MI SONO REGALATO un airbag di emozioni. L’ho comprato, l’ho messo bene davanti a me e poi l’ho fatto esplodere.
Lo so, Mafe dirà, eccolo con il post che gli nasce fragile e cuccioloso, Stefano me lo vedo scuotere la testa e dire “l’abbiamo perso definitivamente, ma che gli è successo da quando è entrato in Cisco?”, Alessandro: “ecco eri tornato grande con il tuo post indagine Gabanellosa su ASW, che è sta roba?”
Lo so, lo so ma non avete letto il libro di Fabio, cioè di Lele. L’altro giorno un amico mi ha detto: “difficile non identificarsi, sembra che parli di me” e io “anche di me e non solo …”. Preso da coraggio e eccitazione ieri sera l’ho finito.
Sono stati giorni strani da sabato ad oggi. Il libro mi è capitato tra le mani in un autogrill andando a Udine. L’ho comprato d’istinto, tra un caffè e una battuta con Stefano, Lisa e Stefano (ancora). Sabato ero rifugiato in un angolino soleggiato del MIO lago, ascoltano le moto aprire lontano lontano alla mia sinistra e a destra le paperelle che facevano la pista tra le barche ormeggiate da tempo. Ho alzato il livello del lago con le lacrime che fluivano dappertutto (ero ancora ad annusare il guanto del tram … licenza poetica dal libro). Alla fine è arrivata la Polizia Municipale e mi ha detto che se non mi mettevo a leggere qualche blog mi denunciavano per disturbo alla quiete delle papere
Poi nei giorni scorsi mi sono trovato immerso dentro me a leggere a pranzo, in attesa di ricevere una chiamata, tra una carta di Wired e una dell’IHT, una presentazione Corporate e le mie mappe concettuali in preparazione dell’Expo.
Dall’altro ieri sera il tempo si è squarciato, mi sono regalato l’ultimo spettacolo di Bertolino (ANDATELO A VEDERE) al Ciak, ho riso come un pazzo. Mi sono sentito bene. Ieri ero completamente in trance. Ho incontrato un filosofo, Francesco, con il quale ci siamo raccontati nella sua agorà delle persone che siamo, dentro e fuori dalle aziende, poi sono andato a vedere Hubert Jaoui da Ruling che mi ha spiegato i 3 “esseri” della comunicazione: bambino, adulto e genitore.
Un crescendo interrotto di cose fighe per lo spirito, il lavoro che sta girando bene in questo periodo, un caffè americano preparato con le mie mani, con un po’ di stracciatella dentro (stamattina ho esagerato e ci ho messo la nutella). E poi… 50 pagine di sesso, amore, modi di fare l’amore, perversioni normali, giochi, assurdità apparenti, micro-fidanzamenti e micro-matrimoni. Sentire parlare dalle pagine del libro di un incontro tra un Uomo e una Donna, l’inutilità del resto. Non essendo innamorato in questo periodo alcuni passaggi sono stati “lontani” e un po’ mielosi, ma a tratti pensavo: “se fossi innamorato al posto di sentire sussulti al cuore, sentirei solo airbag esplodermi in faccia”.
Stanotte ho dormito agitato, sarà perchè sapevo che alle 9 avevo una conference call e non volevo rischiare che la sveglia mi facesse vergognare con i suoi inspiegabili silenzi (proprio le mattine che ci sono cose importanti), ne ho puntate tre. Un sonno stanco, i lividi del cuore che si sono messi a nudo. Ho aperto gli occhi e ho pensato: “cazzo oggi è San Valentino”. Mi sono fatto un gran regalo in questi giorni e manco ho realizzato finora, poi ho pensato alla telefonata di Guidone: “stasera casino, mi hanno chiamato delle amiche” … come direbbe la mia psicologa sono tornato al “piano di realtà”… però due che chiamano a San Valentino… come stanno messe?
Quello che non ho scritto -di un’amicizia inattesa e profonda- è forse il regalo più bello che ci siamo fatti in questi giorni. Tu che sei arrivata fin qui a leggere e provi le mie stesse emozioni, bè anche io dopo aver finito il libro ho voglia di abbracciarti


persobella
Commento di steno — 14 febbraio 2008 @ 20:50
Anch’io ho avuto la stessa impressione leggendo il libro di Lorenzo, soprattutto quelle pagine del secondo capitolo in cui si racconta di quando Federico, sotto l’influsso di una sostanza psicotropa si era immedesimato nella nonna di Luisa, sì, proprio lei, la licantropa pazza rinsavita.
Ma grande è stato il mio stupore quando, leggendo l’elenco dei nomi, ho scoperto che la nipote di Luisa altri non era che l’avatar di Lorenzo, ritratto durante una pesentazione in power point al Net Forum di Nonantola.
Giornata fantastica quella, con l’intervento illuminanto di Elliot, il mentore insoddisfatto della beanza sacrificale sulle reti wi-fi di terza generazione.
Caro Elly, sei forte, scrivimi su twitter le tue ultimi riflessioini post-traumatiche, postami su postacelere le tue sveglie tesi oracolari sulla possibilità indefinita della tricoteuse digitale, la splendida Mafe.
Commento di pippi — 14 febbraio 2008 @ 22:11
ma poi, cioè, mi chiedo, no… come si fa dopo che l’airbag esplode? Chi te lo sostituisce?
Cmq secondo me hai ragione col titolo, l’equilibrio da fermi, secondo me, io credo non esista in natura, proprio.
Commento di st3fano — 15 febbraio 2008 @ 0:00