A volte fai fatica a prendere “sonno”


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CI SONO NOTTI ovattate in cui anche il tuo respiro sembra essere “piombato” e il desiderio di tradurre i pensieri in azioni immediate è talmente forte che … mi devo alzare.

Ho figli grandi, di solito quando mi sveglio e il sonno esce dalla porta di casa loro rientrano dall’uscita serale con gli amici, sai papà il giovedì sera solo se sei un sfigato stai a casa … io sto a casa tutte le sere o quasi, quindi vuol dire che sono spacciato ormai?

La sensazione che ho vedendole struccare mentre si preparano per andare a letto (il più grande deve ancora fare la sua apparizione) è che mi guardino con curiosità e un po’ di benevola commiserazione pensando che la mansarda e il mio Powerbook G5 siano le uniche vie di fuga dalla mia realtà quotidiana. Forse hanno ragione e dietro qs improvvisa mancanza di sonno c’è molto di più, un comunissimo rumore esistenziale … ma vaglielo a spiegare che non hai sonno e ti ha preso così.

Il grande è rientrato, ciao giovane tutto bene? Lo sai che gli spinelli di oggi hanno l’80% in + di principio attivo rispetto a quelli dei miei tempi. Meglio non dirgli un cazzo e lasciare che tutti qs pensieri si sedimentino sui tasti della tastiera del mio MAC, penserebbe che sto rompendo i coglioni e basta (penserebbe proprio così) e ci sarà modo di discutere della marijuana che entra in casa –trasportata dal box in veloci, furtivi viaggi di ascensore in occasione di ogni festa di fine estate– un’altra volta.

Rimango solo con tutti quei pensieri che mi hanno svegliato, ormai dormono proprio tutti. Sensazioni strane ql che ti tirano su dal letto per fare per forza qualcosa che ti faccia smettere di pensare al giorno dopo. A volte è una nota che ti rimbomba nel cervello, rimbalza tra gli emisferi come la pallina di Pong e si amplifica, si riverbera finché ti trovi a cantare e suonare con il cervello che se non stai attento vorresti riscrivere l’arrangiamento di Summer ‘68 Pink Floyd from Atom Heart Mother tutto d’un fiato.

Altre volte è il pensiero incessante di un’azione da compiere o un obiettivo che l’indomani ti imponi di portare a casa a tutti i costi, imperativo categorico! Ed ecco la carica dei “particolari” prendere il sopravvento su di te, un fluire sicuro di dettagli che ti lascia incredulo per perfezione d’esecuzione e concatenazione, un torrente in piena nella tua testa di how to, come non hai mai performato in vita tua. E ti sorprendi e ti compiaci e dici … bé il piano è perfetto. Ma tremi per la paura di dimenticare tutto perché il sonno è bastardo e rimanda al subconscio tutte quelle fantastiche idee strutturate in quel modo da manuale.

Mi prenderò un appunto e via, ed eccoti sveglio prima in cucina, poi gironzoli controllando nell’ordine, chiavi di casa nella toppa (girate in verticale = sicuro), tapparella alla giusta altezza (che tanto non puoi modificare altrimenti vicini e parenti assopiti nelle stanze annesse ti fanno lo scalpo) e infine pre-accensione della TV (sai hanno bruciato la casa quei debosciati che se n’erano andati al mare, ha detto il parrucchiere di tua suocera … meglio spegnere).

E infine eccolo lì raggiante con la sua carica distruttiva anche per i subconsci più coriacei, il tuo mitico G5, su cui puoi contare sempre e appuntare i pensieri e parole che ti hanno costretto ad alzarti così controvoglia, una navigatina su Internet, quell’mp3 di Gino Paoli che ti mancava e non posso masterizzare ancora il CD (una sorta di monofigurina di Peter Shilton Album Panini Mondiali ’82, che è bello così monco di un solo pezzo per dire “tutto finito” …). E mentre pensiero si aggiunge a pensiero in un uragano di pensieri classe Ivan ormai del tutto incontrollabili … arriva lei, una carezza di comprensione che ti azzera tutte le tensioni (sa esattamente tutti i perché per cui sei lei, anche ql a te ancora oscuri malgrado le due ore ormai di veglia forzata), le preoccupazioni, i timori e la notte torna una tavola calma, mare del crepuscolo in cui buttare l’ancora (alla fonda!)… riparto domani.

Fare l’amore è meraviglioso, con la persona che ami da più di 30 anni. Bellissima nottata, la discesina in box è stata perfetta!

Buonanotte
Vi abbraccio
Lele


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Lele Dainesi is a journalist, technologist, and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more...


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