Suicide Girls, un podcast DISCUSSO

SU DIGITAL LIFESTYLE di settembre è stato pubblicato un articolo su un podcast che fa molto discutere in rete: Suicide Girls.

Digital Lifestyle

Trovate in questi giorni ancora qualche numero della rivista in giro per le edicole, da cui traggo alcune considerazioni su Suicide Girls, che è un podcast “sui generis” di cui ho parlato nella rubrica di chiusura della rivista “I podcast più cool del mese”.

State pensando a ragazze che si fanno del male? Niente di più sbagliato, come scrive la redazione in un lungo speciale dedicato a questo fenomeno ormai molto trendy anche nel nostro paese.

Si tratta di una serie di episodi “estremi” nel linguaggio visivo -creati dalla fotografa americana Missy Suicide- in cui “ragazze della porta accanto” si mettono in mostra in modo “violento” (per gli occhi).

Quasi tutti i sono fermati al lato di facciata: “un sito dove ragazze punk si spogliano”. Troppo banale, troppo poco per descrivere un fenomeno culturale, perchè le Suicide Girls interpretano il proprio look prendendo segni e colori dai graffiti di strada, dai fumetti. I gioielli non li indossano ma li fondono con la propria pelle con il piecing e attraverso il tatuaggio trovano il modo di comunicare con forza la loro differenza, la loro voglia di libertà.

Il 20% del traffico sul sito è relativo alla visualizzazione delle foto (malitose, spiritose, sensuali, ma mai volgari), mentre l’80% è rappresentato dallo scambio di messaggi all’interno della comunità. Attenzione, il 43% dei visitatori è rappresentato da donne … e per un sito da 2 milioni di vitatori unici/mese è davvero una cira notevole anche in assoluto e non solo in proporzione.

Suicide GirlsOltre alle foto ufficiali, ogni persona che fa parte di questa comunità ha diritto a uno spazio per pubblicare le proprie immagini, oltre a un blog e alla possibilità di fare commenti. Un vortice di comunicazione, di incontro, di scoperta; una sorta di MySpace “alternative”.

La musica è un elemento molto importante per queste comunità, ovviamente di estrazione rock duro, gotico, punk. Sul sito si possono comprare libri e DVD di cui uno, in particolare, è stato realizzato in Toscana dove alcune Suicide italiane sono state ospitate presso una cascina per i loro set fotografici.

Io ho conosciuto una delle fotografe in quella occasione e ho potuto anche incontrare Tiffany, una della Suicide italIane più famose che ha pubblicato un disco techno molto conosciuto nell’ambiente. Un’altra è Erzseber che è anche una blogger.

Rispetto alle bagnine di Baywatch, le ragazze di Suicide Girls hanno ben più da mostrare, si interessano d’arte, di musica, di tendenze culturali. E sono belle perchè si sentono belle, non perchè rispettano i canoni della bellezza imposte dalle riviste e dai programmi televisivi. Sono giovani e amano giocare, guadagnano dei soldi posando per il sito dove tutto è molto trasparente e vengono segnalati diritti, doveri, cifre, etc.

Insomma le Suicide Girls sono un fenomeno molto trendy e il loro podcast è una bellissima forma d’arte

… nell’idea che ci siano ragazze che possono non volere diventare vallette, che hanno in testa e addosso scelte non imposte da uno stilista. Che possono essere cattive e al tempo stesso dolcissime

(queste riflessioni sono tratte dal lungo speciale pubblicato su DLS di settembre su Suicide Girls, che vi consiglio di comprare)

Link1: Suicide Girls

Link2: La rivista Digital Lifestyle


13 Responses to “Suicide Girls, un podcast DISCUSSO”  

  1. 1 stradivario

    sì, vabbè.
    Ma alla fine sono sempre ragazze che si spogliano.
    Per farsi notare?
    Per inviare un messaggio?
    Credo che una forma di comunicazione più efficace passi per delle vie che sono diverse dalla stimolazione sessuale maschile. Perchè questa è la via usata anche da vallette et similia.
    Il mostrare in modo malizioso (per essere buoni diciamo solo malizioso) è pornografia: saziare la sete di immagini forti e eccitanti (non è forse questa la pornografia?)
    In un mondo che si ciba di “pupe e secchioni” ci troviamo a lodare le Suicide Girls.
    Non so cos’è l’arte, non cerco definizioni positive. Ma sono abbastanza certa che questa NON E’ arte. Al massimo una forma di lancio molto particolare per vendere libri e cd.
    Ma cosa c’è di alternativo in tutto questo?

