Era lì sul tavolo, agganciato con un filo a delle casse troppo potenti per lui, tutto bianco … bellissimo. Nessuno poteva vedermi e io per pochi minuti … l’ho rubato!

Capita che sei lì che studi come un matto … mentre macini pagine e pagine già precedentemente graffettate da scolaretto d’Accademia e ti senti al dunque …
Adesso bisogna vedere se tutto quell’immenso lavoro genera un germoglio, un’idea sensata, non solo verosimile … Un’idea che apre una prospettiva, un cammino. Il Cisco Expo si avvicina, sento il fiato sul collo delle iscrizioni, la voglia di raccontare qualcosa che sta avvenendo dentro la mia pancia. Il web2.0 è un’avventura, ieri un amico, chiaccherando amabilmente intorno a un tavolino di un bar, mi ha detto:
il web2.0 lo viviamo perchè lo abbiamo indotto, è innovazione indotta dentro un gigante calmo che sta provando emozioni
… frequento filosofi ultimamente con cappelli da texani incalliti.
E’ un momento materno in cui ascolto silenzioso quello che accade intorno. Ho bisogno di un tunnel di musica per vivere questa “attesa”. Ma non musica conosciuta, musica nuova!
Oggi parto per un corso, una cosa di privilegio: campagna londinese, laghetti, un freddo della madonna (di sicuro) e un gruppo di persone che amano comunicare e che ci provano a contaminarsi, a “darsi lezioni” di sensazioni; bello! Attendo di partire in questa lounge frettolosa e vivo calmo, ascoltando le canzoni sconosciute di un iPod sconosciuto.
Sarebbe bello se ogni tanto qualcuno ti prestasse il suo iPod e ti dicesse, ascoltatelo tutto (12GB su questo), musica della mia generazione, roba diversa dalla Trance, dall’Hip Hop e dal Funky. Niente a che fare con Paola e Chiara (si ascolto anche loro, le adoro), o i Planet Funk, i Subsonica o i Linkin Park. Musica nuova. Sarebbe bello, io lo sto facendo, è bellissimo