#3 Peppersushi: Techno-dotati!
Published by daino Febbraio 16th, 2006 in Peppersushi
E’ USCITO PUNTUALMENTE ANCHE IL #3 NUMERO DEL MAIL MAGAZINE DI ADPEPPER
“Peppersushi: il sapore di Internet”
Convegni, convegni, sempre e solo CONVEGNI
Sono stati 15 giorni ricchissimi di eventi sui trend che si stanno affermando su Internet e le sue “contaminazioni” con i media tradizionali.
Partiamo dall’incontro Ruling Companies tenutosi il 23 gennaio davanti a numerosi operatori dell’economia digitale e che vi avevamo annunciato nel #1 di Peppersushi. Molti gli aspetti emersi in merito alla convergenza tra “TV e nuovi media” di cui il più condiviso tra i presenti è la consuetudine con cui, fin dal momento dell’ideazione, si tendono a realizzare campagne cross-mediali. Un format comune, che possa essere utlizzato efficacemente su Internet, TV tradizionale, digitale terrestre, mobile TV, podcast audio e video, blog, mail magazine. Paolo Bernasconi, capo di Mediaworld, ha riassunto efficacemente questo concetto raccontando la sua esperienza in qualità di una grande catena di high-tech a contatto con il pubblico di massa.
Molto interessante è stato anche l’incontro dell’Osservatorio Beltel tenutosi al Centro congressi Benetton il 27 gennaio. In una Milano surreale, sommersa dalla neve, ci si è posti interrogativi chiave per il futuro sviluppo dell’high–tech: quale il collante per rendere coerenti gli sviluppi tecnologici nel nostro mercato? è possibile immaginare un “Google” nazionale che contribuisca a definire le tendenze del mercato e aiuti la ripresa dell’ICT in Italia? Lo stesso giorno i futurologi del web2.0 erano a prendere una cioccolata calda tutti insieme, in occasione di “Meet The Media Guru”; evento organizzato da Maria Grazia Mattei in collaborazione con Research In Motion (RIM, quelli del BlackBerry per intenderci). Gli incontri si sono tenuti alla Mediateca di Santa Teresa, posto magnifico, di fatto la Sezione Digitale della Biblioteca Nazionale Braidense.
La sfida continua: 20 numeri in un anno per 5-6 articoli in ogni uscita, un vero e proprio magazine interno a un’azienda multinazionale ledaer della pubblicita’ su Internet, indirizzato a tutti i clienti di adpepper e a un ristretto numero di persone appartenenti alla mia VIP list, con lo scopo di dare una volta ogn 15 gg. le news sui trend di Internet che contano davvero. Vi allego qui uno degli articoli del numero 2, tutto il resto lo trovate su Peppersushi.com
Aggeggi maledetti “usa e getta” […] Apple “don’t be evil!” Va di moda in questo periodo da parte dei media richiamare al loro dovere le aziende di maggior successo. E’ recentemente successo a Google per la decisione presa dal gigante di Mountain View di “oscurare” alcuni indirizzi IP in China. È accaduto sabato scorso all’azienda di Cupertino, quella che grazie alle vendite d iPOD –circa 32 mln nel 2005- sta vestendo più di ogni altra il digital lifestyle di milioni di consumatori.
L’attacco è partito dalle pagine del New York Times, che accusa Apple di essere un fenomeno di inefficienza in fatto di assistenza clienti. Motivo dello scontro sarebbero, a detta del quotidiano, i problemi di comunicazione tra l’azienda e coloro che devono riparare o sostituire un iPOD.
Tempi lunghissimi, numeri di customer care difficili da scovare, telefonate interminabili e tutto sommato poco problem solving per chi si trova -e sembrerebbero tanti- a dover mandare i riparazione un gioiellino che da un giorno all’altro ha proprio deciso di non funzionare più.
Il giornalista che scrive il pezzo, raccontando la sua esperienza personale, arriva addirittura a ipotizzare che il numero di telefono del centro assistenza di Prince Edward Island in Canada, sia tenuto volutamente “nascosto” da Apple nei meandri del suo gigantesco sito web.
