OGGI SONO STATO A PRANZO CON LA MIA INSEGNANTE IRLANDESE in un localino immerso tra le colline e il gelido autunno.

Di fronte a piatti bollenti di confidenze e di reciproci sguardi di comprensione, in un ostentato inglese (che mi ha insegnato lei) mi sono reso conto che le stavo raccontando i miei lutti, il pensiero di un futuro pieno di sole, il rosso fuoco di un tramonto nei capelli di una donna, l’azzurro limpido del mare, gli occhi di un blu profondo di qualcuno che non è più, e di qualcuno che è là fuori chissà dove. Stavo dipingendo la mia vita.
D’un tratto una domanda risveglia di scatto i miei sensi pieni dell’odore dei fiori di primavera, mi alzo di colpo perchè mi accorgo che le mani sono ancora sporche del grasso della moto. Stamattina ho avuto bisogno di toccarmi con Cagliostro e non avendo la possibilità di cavalcarlo, ci siamo accarezzati i pensieri per 10min. buoni. Poi gli ho appoggiato sopra i pacchi di Natale e me ne sono andato. Dallo specchietto retrovisore della macchina che usciva dal box, Cagliostro (chi mi conosce sa già che si tratta di un Ducati620Dark) sembrava un albero di Natale e mi ha strappato un sorriso …
La domanda di Caroline (l’insegnante irlandese) era: “e il tuo buon proposito per l’anno nuovo? … io mi prenderò più cura di me stessa, da stronza egoista” (non la scrivo in inglese perchè non so come fare … tranne stronza ovviamente
Io lì per lì non ho detto niente, non avevo una risposta. Poi d’un tratto ho pensato a quello che non ho ancora avuto il coraggio di fare e tutto si è rischiarato. Vincere una paura è da sempre la medicina più efficace per uscire dai momenti bui e così è stato anche stavolta. Naturalmente non vi dirò cosa farò, perchè la bontà non va ostentata, ma quando ci riuscirò forse arriverà anche il furore di quei capelli rossi!
Una cosa però lega questo criptico, stupido e ingenuo post al mondo di cui faccio parte -quello dei liberi blogger- il fatto che la mia scelta per il nuovo anno ha a che fare con un furto. Non di parole e di pensieri stavolta, e neppure un furto di potere ai media imperiali, ma una sottrazione di “tempo”. Quello che ognuno di noi dona (è ripagato sempre malissimo) all’imnperialismo della società, che non è più solo solo un motore “in corsa forzata” ma del tutto schizofrenica.
Il TEMPO!!! è il mio maggiore interesse in questo periodo della mia vita, l’altra sera ho interrogato l’oracolo Joi Ito sul tema e ho trovato lisergiche risposte. Adoro vivere il mio tempo compulsivamente quando sto dietro al “Sommo”, come se fosse un modo di colpire di fioretto -sempre con le parole s’intenda- l’altrui comunicazione e … VINCERE! Eppure nel mio privato sono un tormentato essere errante. Adoro dipingere, leggere, dormire, fare l’amore lentamente per ore, pomeriggi, notti, giorni. E’ il mio modo di perdermi e di vendicarmi sul continuo coito interrotto che è vivere in questa società di molecole imbufalite, che si cercano e si scontrano, rimbalzano e si stancano.
Scrivere una email, rispondere a un’altra, a volte frequentare social networks -Facebook più di tutti- scrivere anche su questo blog solo per stare dietro alla frenetica danza della comunicazione è il gioco di quelle molecole che fanno un sacco di polemica sul nulla, senza fermarsi mai a pensare (leggete l’ultimo capitolo Sartoni contro Dadda). Ecco cosa penso del blogging forzato, delle riunioni forzate, del web2.0 forzato. INUTILE! Come inutili sono le intenzioni di sapere usare saggiamente questi strumenti, solo una vana speranza. Se ho una macchina che fa 240Km/h, tu puoi mettermi tutti i tutor che vuoi ma a me ritirerete sempre la patente, l’unico modo di salvarmi è scendere, oppure fare corse clandestine.
Ecco questo penso dell’uscita oggi in edicola del libro su Facebook, che divorerò si capisce, ma che non mi convincerà a dedicare più tempo all’inutile gioco del “tu la conosci Claudia”? Se la conosco sono cazzi miei! E se la conosco sarà per una corsa clandestina nottuna. L’anno prossimo Cagliostro ed io vivremo! e basta …