Bloggers e spettatori di cinema
Published by daino Dicembre 20th, 2006 in Thoughts, TribesOggi me la sono spassata a leggere tutta la discussione tra Vittorio Zambardino e i suoi commentatori, in bilico tra il capire cosa stava succedendo e la passione di essere nel mezzo di una interessante e tagliente discussione. Quello che ne è emerso ha arricchito -ne sono sicuro- tutti gli intervenuti. Ci sono stati alcuni interventi che ho particolarmente apprezzato: Paolo Valdemarin, Luca De Biase, Luca Sofri, Ludo, Vittorio, Nicola.
La rete è davvero incredibile, è (da sempre fin dai tempi dei forum only) come un tornado che si scatena intorno a un “fatto del giorno” e che si linka in molti modi possibili. IN QUESTO VEDO LA SUA FORZA PRINCIPALE. Mentre si discuteva insieme sul blog di “zetavu”, piovevano SMS, impazzivano chattini su Skype, qualcuno ha addirittura organizzato uno Skypecast, sono volate un paio di telefonate … mancava solo la webTV (ma arriverà )
A un certo punto ho interrotto “i flussi” (la blogosfera è l’insieme di tutti quei flussi), ho finito un dossier, scritto delle mail che ritenevo importanti, fatto un paio di post per domani sul blog di Nòva e arricchito anche il mio blog, man mano che leggevo roba da Factiva e dalle varie rassegne stampa, ho preparato la lezione di domani, scritto un articolo che avevo voglia da tempo di fare, organizzato la cena di sushi di stasera, etc. Poi mi sono rotto, ho chiuso tutto e me ne sono andato a prendere l’aperitivo con il mio amico Lux (Lucio Bragagnolo) con cui abbiamo parlato ovviamente di quello che ci ha colpito in questi giorni (da Parigi a oggi … babes comprese).
In una riflessione sulla blogosfera, davanti a una birra, Lucio mi ha infilzato con uno dei suoi pensieri: “è come se parlassimo delle persone che vanno al cinema, quanto sono autoreferenziali?”. Ognuno lo è, ma dipende da che genere ama: gli spettatori di Matrix saranno accaniti sostenitori di Neo e Morpheus, ma a quelli del Signore degli Anelli gliene fregherà pochino. Tutti e due sono autoreferenziali? Ognuno per la sua tribù di sicuro! Amano esserlo? Scherzi si chiama essere FANATICI = che figata!
Perchè allora parlare di blogger italiani? Esistono i blogger? NO NON ESISTONO, esistono quelli che fanno informazione, quelli che fanno tagging (ripetono a oltranza informazioni scritte da altri), quelli che raccontano del loro cane o dei cellulari e che nessuno taggherà mai. Oddio magari quelli della tribù dell’appassionato di cani qualcuno lo linka, il bello della blogosfera è proprio questo: che si può essere autoreferenziali per le proprie passioni!
C’è qualche morale in questo discorso? Nessuna, solo che varrebbe la pena che l’unico valore che associassimo ai blogger e ai giornalisti è la passione. Forse è questo l’unico spartiacque, chi ce l’ha e chi no.
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Lele Dainesi is a journalist, technologist,
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A rischio di essere autoreferenziale tu e Lucio, oltre a non avermi chiamato per l’aperitivo, mi taggate su 2spaghi almeno il locale in cui siete stati?
Mi dispiace Lele, ma sono assolutamente d’accordo con Vittorio Zambardino. L’autoreferenzialita del mondo dei blogger è evidente, e soprattutto quella dell’elite, o presunta tale. I “saggi” della blofosfera, che si linkano a vicenda e a ripetizione, parlano, ormai da mesi, tra di loro e per loro.
La stragrande maggioranza dei blogger non li conosce, non sa chi siano, e non sono poi così interessati alle beghe del loro giardinetto. E’ evidente, come dice Zetavu, che questa elite stia cercando di essere inglobata dai media tradizionali, per entrare a far parte di quella oligarchia tutelata di cui Zambardino parla.
A dimostrazione di quanto dico, c’è il fatto stesso che i post di questi blog sono commentati poco o per nulla. Chi li legge, non interagisce. Intorno ad ogni blog dovrebbe nascere una comunità che parla, dialoga, approfondisce un tema, ne discute. Un blog è un mezzo di comunicazione che dovrebbe abbattere le barriere tra chi scrive e chi legge. In questi casi non avviene. L’importante è linkare l’amico e rispondergli dal proprio blog. Proprio come fanno quegli editorialisti dei giornali “tradizionali” che si rispondono tra loro editoriale dopo editoriale, come se la gente avesse tempo di star ad ascoltare le loro beghe di quartiere. La verità è che i cosiddetti blogger “d’elite” sono autoreferenziali, poco interessanti, e chiusi. Come un’oligarchia della nostra italia. Spiace che nova contribuisca ad un’operazione del genere.
Quando l’anno scorso con Bruno Pellegrini facevamo Blog Generation, avevo intuito, soprattutto in alcune puntate, che il limite assoluto del mondo dei blog fosse la sua autoreferenzialità . Che si avvertiva, guarda caso, soprattutto quando ospiti erano coloro che appartengono a questa casta. Invece, quando a venire in trasmissione, o video collegarsi, erano persone che non appartenevano a questa “casta” si poteva sentire la forza dirompente e rivoluzionaria della rete e dei blog.
Insomma è cento volte più importante il blog della mamma di Federico Aldrovandi che quello di Luca De Biase….