    s

  2. 2 Samuele

    Assolutamente contrario al tuo post e concorde con stradivario.
    Sono ragazze che si spogliano. Domanda semplice: vengono pagate per pubblicare le loro foto? Ti rispondo io: si. Circa 250 euro a set. Poi quando sei nel giro i guadagni aumentano. E io penso che tu mi legga nel pensiero:
    http://www.samuelesilva.net/dblog/articolo.asp?articolo=1052

    Oppure no? Io questo non lo so.. (A.Bono)

  3. 3 giovanna

    siete solo dgli idioti capaci solo di criticare novita’.Non avete capito proprio un cazzo!!!
    ho visto piu di 4000 foto delle suicide in questi giorni .. e le suicide girls sono diverse.. perchè? alcune sono proprio piene di difetti fisici e a loro non gliene importa niente,in quelle foto(ne Ho viste almeno una 70ina x ragazza)hanno una spontaneita’ bellissima,un sorriso spettacolare..espressioni VERE sensualita’ verissima che non ho visto mai in nessuna modella! loro convivono con i loro difetti, amandoli e fregandosene! io personalmente Ho una prima di seno.. volevo a tutti costi ricorrere alla chirurgia plastica.. ma loro mi hanno fatto il lavaggio del cervello.. mi hanno fatto capire che noi NON veline, non perfette.. ce la possiamo fare… siamo belle proprio perchè diverse e non tutte uguali come quelle bambole gonfiabili.siete solo invidiosi.. W le suicide girls a morte le veline e il perbenismo!!! :P

  4. 4 Anna

    Ha perfettamente ragione Giovanna! Le suicide girls si mostrano per quello che sono senza farsi mille complessi e lasciandosi cadere in depressione se notano una piccola imperfezzione guardandosi allo specchio.Tutte le ragazze dovrebbero fregarsene ed essere fiere di cio che sono è questo il messaggio che le suicide vogliono lanciare e non ci vedo proprio nulla di pornografico!!!

  5. 5 Erik

    Tutti bei commenti non c’è che dire, bravi complimenti a tutti. Chi dice che è pornografia e chi dice che invece fanno bene, così cresce una forma di protesta contro le bellone supportata da donne che proprio bellone non sono, ma che si rispecchiano nelle SG quasi in una sorta di tranfert dei propri problemi. Certo che è triste vedere queste cose, io sono contro le veline, ma credo che sia comunque stupido supportare una cosa del genere come partito preso. Cercate di superare i vostri problemi con voi stessi guardandovi dentro e non aiutandovi con 4000 foto in ricerca di conferme e rassicurazioni. Non si rende conto nessuno che questo trend delle SG è già un business redditizio da anni per chi ci lavora? Il genere di impatto visivo proposto è stereotipato non meno delle veline e compagnia bella.
    Ma andate tutti dallo psichiatra se avete problemi con voi stessi.

  6. 6 manuel

    e poi tutta questa naturalità e spontaneità io non la vedo assolutamente, sono tutte piene di tatuaggi finti… di quelli temporanei o ancora peggio disegnati addosso !!! quindi smettetela di dire che sono vere , perchè alcune sono veramente delle scolarette con piercing e tatuaggi finti per apparire più… “alternative yeah”.
    In ogni caso sono d’accordissimo con chi dice che cè un business allucinante dietro.

  7. 7 WEST

    Boh, penso che si, le suicide girls sono un ottimo esempio di come tutte noi ragazze dovremmo convivere coi nostri difetti e renderli quasi speciali…
    Perchè alla fine noi “normali” ricorriamo alla chirurgia estetica per piacere ai ragazzi. E’ ovvio. Per stare al passo con le modelle di play boy e le veline, e deprimerci quando dobbiamo pulire la bava ai nostri uomini quando vedono playboy in edicola.
    Le suicide girls invece sono una forma di sensualità molto spontanee, hanno uno sguardo malizioso ma molto apprezzabile anche da noi ragazze (io per esempio ho non so quante foto salvat nel pc)
    Fatto sta che comunque sta diventando un bel business…perchè con la loro pubblicità si vendono libri e cd…
    Insomma, c’è il lato positivo e negativo per ogni cosa.

