IERI SERA SI E’ SVOLTO L’EQUISPIEDO a casa di Gigi. I adoro Gigi e non tanto per gli uccellini con la pancetta che ha inserito nello spiedo, ma per la naturalezza, la gioia e la serieta’ con cui vive le cose della vita. Se ci fosse una campagna di sensibilizzazione alle persone belle, agli sciamani e agli esempi che un uomo si crea nella vita per dirsi: “ecco io voglio essere cosi’ da grande” … be’ io fonderei il movimento “Io adoro Gigi Tagliapietra” al posto di “Io amo Internet“. Sono scelte, ma sono proprio le scelte a distinguerci, le scelte …

Non ho ancora detto il perche’ adoro Gigi, ma un perche’ non esiste, e’ tutto un miscuglio di perche’, come sempre, una cosa romantica che nasce dall’utero che ho nella testa da cui sgorgano le mie amicizie, gli amori, le solitudini, le passioni.
E’ tanto che non scrivo di quell’utero sul blog, ma chissa’ perche’ dopo un po’ ci torno sempre li’ dentro… Molto lo devo alle persone che vogliono bene a quello che scrivo. E’ strano ma un giornalista, uno scrittore, un autore a volte crede che le persone che incrocia abbiano un senso non solo per permettergli di amare, ma anche per dare tonalita’ al disegno della vita che egli racconta con le sue parole. E’ come se alcuni essere umani fossero li’ a ricordarmi che quello che scrivo per loro ha un senso, a dirmi che vogliono essere ancora amati dal liquido amniotico che scorre impetuoso nelle dita. Sono “l’1″, sono loro l’1?, le persone che si divertono e piangono, che si incazzano e che vogliono emozioni, che vogliono essere amate. Questo sara’ banale, ma per chi vive -come me- nelle parole, negli sguardi, nelle emozioni degli altri e’ una roba importante. Una droga da innestarsi dentro continuamente e che ogni tanto sgorga anche da me stesso nei confronti di me stesso. Ogni tanto accade che di fronte a delle scelte io dica a me stesso: amati, amami, emozionami, fammi sentire vivo, etico, po-etico.
Anche questo e’ un altro pensiero che sale e scende come una marea notturna. Esistono i ricorsi storici! Ieri sera a un certo punto con Mauro Fantin si sono messi a parlare di etica e di quell’1 per cui vale la pena giocare “contro”, perche’ gli Equilibristi sono un po’ cosi’, cercatori di senso e di contro-sensi. Io ero stranamente silenzioso, non dicevo le mie solite cazzate sulle donne e sui motori, fermo sul ciglio della strada, la moto in folle, il calore del motore che mi evapora tra le gambe e mi ricorda lo sforzo della corsa. Li ascoltavo parlare di quell’1, di quella singola anima che ti dice che quello che fai con la passione che ti hanno versato dentro nascendo, quello che fai ha un senso anche per lei. Ho ascoltato silenzioso e mi sembrava che la sensazione fosse oltre il complimento ben gradito, che la sensazione fosse po-etica.
Tutto ieri sera e’ stato poetico, tutto tranne le parole, le vuote parole di un dandismo e di un nichilismo per cui tutto e’ in disfacimento. Io ero dentro il mio utero e semplicemente non ascoltavo la crisi dell’Italia, i segreti dei segreti, non mi interessavano e non mi interessano. Ma guardavo e percepivo tutto quello che mi accadeva intorno e godevo dell’amore che il nonno Piero ha voluto donarci. Lui a un certo punto mi si avvicina e io gli dico che vorrei invecchiare con tutto quell’amore in corpo, pronto a esplodere per cinque lunghe ore nella preparazione di una cena bucolica per degli sconosciuti. Lui mi risponde che non l’ha fatto per me ma per se stesso e che io sono solo il suo commensale, un compagno d’amore, del suo amore. E che se voglio posso goderne perche’ il suo amore e’ cosi’ grande che gli basta e avanza e pua’² offrirne un po’ anche a me. Le parole, i fatti, che enorme differenza di potenza!!!
L’1, quell’1, quel numero chi e’? Tutta la notte mi ha percorso la mente da capo a piedi, chi e’ l’1? E poi non mi sono lasciato sfuggire mentre Lilith ruggiva teneramente tra le mie gambe che l’1 sono io, perche’ senza l’1 non esistono tutti gli altri numeri. E mi e’ venuto in mente un passaggio di un film romantico “V per Vendetta” dove una musa dai capelli rossi parla dell’1 e ho pensato che me lo voglio regalare e se volete goderne anche voi, siete i benvenuti!