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	<title>Commenti a: Time to evolve DUEdiTRE</title>
	<link>http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/25/time-to-evolve-dueditre/</link>
	<description>Come cambiano i consumi tecnologici</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 09:14:40 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Antonio Santangelo</title>
		<link>http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/25/time-to-evolve-dueditre/#comment-45922</link>
		<dc:creator>Antonio Santangelo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 11:23:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/25/time-to-evolve-dueditre/#comment-45922</guid>
		<description>Condivido l'interrogativo e l'ansia. E il giudizio finale di Gigi. Personalmente l'utilizzo del web 2.0 mi sta aiutando a restare in contatto con persone che stimo o cui voglio bene, anche se vivono altrove. Si moltiplicano le occasioni di confronto e relazione; per non parlare degli incontri nuovi e le scoperte di affinità. Certo, anch'io vorrei leggere tutti i libri del mondo, sentire tutta la musica e vedere tuttti i film; e poi magari chiacchierare con mio figlio, pranzare più spessso con mia moglie, fare sport. Ma guardala da questo punto di vista: quanto ti sarebbe costato, in termini di tempo, l'acccesso alla conoscenza che le tecnologie ti offrono. Del resto lo sai meglio di me, visto che lo hai spiegato agli studenti della Cattolica (ho seguito la tua lezione sul podcast). Il problema è la qualità di quello che facciamo, il tempo si riduce e quindi possiamo reagire solo elevando la qualità del modello d'uso e delle scelte. Dipende solo da noi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido l&#8217;interrogativo e l&#8217;ansia. E il giudizio finale di Gigi. Personalmente l&#8217;utilizzo del web 2.0 mi sta aiutando a restare in contatto con persone che stimo o cui voglio bene, anche se vivono altrove. Si moltiplicano le occasioni di confronto e relazione; per non parlare degli incontri nuovi e le scoperte di affinità. Certo, anch&#8217;io vorrei leggere tutti i libri del mondo, sentire tutta la musica e vedere tuttti i film; e poi magari chiacchierare con mio figlio, pranzare più spessso con mia moglie, fare sport. Ma guardala da questo punto di vista: quanto ti sarebbe costato, in termini di tempo, l&#8217;acccesso alla conoscenza che le tecnologie ti offrono. Del resto lo sai meglio di me, visto che lo hai spiegato agli studenti della Cattolica (ho seguito la tua lezione sul podcast). Il problema è la qualità di quello che facciamo, il tempo si riduce e quindi possiamo reagire solo elevando la qualità del modello d&#8217;uso e delle scelte. Dipende solo da noi</p>
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		<title>Di: Gigi Tagliapietra</title>
		<link>http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/25/time-to-evolve-dueditre/#comment-45832</link>
		<dc:creator>Gigi Tagliapietra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 19:44:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/25/time-to-evolve-dueditre/#comment-45832</guid>
		<description>Il tema mi piace e non tanto per filosofeggiarci ma per parlare di valori.

Quando mi sono trovato nella condizione di poter liberamente scegliere come impiegare il mio tempo la scelta non è stata nè facile nè indolore, specialmente dopo trent'anni di lavoro.

La domanda giusta credo sia anche nel tuo caso: cosa vale di più per me? (e non puoi rispondere "tutto") girare su Second Life o fare un giro in moto? (nessun giudizio di valore tra le due scelte).

Per me, ad esempio, dopo la mia famiglia, la musica è una grande passione, un sogno a cui avevo dovuto rinunciare per "guadagnarmi da vivere" e quindi dedico ad essi quanto più tempo posso e non rimpiango affatto le altre cose a cui devo rinunciare.

Sono un buon utilizzatore di tecnologia e un sostenitore della sua forza sociale ed educativa ma sono anche un "funzionalista" e cerco di non dimenticare la promessa che facemmo con l'avvento dell'informatica personale prima e sociale poi: liberare tempo per restituire alla gente la cosa più preziosa che abbiamo (ha ragione Dadda quando dice che il tempo è sempre stata una risorsa preziosa) per reinvestirla in attività dall'alto ritorno umano ed emotivo.

