Rocco Tanica e Elio e le Storie Tese

DOMANI, CIOE’ OGGI DOBBIAMO ANDARE TUTTI A MILANO PER IL BOSCO DI GIOIA. Lo dobbiamo fare per un ragazzo della nostra eta’ che a piu’ riprese ha fatto lo sciopero della fame per salvare un pezzettino d’infanzia sua e di molti di noi. Qui non c’entra che siamo milanesi, baresi, senesi o palermitani. Qui c’entra che i trent’enni di oggi che sono cresciuti con “I VALORI” (quelli che i sociologi dicono che non ci sono +) devono difendere le cose per cui hanno creduto valesse la pena crescere e diventare grandi e perche’ delle cazzate (*) come quella del Bosco di Gioia non accadano piu’.

COS’E’ STA STORIA DEL BOSCO DI GIOIA? […] Il Bosco di Gioia è una superficie di più di 10.000 mq con 200 piante d’alto fusto (magnolia, faggio, platano, leccio, tiglio, carpino, olmo, abete, quercia rossa, cedro…) fra cui esemplari di 50, 60, 70 anni. Si trova nel centro di Milano tra via Melchiorre Gioia e via Galvani. La Regione Lombardia, in accordo con il Comune di Milano, ha appena raso al suolo il bosco per fare posto agli edifici nel Nuovo Polo Regionale. Leggi la storia del Bosco di Gioia. Fai sentire la tua voce almeno firmando la petizione che chiede di risparmiarlo e trasformarlo in verde pubblico, così come previsto dal Piano Regolatore fino al 2000. […]

bosco7.jpg
Ci credo che la generazione di oggi non crede piu’ a niente, se distruggete tutto per fare l’ennesino palazzo uffici + posto da aperitivi tireremo su una generazione di “aperitivomani ubriachi” (*) e dato che la generazione in questione e’ quella di Lucrezia, l’idea che la dia via ubriaca mi sta un po’ sulle … almeno che quando dovra’ accadere sia sobria :-D.

Io i barboni ho scoperto chi erano al parco, ho imparato a giocare a porticine al parco, a tenermi lontano dalla droga al parco, a limonare al parco. Oggi come faccio a capire quali sono i bruttoni da cui stare alla larga (e a spiegarglielo a Lucrezia) se sono tutti mischiati dentro gli uffici e nei locali fighetti da aperitivo in giacca e cravatta e vantano master all’INSEAD senza aver mai giocato a porticine al parco?

Ho sposato una donna che ama le piante e ne ha fatto il suo lavoro, che mi ha fatto conoscere la filosofia e l’importanza di un’albero … io che ero cresciuto sui barconi che portano a PV. Ho fatto amicizie per via delle piante, quei vassetti “pirata” di cui i Vallanzaska tanto amano cantare :-D Non posso pensare che una Giunta cosi’ moderna (*) come quella milanese abbia deciso di “trasferire” (in qualche giardino privato) 17 (diciassette) alberi e nella spazzatura i restanti 180 (centottanta).

Domani (oggi) dobbiamo esserci, l’appuntamento e’ giovedì 29 dicembre, alle 14,30
sotto il grattacielo Pirelli in piazza Duca d’Aosta a Milano

bosco1.jpgLo dobbiamo fare per rispetto a un modo (giusto, bello e sano) di vivere (quello di Heidi e di Goldrake, il nostro), a un ragazzo della nostra eta’ che e’ un idolo per tanti di noi, con le cui canzoni siamo cresciuti, ci siamo confrontati, fatto amicizia, preso per il culo le stronze quando poco piu’ che adolescenti ci trattavano con “una scopa in culo per ramazzare la (loro) stanza (piena di poster dei Duran)”, per Rocco che per il Bosco ha combattuto fin dall’inizio.

Il Bosco non e’ suo e con lui lottano da mesi i cittadini milanesi che proprio non capiscono piu’ a che santo votarsi, il mitico Michele Sacerdoti che e’ uno di quei vecchietti di cui andiamo fieri in tutta Italia (bisognerebbe farlo diventare un’eroe delle vignette della MI che vuole ritirarsi su dal baratro).

bosco4.jpgQuello che sta accadendo a Milano, non ve lo devo raccontare io perche’ ci hanno gia’ pensato e molto bene Dario Fo’, Beppe Grillo, Rocco Tanica, Elio e le Storie Tese, Michele Sacerdoti, tutti i blogger che frequentano MeetUP, il Comitato Giardino In Gioia e moltissime altre persone. Come nel caso della NOTAV anche qui si tratta di difendere qualcosa di nostro contro chi lo vuole fare diventare “solo suo” … e si che si sperava che qualcuno ce l’avesse a cuore sto posticino che sarebbe un vanto internazionale di MI.

Ma i nostri amministratori vogliono fare i fighi come a NY, alll’insegna dei locali per aperitivo di cui a MI ne abbiamo le palle piene! … ma i nostri amministratori non sanno cosa sia la comunicazione di uan citta’ trendy e non sanno cosa comunicare di MI, semplicemente sanno costruire, costruire, costruire e distruggere per costruire. Leggete il racconto della giornata sul Corriere Online.

(*) le seguenti espressioni sono eufemismi

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3 Responses to “Il Bosco di Gioia … Tutti a Milano il 29 dicembre 2005!”  

  1. 1 Alex

    si, sono d’accordo con quello che dite. io abito in zona e hanno appena fatto fuori un giardino abbandoanto per far posto ad un parcheggio perchè la Milano da bere non nega un garage a nessuno: si tratta di una versione mignon della speculazione edilizia: se non puoi permetterti un appartamento comprati un garage! il lusso-povero.

    non sapevo del Bosco di Gioia. che si può fare? oggi non sono a Milano.

    alex

  1. 1 :: Mash-ups in italy :: » Il segreto del Bosco Vecchio
  2. 2 Axell e l’anno che è stato at :: Mash-ups in italy ::


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Lele Dainesi is a journalist, technologist, and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more...


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