sempre andato avanti. Questo post lo dedico a lui!

Oggi ho fatto Berlino-Milano e ritorno! Una mazzata storica ma ne valeva la pena. Oggi a Milano c’era lo IAB Forum dove ho avuto il privilegio di moderare la sessione pomeridiana -una delle quattro parallele- dal titolo web2.0 Ospiti Dada e Tuttogratis, la sala stracolma di pubblcitari, creativi, copywriter, autori televisivi, radiofonici, internet, editori, clienti, agenzie e tanti Brand! Mi sembrava il minimo ripagare tanta fiducia e visibilità personale con un A/R da Berlino da dove sto seguendo da lunedì -insieme a altri blogger europei- il Web2.0 Expo organizzato da Tim O’Reilly, Kati Sierra e Tariq Krim.
Qui di seguito potete ascoltare l’intervento di apertura di Tim O’Reilly che Ulrike Reinhard mi ha gentilmente girato e autorizzato a pubblicare sul blog (credits: produced by Ulrike Reinhard, http://blog.whoiswho.de)

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Voglio ringraziare per l’invito allo IAB Layla Pavone che -ormai la voce non è più un segreto- è stata oggi nominata Manager dell’anno da parte dell’Associazione Manager Italia. Un riconoscimento molto prestigioso che Layla -Amministratore Delegato di Isobar Italia, Presidente di IAB Italia e anche CEO blogger- merita fino in fondo. Credo che la notizia sarà ufficializzata dalla stampa domani, qui di seguito intanto gustatevi il suo discorso di apertura a Milano.

Durante la mia moderazione e il dibattito sucessivo ho provato a suscitare parallelismi tra le due conferenze: da una parte gli artefici del web2.0, quelle multinazionali della rete (Facebook, MySpace, Netvibes, Google, etc.) che stanno dando voce a milioni di persone. Le aziende che ospitano sui loro server i “contenuti prodotti dagli utenti” e le conversazioni della grande babele di blog e social network che è oggi Internet. Dall’altra i pubblicitari, chiamati a dare un senso di business a tutte queste iniziative “sociali” con forme di pubblicità interattiva e mirata alle tante tribù, un “micro-advertising” che IMHO è l’antitesi stessa del marketing virale.

iPod killers

Molto interessante l’intervento di un ragazzo che “gli ha detto in faccia”: voi siete finiti, generatori di spamming e di messaggi che a noi -che ce ne stiamo nei social network- non interessano (interpretazione libera ma non meno rivoluzionaria delle sue parole). Mi ha fatto molto riflettere e stasera vorrei condividere con Mafe e Luca Conti, l’opinione che qui condivio con voi. Credo che gli utenti e le marche debbano dialogare e collaborare se vogliono tenere in piedi il giocattolo che si chiama web2.0. Le multinazionali citate continueranno a buttare dentro denaro nelle nuove piattaforme, fin quando ci saranno certamente persone operose, produttive e interattive ma anche se coglieranno da parte di questi nuovi attori una disponibilità a “convivere” e a dialogare con le aziende per la diffusione del messaggio pubblicitario.

Alla fine di comune accordo .. platea, ragazzo rivoluzionario (che spero linki il mio blog come mi ha promesso, in modo da poterlo linkare a mia volta) e agenzie, abbiamo convenuto che il web2.0 non è la panacea della pubblicità online. Che siamo in un momento di passaggio e che la vera interazione fore si vedrà davvero nel web3.0 dove però le aziende pubblicitarie non saranno spazzate via da utenti auto-promozionali. Se così deve essere consiglio però ai pubbicitari magari di proporre meno loghi e suonerie in concorsi da stupidotti e cominciare a far entrare i clienti a pieno titolo nel processo di produzione della pubblicità e non più solo di mera diffusione virale. Così potremmo allontanare i fantasmi di una nuova bolla speculativa che solo qualche anno fa ci ha messo tutti con il culo per terra.

iPod killers

Bella la frase “i clienti sono orizzontali, infedelmente stesi su tante piattaforme, opportunistici e maturi sanno cogliere da gni ambiente (Facebook, MySpace, Linkedin, Bebo, Flickr) il meglio per massimizzare la propria self-expression”. Bella bella bella!

Torno a Berlino carico di idee e di inseminazioni intellettuali datimi dal poter mettere a confronto uno IAB e un Web2.0 Expo, una platea nazionale e una internazionale, i pubblicitari che dovranno sostenere le nuove start-up e le tanti, nascenti stelline internazionali che stanno nascendo in ambito social networking! Come dicevo una giornata piena. Che merita di essere chiusa con un Girl Geek event e una nottata di danze e pinte di birra nella parte Est della città con quei “ragazzacci” che oggi girano intorno a un gruppo di imprenditori internazionali tra cui appunto Tariq Krim ma soprattutto Martin Varsasky che con la sua creatura FON -e molte altre ormai partecipazioni “sociali”- sta gettando le basi per il venture capitalist europeo.

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L’altra sera alla cena organizzata da Netvibes ce ne erano molti di questi baby-imprenditori alla corte di Martin, tutti seduti intorno alla tavola imbandita per ragionare di API, AJAX, widgets e social network nomadi (misto cellulari, pc portatile, WiFi). Una vera occasione di lobbying dove poter incontrare uno che tra un Bluetooth e l’altro ti dice: tu cosa mi dai per il contatto di Steve Jobs con il suo cellulare? E io vedendo la figurina del Guru Supremo non ho potuto resistere e ho offerto Facchetti. Per fortuna la mia faccia da culo glielo ha venduto come uno dei più importanti banchieri italiani e ci è cascato! Adesso la domanda è: avrò mai il coraggio di comporre quel numero di cellulare e per quale motivo? Magie del web2.0!

iPod killers

P.S.: di seguito il video di un Marco Montemagno spumeggiante che, in maniera non meno importante di tutto quanto sostenuto fin qui, ha incantato la platea dello IAB. Quando ho chiamato gli amici dall’Italia per dire: Marco è stato grande, loro mi hanno detto: lo sappiamo già perchè: c’era un mio cliente lì che mi ha chiamato, l’ho seguito su Twitter, l’ho sentito in SmallWorld, su facebook ne hanno parlato … vero potere dei social network. La credibilità oggi è soprattutto questo.

3 commenti »

  1. Mi svelo, sono il ragazzo rivoluzionario!

    Come promesso, ho scritto due righe sul workshop che hai moderato all’interno dello IAB Forum sul mio blog: http://www.mauriziomurciato.com/blog

    Ho letto con molto interesse e curiosità il tuo articolo, in particolare la parte su Berlino. ;)

    Mi permetto di suggerirti un libro appena pubblicato da un mio caro amico blogger, da sempre impegnato per le nuove generazioni e il suo blog. Si tratta de “L’Italia Spiegata a Mio Nonno” (Strade Blu, Mondadori 2007) si Federico Mello, e questo è il suo blog: http://www.generazionablog.it

    Un saluto,

    Maurizio

    Commento di Maurizio Murciato — 9 novembre 2007 @ 4:35

  2. Complimenti per il post,
    è stato grande spunto per svariate riflessioni.

    Commento di Alberto — 9 novembre 2007 @ 17:57

  3. Correggo un imperdonabile errore di battitura del mio ultimo commento.

    Questo è l’indirizzo corretto del blog di Federico Mello:
    http://www.generazioneblog.it

    Commento di Maurizio Murciato — 9 novembre 2007 @ 21:11

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