  8. 8 SONOIO

    sono daccordo con Giovanna, voi altri non capite un cazzo…
    quello è contro le veline… ma poi chi se ne fotte se vengono pagate (e vengono pagate…), ki se ne fotte se i tatuaggi non sono veri… perchè vi dovete fare tutti questi problemi inutili… guardetele… vi piacciono? no, allora andate su un altro sito; si, allora continuate a guardarle… sono espressione (cosciente o incosciente) di un modo di essere, di apparire, di piacere, di non piacere, di una sensualità naturale e devastante…

  9. 9 Neymayer

    Da quando gli affari sono negativi? Da quando guadagnare soldi è negativo? Nel mio mondo ideale, seni, vagine, e glutei si trovano in siti come su SG e non in ogni pubblicità, in ogni film e programma televisivo. Come ci vorrebbe un canale fatto solo per pubblicità, ci vorrebbe un posto per l’erotismo. E queste ragazze vanno pagate perché devono usare la loro forza per sorvolare le milioni di donne che le accusano di essere puttane. Ognuna di loro ha i propri complessi di esteriorità, parlo per esperienza, quindi è l’idea la cosa importante. E per me è importante il fatto che mi piace un casino vedere le loro foto, e conversare con loro. Bye.

  10. 10 alex

    NN CREDO SI POSSA PARLARE DI ESEMPI io personalmente prendo esmpio da gente che nella vita puo’ insegnarmi qualcosa loro cosa fanno??rassicurano le ragazze complessante? fungono da filtro per trasmettere altri “valori”ma da quando in qua abbiamo bisogno delle sg come delle veline? e cosi via… per me sono categorie del tutto inutili squallide, poverine per 250 euro mostrare la figa al mondo?no grazie lavoro come cameriera o ambisco ad altro sicuramente…!!premettendo ce nella vita ognuno ha le sue ambizioni………………………………alex

  11. 11 weasel

    ne ho conosciute, sono ragazza vuote acui non è sttao signeto che un buobìn cervello conta più delle tette…sorry, parlo da educatrice…

    frutto di una società maschilista…

    e per di più, e lo so dalle mie allieve, ora prendono solo le bele altro che bellesse altrenative…

    aprite gli occhiiiiiiiiiii

  12. 12 puck

    CIAO, SONO UNA SUICIDE GIRLS E SCRIVO PER ESPRIMERE IL MIO PARERE SUL MIO HOBBY….(intanto weasel, per favore impare a scrivere in italiano!!!!!!!)

    NOI UNA VOLTA OGNI TOT MESI, QUANDO CI TIRA IL CULO DI FARLO, FACCIAMO QUESTE FOTO DOVE RACCONTIAMO UNA STORIA CON I MOVIMENTI, LE ESPRESSSIONI E LA GESTUALITà DI UNA PERSONA…….SIAM NUDE, OK, MA SE QUESTO PER TANTI DI VOI è SOLO UN VOLER APPARIRE…ALLORA CHIUDIAMO ANCHE LE SPIAGGE NUDISTE!!!!!!!SE TUTTI VOI (almeno, quelli che criticano) AVETE PROBLEMI CON IL VOSTRO CORPO E LA PROVA COSTUME O SEMPLICEMENTE LA PROVA VESTITO CHE LASCIA SCOPERTO UN ROTOLINO IN PIù, VI MANDA IN PARANOIA……NON ROMPETE PIù DI TANTO I COGLIONI SE NOI, IN TUTTA LA NOSTRA BELLEZZA E IMPERFEZIONE, E SONO LA PRIMA A DIRE E A RICONOSCERE CHE IO SU UN CARTELLONE PUBBLICITARIO O SU CHISSà COSA NON POTRO MAI ARRIVARCI, NON CI VERGOGNAMO DI QUELLO CHE SIAMO E CHE GRAZIE AL CIELO, ANCORA VENIAMO APPREZZATE E , PERCHè NO, DIVENTIAMO ANCHE LA FANTASIA DI QUALCUNO!!!!!!!!!!!!AGGIORNATEVI TUTTI…SIAMO NEL 2008……MOSTRARE LE CAVIGLIE IN PUBBLICO NON è PIù UN REATO!!!!!

    Grazie a:Neymayer, SONOIO, West, Anna, Giovanna e a tutti quelli che capiscono…..

    Manuel…fattelo in fronte un bel tatuaggio finto come i nostri…..poi per toglierlo mi dici quanto hai grattato col paglierino di ferro per togliertelo!!!!!

  1. 1 ..:Pensiero Atipico - Samuele Silva:..


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Lele Dainesi is a journalist, technologist, and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more...


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