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3 dicembre 2007

La mansarda o la Playstation?

Archiviato in: Anima Gassman, Thoughts — daino @ 2:13

Lele Sogni

SOGNARE E’ MEGLIO CHE GIOCARE ALLA PLAYSTATION. Non so se è mai capitato anche a voi -una volta almeno nella vita- che i sogni di una notte vi provocano un piacere dolce.

Si vede che sono in un periodo di grande creativitò -o quello che mangio è particolarmente incasinato- perchè da un po’ di tempo a questa parte sto sognando i draghi! E che credo di aver trovato un “portale” verso una dimensione inesplorata un luogo dal quale -quasi ogni notte- entro in un universo di sogni. Il portale è la mansarda di casa dentro la quale si esapsperano i colpi e le codate del subconscio, i battiti dei desideri più nascosti, le paure e le speranze mischiate tra loro senza alcuna sapienza.

Il sogno è così, pazzescamente insensato, con persone “vere” -che fanno parte della tua vita “reale”- immerse tra personaggi non ancora reali (ma che potrebbero diventarlo), alcune delle quali le aspetti da sempre. Non faccio uso di droghe, non mi è mai piaciuto perchè credo che la vita sia una figata, eppure credo che sognare stia diventando una dipendenza, per questo in mansarda passo un sacco di tempo.

Lele Sogni

Mi fermo spesso a guardare il cielo azzurrissimo fuori dalle finestrelle tagliate, intravedo un po’ assonnato i quadri appesi al muro che raccontano tante cose che ho già fatto nella vita, a volte passo del tempo a incidere “tacchette” sulle travi di legno per ricordarmi di momenti e persone, ma alla fine cado sempre in un sonno dolce come tra gli scenari di un videogame. “Diversus Diversorum, Quisque.

Sognare è un videogioco, si ma è anche molto di più. Un videogioco è qualcosa di caotico e seriale allo stesso tempo. Caotico per le milioni di probabilità con cui è possibile arrivare a un certo “poligono” per affrontare un passaggio/sfida. Seriale perchè per passare al prossimo livello, la sfida va affrontata esattamente nella sequenza decisa dal grande architetto (che ha creato il gioco) e non ci sono storie! Il sogno invece è molto più potente, il caos è assoluto, basta che il grande architetto -che sei tu e questo è molto più figo- abbia una fantasia sfreanata da qualche parte nel suo cervellino vulcanico e accetti di lasciar andare le briglie.

Lele Sogni

Capita dunque che quando il sogno sembra seguire una qualche serialità tra un salto logico e l’altro, improvvisamente l’architetto decida di cambiare completamente scenario e da Venezia, ti trovi nel deserto a guidare la moto, dal corso di formazione settimanale a Cortina, sulla barca a vela più bella di una vita. Tutto ciò si traduce in piacere assoluto, godimento vero e proprio, desiderio di vedere cosa c’è dietro l’ennesima porta che sta per girare. Quale strano ormone sarà mai stato sollecitato per provocare tutto questo?

Il prossimo passo è il tentativo estremo, sfrenato, testardo di far continuare il piacere, portarlo all’estremo, trasformarlo in realtà! Quando sognate qualcosa di spettacolare vi è mai venuta voglia di girarvi dall’altra parte e di chiedere la benedizione che il sogno continui per sapere come va a finire? Vi arrabbiate se vi svegliate di colpo e manca il finale? Non vorreste vederlo a ogni costo? Io si! Non vi è mai capitato di avere voglia di fare l’amore la mattina? A me sempre, ma sono un caso clinico. Comunque credo che il dormiveglia e la voglia di coccole e riproduzione sessuale sia legata in qualche modo alla decantazione del piacere che mi provoca sognare. Se non è così, ci siamo vicini.

Lele Sogni

I sogni possono essere anche brutti e premonitori. Io ho sognato la fine della mia storia d’amore che è stata bellissima, ha riempito di calore la mia vita ma anche di gelo tagliente e di sangue -proprio come in quel sogno- e a volte ho paura che altre cose che mi sono mandate a dire nei sogni possano essere solo l’anteprima di un qualche avvenimento di sofferenza reale. In quei casi mi alzo e l’unica cosa che riesco a fare è prendere a pugni il che penzola a qualche passo dal letto, o a spararmi di corsa fuori di casa … fino a quando la doccia lenisce la paura. Il sogno è anche questo, imprevedibile dolore gratuito.

Nel sogno mi sento umano, finito, sbattuto come un filo d’erba immerso in un vento a volte gelido a volte caldissimo. Sognare è figo, molto meglio di qualsiasi videogioco. Qualcuno mi ha consigliato di scriverli i sogni. A volte lo faccio negli articoli che pubblicano altri per me, altre volte nei discorsi o nelle strategie di comunicazione. Sognare è quello che molti di noi ricercano durante la veglia, un pezzettino di quell’enorme piacere. Basta non chiudere il portale, lasciare aperta la possibilità che stanotte accada qualcosa di magico. Oggi ho dormito qualcosa come 14 ore di fila, il mio papà direbbe: ecco vedi devi riposare, si vede che il tuo fisico ne ha bisogno! Io credo che sia solo pura ricerca di piacere. Al posto che divertirmi al Gattopardo, mi diverto a riscriverlo!

Mi sparo sulla mountain bike perchè una giornata così lo merita. Immerso in un parco meraviglioso come quello in cui vivo, una giornata che va vissuta all’aperto per continuare a sognare … chissà se quella meraviglia dai capelli rossi sarà da qualche parte -anche lei- in quel parco. Di lei non vi ho parlato in questo post, magari la incontrerete nei vostri sogni; è la più incantevole di tutte, difficile che non la notiate! Ha scritto Ducati sulla fiancata …

Lele Dainesi wwww.leledainesi.com

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