Sembra tutto un po’ esagerato anche se il caso citato permette di fare qualche riflessione più generale, sui modi con cui cominciamo a consumare in maniera digitale.
Il tema bollente è piuttosto quello delle assicurazioni sui prodotti high-tech. Venuto prepotentemente alla ribalta negli ultimi sei-sette mesi, proprio per il dilagare di prodotti tecnologici all’interno delle case dei consumatori techno-dotati.
Come abbiamo visto dalla nostra ricerca, l’invasione silenziosa di cellulari, mp3 players, TV al plasma, decoder vari, parabole, navigatori satellitari, etc. è ormai inarrestabile. Insieme alla colonizzazione dei nostri ambienti vitali, questi gioielli di tecnologia sono legati da un filerouge che risponde al nome di “miniaturizzazione della componentistica elettronica” con i quali sono realizzati.
In caso di guasti, la garanzia rimane l’unico lasciapassare per ottenere un “clone” del gadget tanto amato, sempre più spesso per sostituzione piuttosto che per riparazione. L’abbattimento dei costi di produzione, infatti, e la difficoltà di sostituire singoli pezzi di un (ad esempio) DVD-DivX-mp3-JPEG player integrato costruito nel Sol Levante, fa si che sia molto più economico per la casa madre sostituirlo sfruttando le enormi economie di scala.
Quando tutto va bene, il cliente è felice e sfoggia pubblicamente e tra le mura di casa, le meraviglie tecnologiche all’ultimo grido che hanno prezzi sempre più bassi e politiche commerciali di acquisto sempre più accattivanti (il famoso tasso 0). Quando qualcosa si rompe ecco però cominciare l’incubo.
A chi lo mando? E adesso? Quanto tempo ci vorrà ad averne indietro uno nuovo? Lo dovevo assicurare? Ma non pensavo mica si rompesse così presto e perché poi, non è accaduto nulla, ha solo smesso da un giorno all’altro di funzionare!!! Classiche domande che si fa chiunque ha a che fare oggi con l’esperienza traumatica del malfunzionamento della tecnologia.
Armeggiamo con tecnologie molto più sofisticate anche solo rispetto a quattro o cinque anni fa. Siamo di fronte a un cambiamento tecnologico massivo nelle nostre case e non dobbiamo sottovalutare che i prodotti costano certo sempre di meno e sono sempre più completi, ma proprio per questo motivo sono anche più complessi e quindi non ancora del tutto stabili. Dovremmo però cambiare il nostro modo (intimo) di vivere il rapporto con questi oggetti.
Siamo arrivati a inserire sensori all’interno dei portatili per evitare che il disco fisso possa danneggiarsi in caso di caduta accidentale, si parla di Mediacenter in grado di controllare, e fare lavorare tra loro, oggetti fabbricati da differenti case produttrici.
Tutte queste meravigliose opportunità di cui godiamo anche se costano poco, devono ancora essere ampiamente testate e raffinate per poter lavorare “a regime”, dandoci non solo una garanzia di funzionamento perfetto, ma anche di stabilità di quest’ultimo nel tempo.
Tutti i prodotti high-tech che possediamo sono insomma meravigliosamente trendy -e per questo affascinanti- ma allo stesso tempo sono più che in ogni altra era ancora delicati e instabili. È il prezzo dell’essere al passo con i tempi di una tecnologia che va velocissimo!
Non è più di buonsenso pensare, come ha fatto il giornalista del New York Times, che dato che l’iPOD ha meno di un anno di vita non valga la pena di sottoscrivere un’assicurazione suppletiva a 53$ (su 300$ del prezzo di acquisto).
È un modo non corretto di vivere il “digital lifestyle” proprio perché l’iPOD non è e non potrà mai essere un prodotto eterno, così come non lo sono le macchine fotografiche digitali o le videocamere che abbiamo nei nostri zaini o i decoder che abbiamo accomodato in salotto. Le assicurazioni sui prodotti high-tech rappresenteranno, lo vedremo, un grande giro d’affari nei prossimi anni. […]
(continua a leggere il #3 del mail magazine di adpepper su Peppersushi.com
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About the Author
Lele Dainesi is a journalist, technologist,
and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more...
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