continua da una storia precedente [...]
[...] IL RITORNO DA CASA FU LENTO E SILENZIOSO Anche se Carlo mi aveva dato brutte notizie sul lavoro di Poppino e sul suo capoufficio invidioso, io ero felice. Felice di avere incontrato Patricia, di averne odorato la femminilità più profonda e perversa e di avere parlato con il mio migliore amico di infanzia.

Fin dall’ultimo saluto mi era sembrato che il solo fatto di avermi parlato dei problemi lavorativi di Poppino lo avesse sollevato da un peso. Evidentemente con Patricia non parlava molto degli amici o forse era il mio solito modo di pensare che le donne fanno meglio l’amore delle confessioni. Fatto sta che il viaggio fino a Milano volò via sereno a 180km/h tra qualche telefonata e molta buona musica.
Avevo appena installato in macchina l’adattatore dell’iPod un meraviglioso aggeggio che collegato al lettore più bello del mondo, trasformava l’auto in un DJSet totalmente immersivo.
Parcheggiata l’ingombrante macchina aziendale, accarezzata la moto sui fianchi e momentaneamente acquietato l’iPod dalle sue melodiche grida, mi fiondo in mansarda per una doccia meritatissima, con una voglia di pensarmi che mi era rimasta dalla sera prima quando avevo innocentemente invaso l’intimità di due amanti. Non che la cosa non fosse mai accaduta ma la scena di poche ore prima era diversa da molte altre vissute insieme a Carlo d’estate a Rimini e poi in Sardegna fino ad arrivare ai nostri viaggi nei sacrari “dell’amore”, come li chiamo io.