E' un pò come al casinò. Se tu ci vai e continui a giocare i soldi che vinci cadi in una dannazione: nella maggior parte dei casi perdi anche ciò che hai vinto (allora perchè hai giocato?) se vinci ma ci stai tutto il tempo che te ne fai dei soldi che hai vinto? (allora perchè hai giocato?)

Ero felice di vere il telefonino e la mail non per lavorare 14 ore al giorno ma perchè potevo sbrigare gli impegni di lavoro del mattino da casa e "reinvestire" il tempo liberato accompagnando mio figlio a scuola o facendo colazione con mia moglie.

Quando iniziò la straordinaria avventura del progetto "Onde" mi accusarono di uccidere le relazioni sociali "La gente si parla al computer invece che incontrarsi in piazza!" la verità ha dimostrato il contrario, la gente tramite reti civiche, blog, e network sociali si conosce meglio e quando di incontra prosegue e approfondisce quello che la tecnologia non consente.

Un caro amico mi diceva "Le fette di polenta non viaggiano via fax" (internet allora non era ancora il grande fenomeno che poi divenne, ma quella massima dice molto sul fatto che ci sono cose che la tecnologia non può e non pretende di sostituire.

Anche tra noi è vero: ti ho conosciuto grazie a blog, Flickr e quant'altro ma il vero vantaggio è poi incontrarti all'Equicena e sentire la tua voce, vedere la tua meticolosità, gli occhi attenti a cosa accade intorno, sentire la passione che metti nelle tue domande.

Luca ha lanciato un tema molto forte quando ha aperto il tema dell' "economia della felicità" di cui il tempo è solo la moneta, perchè non credo andremo lontani se continueremo a misurare le nostre vite in valori puramente monetari.

La visione strettamente economica ha precise radici etico-religiose, vedi Max Weber, che non ci appartengono, noi siamo più legati di quanto crediamo alla terra, alle montagne e al mare, tutte entità con ritmi scanditi da un orologio ben diverso.

C'è chi anche fa attività "non tecnologiche" con la stessa ansia. Ero al parco stamattina e ho visto gente "malata" di jogging, vado in palestra due volte a settimana e trovo attaccati ai tapis-ruilant soggetti simili a quelli che vedevo a Las Vegas attaccati alle slot machines.

So che non avrò il tempo di leggere tutti i giornali, di guardare tutti i canali TV, tutti i blog, ascoltare tutta la musica, vedere tutti i film e allora faccio una cosa che i computer fanno ancora fatica a fare: scelgo, scelgo a volte in modo non rigorosamente logico.

Ma quando ho scelto so che quel tempo è prezioso e che se lo passo qui seduto a "parlare" con te non avrò rimpianti perchè accade una magia: il tempo dedicato alle cose che contano davvero scompare in quanto entità misurabile. Da quanto ti sto scrivendo? Per quanto ti scriverò? Lo vogliamo misurare in minuti, centimetri kili, o in istanti di affetto?

Il tempo ci costringe a pensare alla vita e alla morte (nostra) ma anche all'eternità (nel mio caso dei valori in cui credo più che a una divinità specifica) e non c'è l'uno senza l'altro.

Guardo i miei figli e scherzo con loro su Chuck Norris e un flash mi fa pensare "cosa farei se domani un incidente me li strappasse?", e nello stesso istante penso "nulla mi toglierà la voce delle loro risate che è diventato eterno e quando io non ci sarò più resterà in loro e nei loro racconti ai loro figli".

Il tempo non è una risorsa misurabile, non è ciò che ne facciamo o non facciamo, semplicemente "non è".

