OGGI HO AVUTO IL PRIVILEGIO DI LEGGERMI 7 INTERVISTE SUL WEB2.0 A 7 CEO ITALIANI di primo piano. “Buttate giù” così tutte insieme, mi sono sembrate gocce di “ricostituente” per la comprensione di questo tema da parte di “un certo TOP Management”.
La notizia bella è che le interviste sono accessibili a tutti puntando sulla piattaforma del Consorzio Elis, di cui Cisco vanta l’attuale semestre di Presidenza. Elis è guidata da Pietro Papoff, persona molto attenta alle evoluzioni sociali, tecnologiche, manageriali ed economiche dell’Italia, uomo che da anni ha dedicato la sua vita a “creare” una “classe di manager” con alla base anche solidi valori etici (più che “diplomatica piaggeria da portavoce” è una considerazione figlia dell’osservazione delle varie attività della residenza romana di Consel a favore di giovani talenti).
Le interviste le sento anche un po’ figlie mie, perchè quando alcuni mesi fa è stata proposta la Presidenza a Cisco, ho sostenuto con forza che questa tornata di lavori si dedicasse al tema web2.0 e alla sua declinazione Enterprise, che in Cisco chiamiamo Business Collaboration.
Leggersi le interviste è stato un po’ come avere 7 numeri di Nòva24 impilati sulla scrivania. Alcuni spunti mi sono serviti per costruire la mappa concettuale da discutere con Stefano Venturi per discutere dei messaggi più rilevanti da proporre alla platea (ASAP sul sito …)
Ho trovato interessante il passaggio in cui Corrado Sciolla parla di condivisione, trasparenza e “fare rete”. Mi è enormemente piaciuto Cesare Avenia che parla di momento storico di discontinuità che si declina in 3 ondate: 1. web2.0, 2. sostenbilità ambientale, 3. corporate social responsability e ancora il fatto che la banda larga rappresenta lo snodo fondamentale dello sviluppo del Paese in ottica digitale (per la serie ce lo volete dare o no sto WiFi ovunque e la Fibra che Ride del Quinta?).
Giorgio Bertolina parla di servizi generati dagli utenti psicologicamente più attraenti per gli stessi utenti finali, capaci di guidare in questo momenti storico la domanda del mercato (e quindi anche l’offerta delle imprese). E ancora quando parla di digital natives tema di cui Stefano va parlando da tempo (vedi video del Cisco Expo) e che (IMHO) piace vedere fare scuola (scusate l’arroganza da discussant). Roberto Giacchi mi ha fatto capire cosa significa convergenza tra Media e Telco (e finalmente! una volta per tutte, e si che ne scrivo su Beltel da anni, pazzesco!) come il fatto che le Telco già da tempo stanno veicolando contenuti e i Media stanno cercando ulteriori canali per veicolarli (semplice e efficace comunicativamente, senza tanti paroloni!).
Maurizio Tucci dedica una riflessione fine sul concetto di “tempo e di spazio” quando nel suo contributo afferma che (la moderna) unità di misura è il tempo e non più la distanza … si riduce il tempo tra la progettazione e l’esecuzione di nuovi prodotti ma la vita degli stessi si riduce. La società dell’informazione porta a riconsiderare la percezione del tempo e dello spazio. Quello che un tempo era “domani” oggi è subito; quello che era “distante” oggi è “vicino”. Il contributo di Franco Bernabè è ricco di informazioni sul ruolo dell’IP come collante tra le diverse sfaccettature della convergenza (Fisso-Mobile, Media-Telco, Telco-IT). Afferma che le professionalità vincenti in futuro non saranno quelle a “skills verticali” ma quelle a “skills orizzontali”. Questo può essere a mio parere spunto di riflessione anche su come sta evolvendo “una certa blogosfera”. Non è che si rischia di appiattirsi a nuovi “tecnici”, replicabili alla velocità delle nuove release di GTalk … a furia di parlare solo delle nuove release di GTalk? (Non so, chiedo, trovo interessante un dibattito su questo). Mario Mariani sottolinea l’importanza della lingua inglese, dell’approccio al cambiamento (e secondo me di avere un blog da parte di un CEO … lui ce l’ha e mi sia permesso … su questo versante fa scuola
