IERI E’ STATA UNA GIORNATA BENEDETTA DA UN INATTESO SOLE DI NOVEMBRE. Tiepida e silenziosa, la strada si è lasciata guidare e mangiare da un Cagliostro felice e spensierato. Una giornata lacustre, piena di curve e di luci, traboccante di vita autunnale dai colori pastello. Un 2 di novembre ovattato, che si è chiuso in centro a Milano alla Fnac a vedere i Subsonica firmare con i loro “pennarelloni”, pezzi di carta A4 per ragazzine ansimanti. Un po’ triste vedere che piegarsi all’impero commerciale, sia sempre parte essenziale della soppravvivenza di una band e questo anche nell’era di Internet. La serata non poteva che finire al cinema e forse, per uno strano caso del destino, a perdere per pochi posti “Vicky, Cristina, Barcelona” per dover ripiegare su “L’Uomo che Ama”. Il fato vuole che al posto di una storia a 3 ambientata nel sole, sia una lugubre storia a 1 ambientata in una Torino mortifera. Dopo groppi in gola, fratelli in fin di vita all’ospedale, uomini conciati a schiavi di stronze pazzesche e donne isteriche di gravidanze e nuove case vista fiume, arriva il sereno. Una ragazza alzandosi a fine proiezione, ancora con le lacrime agli occhi, dice all’amica confidente:
doveva capirsi fin dal titolo che il film era una cagata pazzesca … “L’Uomo che Ama” …
Ho passato il resto della serata a ridere per strada camminando e guidando un mostro nero che mi ha riportato a casa nella notte
… e mentre tu vedevi l’Uomo che Ama, io invece sono riuscito a vedere Vicky Cristina Barcelona…
Commento di Giovy — 3 novembre 2008 @ 7:41