Il tempo siamo noi, con le nostre gioie e i nostri affanni: il blog che mi tiene legato alle persone a cui voglio bene, il web che mi fa trovare le partiture di violoncello quando mi servono, sono una grande opportunità non tanto per "avere più tempo" ma per "avere più noi", per cononscerci meglio, per esprimerci meglio, per  capire meglio gli altri, per essere vita nella granda danza della vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema mi piace e non tanto per filosofeggiarci ma per parlare di valori.</p>
<p>Quando mi sono trovato nella condizione di poter liberamente scegliere come impiegare il mio tempo la scelta non è stata nè facile nè indolore, specialmente dopo trent&#8217;anni di lavoro.</p>
<p>La domanda giusta credo sia anche nel tuo caso: cosa vale di più per me? (e non puoi rispondere &#8220;tutto&#8221;) girare su Second Life o fare un giro in moto? (nessun giudizio di valore tra le due scelte).</p>
<p>Per me, ad esempio, dopo la mia famiglia, la musica è una grande passione, un sogno a cui avevo dovuto rinunciare per &#8220;guadagnarmi da vivere&#8221; e quindi dedico ad essi quanto più tempo posso e non rimpiango affatto le altre cose a cui devo rinunciare.</p>
<p>Sono un buon utilizzatore di tecnologia e un sostenitore della sua forza sociale ed educativa ma sono anche un &#8220;funzionalista&#8221; e cerco di non dimenticare la promessa che facemmo con l&#8217;avvento dell&#8217;informatica personale prima e sociale poi: liberare tempo per restituire alla gente la cosa più preziosa che abbiamo (ha ragione Dadda quando dice che il tempo è sempre stata una risorsa preziosa) per reinvestirla in attività dall&#8217;alto ritorno umano ed emotivo.</p>
<p>E&#8217; un pò come al casinò. Se tu ci vai e continui a giocare i soldi che vinci cadi in una dannazione: nella maggior parte dei casi perdi anche ciò che hai vinto (allora perchè hai giocato?) se vinci ma ci stai tutto il tempo che te ne fai dei soldi che hai vinto? (allora perchè hai giocato?)</p>
<p>Ero felice di vere il telefonino e la mail non per lavorare 14 ore al giorno ma perchè potevo sbrigare gli impegni di lavoro del mattino da casa e &#8220;reinvestire&#8221; il tempo liberato accompagnando mio figlio a scuola o facendo colazione con mia moglie.</p>
<p>Quando iniziò la straordinaria avventura del progetto &#8220;Onde&#8221; mi accusarono di uccidere le relazioni sociali &#8220;La gente si parla al computer invece che incontrarsi in piazza!&#8221; la verità ha dimostrato il contrario, la gente tramite reti civiche, blog, e network sociali si conosce meglio e quando di incontra prosegue e approfondisce quello che la tecnologia non consente.</p>
<p>Un caro amico mi diceva &#8220;Le fette di polenta non viaggiano via fax&#8221; (internet allora non era ancora il grande fenomeno che poi divenne, ma quella massima dice molto sul fatto che ci sono cose che la tecnologia non può e non pretende di sostituire.</p>
<p>Anche tra noi è vero: ti ho conosciuto grazie a blog, Flickr e quant&#8217;altro ma il vero vantaggio è poi incontrarti all&#8217;Equicena e sentire la tua voce, vedere la tua meticolosità, gli occhi attenti a cosa accade intorno, sentire la passione che metti nelle tue domande.</p>
<p>Luca ha lanciato un tema molto forte quando ha aperto il tema dell&#8217; &#8220;economia della felicità&#8221; di cui il tempo è solo la moneta, perchè non credo andremo lontani se continueremo a misurare le nostre vite in valori puramente monetari.</p>
<p>La visione strettamente economica ha precise radici etico-religiose, vedi Max Weber, che non ci appartengono, noi siamo più legati di quanto crediamo alla terra, alle montagne e al mare, tutte entità con ritmi scanditi da un orologio ben diverso.</p>
<p>C&#8217;è chi anche fa attività &#8220;non tecnologiche&#8221; con la stessa ansia. Ero al parco stamattina e ho visto gente &#8220;malata&#8221; di jogging, vado in palestra due volte a settimana e trovo attaccati ai tapis-ruilant soggetti simili a quelli che vedevo a Las Vegas attaccati alle slot machines.</p>
<p>So che non avrò il tempo di leggere tutti i giornali, di guardare tutti i canali TV, tutti i blog, ascoltare tutta la musica, vedere tutti i film e allora faccio una cosa che i computer fanno ancora fatica a fare: scelgo, scelgo a volte in modo non rigorosamente logico.</p>
<p>Ma quando ho scelto so che quel tempo è prezioso e che se lo passo qui seduto a &#8220;parlare&#8221; con te non avrò rimpianti perchè accade una magia: il tempo dedicato alle cose che contano davvero scompare in quanto entità misurabile. Da quanto ti sto scrivendo? Per quanto ti scriverò? Lo vogliamo misurare in minuti, centimetri kili, o in istanti di affetto?</p>
<p>Il tempo ci costringe a pensare alla vita e alla morte (nostra) ma anche all&#8217;eternità (nel mio caso dei valori in cui credo più che a una divinità specifica) e non c&#8217;è l&#8217;uno senza l&#8217;altro.</p>
<p>Guardo i miei figli e scherzo con loro su Chuck Norris e un flash mi fa pensare &#8220;cosa farei se domani un incidente me li strappasse?&#8221;, e nello stesso istante penso &#8220;nulla mi toglierà la voce delle loro risate che è diventato eterno e quando io non ci sarò più resterà in loro e nei loro racconti ai loro figli&#8221;.</p>
<p>Il tempo non è una risorsa misurabile, non è ciò che ne facciamo o non facciamo, semplicemente &#8220;non è&#8221;.</p>
<p>Il tempo siamo noi, con le nostre gioie e i nostri affanni: il blog che mi tiene legato alle persone a cui voglio bene, il web che mi fa trovare le partiture di violoncello quando mi servono, sono una grande opportunità non tanto per &#8220;avere più tempo&#8221; ma per &#8220;avere più noi&#8221;, per cononscerci meglio, per esprimerci meglio, per  capire meglio gli altri, per essere vita nella granda danza della vita.</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/25/time-to-evolve-dueditre/#comment-45736</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 12:46:14 +0000</pubDate>
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		<description>Beh all'inizio perdi un sacco di tempo, devi valutare tutta la mole di offerta 2.0, provarla e capire cosa fa per te e cosa no. Una volta però che hai deciso su quali siti stare e di quali servizi fruire, penso che il tutto diventi molto realisticamente utilizzabili anche nelle poche ore (minuti?) che restano liberi al giorno.

