UPDATE! Ore 07.00: mattinata di pratiche filosofiche in Cisco (di cui vi racconterò), levataccia pazzesca, nottata agitata (sarà Steve Ballmer), doccia mentre il sole si arrampica sulla parete dell’agriturismo di fronte …

Stamattina ho visto un’altra evoluzione limpida. Saranno le gocce d’acqua che ti annebbiano i pensieri, o i denti freddi sui fianchi, il riflesso di una sagoma nel vetro dei pensieri mattutini, confusi, impastati di subconscio … Elisa che canta da dietro il vetro nelle mie casse Bose “make heaven” …
Mi capita a volte di vedere pezzi di futuro, di prendere una specie di corsia preferenziale ad occhi aperti ed assistere da spettatore al film della mia vita. E’ la calma profonda, il senso di certezza assoluta che quello che sto vivendo -e che accadrà- è il palpare una realtà senza pesi probabilistici, pura, rassegnata, convinzione.
E’ già accaduto, a volte su una strada, nel vuoto della mezzaria che separa chi va piano dagli altri, mentre ti ritrovi a navigare “nel mezzo”, quasi fossi in una terza corsia parallela, ma verticale. Mi sono guardato piegare un mostro nero, adeguare la realtà alla gioia, vivere un’overdose di speranza per tornare nella realtà e sopravvivere a qualcosa che “in quel momento” non c’era. Stamattina mi sono sentito soffocare, nel gelido della saliva dello shampoo, immerso in profumi bianchissimi come quel filo di perle … e basta.
Stamattina mi sono visto ingombrato, impossibilitato ai soliti numeri e alle solite carezze immerso nel caldo del gettito che tutto annebbia. Anche i vetri, dopo, si sono osservati cristallini e stupiti che non potessi accarezzare la loro umidità per scrivere come da piccoli con il ditino il solito “ciao mondo” … Il sole aveva scalato fino al legno obliquo della mansarda e io prima di farlo entrare nella doccia mi sono vestito in fretta e sono corso a praticare filosoficamente.
Un vuoto pneumatico di vita, dopo aver passeggiato tutta la notte nel silenzio irreale della corsa, in cui tutto era armonia, scalando dalla quarta alla terza, il ginocchio fuori e -per la prima volta- le mani che hanno imparato a spingere sullo sterzo. Una preparazione iniziatica all’arrivo di un ombra limpida, rapida che ha sfuggito ancora per un po’ le chiacchiere nei miei occhi e la visione di marmi come in un quadro … “Visioni”, saranno stati i cioccolatini dell’unico “7 piano” mozzafiato d’Italia.