LA COPERTINA DE IL MONDO (inserto HIGH-TECH) oggi in edicola è dedicata a Stefano Venturi e ai fondatori di Google. Soddisfazione la preparazione dell’intervista con Roberto De Lellis e l’associazione creatasi dalla comunanza della visione sui temi Green (a detta del giornalista) tra Cisco e Google.
La copertina ha il titolo GREEN INTERNET, sottotitolo: “Parlano i guru di Google Brin, Page e Schmidt e il numero uno di Cisco Italia Venturi. Spiegano perché il web può tagliare i costi dell’energia. Perché la rete cambierà ancora la vita delle imprese. E propongono di…”
L’intervista di Stefano è IMHO molto bella. I messaggi sulla business collaboration e sulla Generazione Y escono forti e chiari e questa è l’altra piccola soddisfazione personale
IERI E OGGI HO SCRITTO QUALCOSA DI BELLO PER CISCO Con Stefano Venturi, l’abbiamo rivisto, cambiato, ricostruito, ripiegato e alla fine è uscita una mail piena di emozioni.
DISCLAIMER: mi occupo della comunicazione personale di Stefano Venturi A.D. di Cisco Italia e Vice Presidente di Cisco Corporate e come Executive Communication di Cisco Italia.
Il gusto di queste cose è lo stesso ogni volta, … buono! rimane per giorni sotto la lingua dopo aver giocato alla comunicazione interna. Funziona che hai a disposizione una specie di rivista con un pubblico di lettori “abbonati”, ti senti per questo al sicuro di poter sperimentare senza dover chiudere il giorno dopo per mancanza di fondi. Allo stesso tempo però se i lettori si annoiano, semplicemente non ti leggono più e la rivista è carta straccia.
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METTI CHE UNA SERA PROPRIO NON HAI VOGLIA DI ORMEGGIARE A CASA che ti manca parlare con un amica, che ti manca la tua migliore amica, che hai passato una giornata tossssstissssimaaaa
Sere note, da single incalliti, quelle che “la partita no”, “la birra no”, gli occhi azzurri e i capelli nero corvino SI! Metti che la terrazza più bella della tua vita richieda la tua presenza perchè sta cadendo a pezzi e … il proprietario non può permettersi di aumentarci l’affitto.
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OGGI UNA PERSONA SPECIALE (VALERIA) mi ha chiesto: “perchè non stai più scrivendo sul blog?”. Ho scoperto che tra le cause del “non ho tempo perchè …” non c’è solo quella “ho da lavorare” ma anche quella del “sono perdutamente innamorato di te”.
Disperso da quattro settimane in un continuo flusso di emozioni, parole, frasi appuntate sulla Moleskine, sguardi, carezze, risate, appunti, etichette di bottiglie, risotti, candele, profumi, umori, grida, rinascite, sporco del grasso di Cagliostro sulle gambe, dal rumore delle moto il sabato mattina dentro i paddock, di frasi di Lucrezia e Simone inattese, di voli, fiori bellissimi, lanci da alta quota, mappe concettuali, presentazioni powerpoint, script e format televisivi, indirizzi di blog, vertiginosi tacchi di scarpe elegantissime, e un mucchio selvaggio di messaggini segreti su Twitter … ho incontrato Valeria.
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continua da una storia precedente [...]
[...] IL RITORNO DA CASA FU LENTO E SILENZIOSO Anche se Carlo mi aveva dato brutte notizie sul lavoro di Poppino e sul suo capoufficio invidioso, io ero felice. Felice di avere incontrato Patricia, di averne odorato la femminilità più profonda e perversa e di avere parlato con il mio migliore amico di infanzia.

Fin dall’ultimo saluto mi era sembrato che il solo fatto di avermi parlato dei problemi lavorativi di Poppino lo avesse sollevato da un peso. Evidentemente con Patricia non parlava molto degli amici o forse era il mio solito modo di pensare che le donne fanno meglio l’amore delle confessioni. Fatto sta che il viaggio fino a Milano volò via sereno a 180km/h tra qualche telefonata e molta buona musica.
Avevo appena installato in macchina l’adattatore dell’iPod un meraviglioso aggeggio che collegato al lettore più bello del mondo, trasformava l’auto in un DJSet totalmente immersivo.
Parcheggiata l’ingombrante macchina aziendale, accarezzata la moto sui fianchi e momentaneamente acquietato l’iPod dalle sue melodiche grida, mi fiondo in mansarda per una doccia meritatissima, con una voglia di pensarmi che mi era rimasta dalla sera prima quando avevo innocentemente invaso l’intimità di due amanti. Non che la cosa non fosse mai accaduta ma la scena di poche ore prima era diversa da molte altre vissute insieme a Carlo d’estate a Rimini e poi in Sardegna fino ad arrivare ai nostri viaggi nei sacrari “dell’amore”, come li chiamo io.
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