Pensiamo anche solo a Flickr e YouTube...dov'è il problema? Sul primo metti le tue foto e di tanto in tanto torni a vedere se ci son commenti o magari a dare un'occhiata a quelle di altri. Su YouTube ti rilassi qualche minuto vedendo i video   cliccati o quelli del canale sottoscritto.

Onestamente non penso che la grande quantità di offerta sia negativa, anzi è stimolante e alla lunga lascia sopravvivere i vincenti (vedi Web 1.0).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh all&#8217;inizio perdi un sacco di tempo, devi valutare tutta la mole di offerta 2.0, provarla e capire cosa fa per te e cosa no. Una volta però che hai deciso su quali siti stare e di quali servizi fruire, penso che il tutto diventi molto realisticamente utilizzabili anche nelle poche ore (minuti?) che restano liberi al giorno.</p>
<p>Pensiamo anche solo a Flickr e YouTube&#8230;dov&#8217;è il problema? Sul primo metti le tue foto e di tanto in tanto torni a vedere se ci son commenti o magari a dare un&#8217;occhiata a quelle di altri. Su YouTube ti rilassi qualche minuto vedendo i video   cliccati o quelli del canale sottoscritto.</p>
<p>Onestamente non penso che la grande quantità di offerta sia negativa, anzi è stimolante e alla lunga lascia sopravvivere i vincenti (vedi Web 1.0).</p>
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