NELL’ATTESA DI ANDARE ALLA MESSA DI NATALE di quando ero piccolo, sto leggendo un libro molto bello: “Propaganda” di Edward Louis Bernays.

L’ho trovato sullo scaffale di uno dei tanti autogrill visitati in questi giorni, macinando migliaia di Km, lasciando all’atto del mordere la strada il compito di sistemare le cose dentro di me. Coccolandomi tra le mura, immerso nel calore di tante vite, che rappresentano profonde, silenziose amicizie, e nelle quali trovo la mia grande famiglia allargata.
E’ un momento in cui, poi, mi interessa in modo particolare di stare in mezzo “agli altri”, di far visita alla masse durante i loro riti orgiastico consumistici, seguirne i flussi, frequentare ad esempio le logiche dei movimenti nei centri commerciali, i discorsi nei bar di periferia, e di altri pezzi d’Italia fuori dall’influenza seduttiva del sushi take away.
“Propaganda” è un libro storico che parla ai teorici delle masse, che fa parlare uno dei più grandi teorici americani del mondo delle PR. Sfogliandone le pagine, comprendo che la sensibilità antropologica degli uomini di comunicazione, non può essere professionalità senza studi di psicologia e fisiognomica, neurologia, meccanica, etc. tutte branchie della scienza umana (dello studio emozionale dell’uomo) che voglio approfondire nel tempo che mi sarà regalato nel 2009 per affinare il mio dono: saper parlare agli altri atvs la scrittura.
Proseguo nella lettura conscio di un monito da cui lasciarmi guidare:
[...] la sincerità deve essere la regola aurea del propagandista, perchè -va ribadito- egli non mira a ingannare il pubblico o a indurlo in errore, se lo facesse la sua reputazione crollerebbe e, professionalmente parlando, sarebbe un uomo finito [...]
Ecco perchè non ho ancora smesso di credere nel valore dell’outing nella mia vita online … ecco perchè la verità potrà essere solo una delle tante possibili …
Ottima segnalazione e bellissima citazione.Grazie.
Commento di Marco Massarotto — 6 gennaio 2009 @ 21:09