La rete è inclusiva e ora saremo davvero “100 blogger”
Published by daino Maggio 16th, 2007 in Articoli storici, Corrispondenze, Events, Thoughts, TribesIN QUESTI GIORNI HO LETTO MOLTISSIMO LA RETE. Ho scoperto i blog di un sacco di persone che non conoscevo e ho avuto modo di discutere con passione con amici -che incontro in varie occasioni- e che mi hanno emozionato. Dopo tutte queste discussioni mi sono permesso di chiedere a Stefano Venturi, Cristina Marcolin e Vilma Bosticco: “abbiamo una trentina di posti rimasti liberi e se l’aprissimo a chi vuole venire? Che ne dite?” e loro mi hanno detto: “mi sembra un’ottima idea!(*)”
Quindi chi volesse essere del party lune sera mandi una mail a cmarcoli [at] cisco.com o vilma [at] primapagina.it e fino a esaurimento posti-locale raggiungeremo la fatitica soglia dei 100 (vi terrò aggiornati dei passi avanti sul blog per comodità ). E’ fisiologico, infatti, che quando fai degli inviti c’è chi ha già pianificato altri impegni, chi ha “punti moglie da recuperare”, chi ha una consegna di lavoro o se ne ritorna tardi dal WE. Insomma visto che l’idea è divertirsi e confrontarsi, e Cisco si può permettere di pagare 30 apertitivi in più che erano già stati messi in conto, perchè lasciare i bicchieri vuoti?
Notizia data, adesso una considerazione mia. Forse non s’era capito ma a me piace fare il lavoro che faccio, è un grande gioco che ogni giorno mi insegna un sacco di cose … è il più bel lavoro del mondo! Con Stefano Venturi io sto facendo quello, forse in un accezione nuova, ma sempre di blogger e giornalista si tratta con l’aggiunta di avere un A.D. con cui mi confronto e che è affamato di informazioni (e questo mi esalta!).
Quando mi ha chiesto: ma tu chi inviteresti io gli ho detto: “guardi (allora gli davo del lei, poi si perdono le abitudini), le persone che conosco e che mi sembrano più dinamiche e anche influenti sul web … allora ci sono questi due signori che considero dei magi del WiFi (erano Giorgio Zarrelli e Andrea Beggi) e uno dei miei giornalisti integrati preferiti (era Antonio Sofi) e poi il giornalista che è anche un gran blogger (e Luca De Biase) e poi quello che segue tutta l’assemblea Telecom con un live blogging che a me mi è sembrato meglio di Striscia La Notizia come servizio utile al Paese (era Stefano Quintarelli) …” e così via (Gigi Tagliapietra, Roberto Dadda, …) gli ho raccontato le cose che mi hanno impressionato di un centinaio di persone in tre anni di blogosfera osservata da Mash-ups in italy.
Poi è arrivato Gaspar che mi ha fatto riflettere. Gaspar era alla voce “saggio e storico blogger ha in sè alcuni dei tratti fondanti di questo nuovo media … una roba del genere, un maestro Blog-Zen insomma”. Dalle sue pagine l’altro giorno ha scritto: “la rete è inclusiva e non esclusiva” e io ho trovato queste sue riflessioni di una profondità disarmante. Imparato, portato a casa e fatto richiesta!
Sempre lui in una mail che ci siamo scambiati (io gli dicevo TVB MAESTRO ma che succede? aiuto non merito bastonate! …) mi ha detto un’altra cosa bellissima: … niente ansia e niente sangue. Ho sollevato un problema, qualcuno mi ha dato ragione, molti mi hanno dato torto, la discussione continua e ci arricchirà tutti. In questo ci vedo tutta la bellezza del dialogo di cui tanto si va parlando: la blogosfera ti permette di avere un confronto aperto e sincero, a qualcuno piacciono gli eventi aperti ad altri chiusi ad altri tutti e due (io qui), ma oltre a farti accorgere degli effetti delle tue scelte ti propone anche delle soluzioni. E questo capita difficilmente in altri contesti
Poi Luca De Biase dice che sono diplomatico e allora vi dico anche quello che non mi è piaciuto: lo stuolo di persone che si sono scagliate a vario titolo contro tutto e tutti e hanno sfruttato la platea di questa discussione per dire “ci sono!!!!”. Non ne avete bisogno! Io non vi conosco ma non ho alcuna pregiudiziale, non eravate nella lista probabilmente solo per questo motivo!
Venite all’aperitivo e confrontiamoci anche NON solo tra di noi (così smettono di dire che siamo autoreferenziali), ma attenzione portiamo le nostre ragioni e anche le nostre critiche CON STILE ED EDUCAZIONE. Queste occasioni sono anche per la nostra blogosfera una prova di seniority (non è solo Stefano Venturi a voler/dover imparare qualcosa), altrimenti la crescita dov’è? Quindi i Milarepa, i litigiosi, e “i polemici a ogni costo perchè non l’ho fatto io” per quanto mi riguarda se ne stiano pure a casa loro, io semplicemente continuerò a non leggerli!
(*) disclaimer: ringrazio Paolo Valdemarin e Stefano Quintarelli per avermi dato (all’una di notte in piena “daino-ansia”) il loro parere su questa idea.
P.S. Pseudotecnico mi spiace di non averti invitato perchè non ci siamo mai incrociati a BarCamp o altro, ho letto il tuo blog e sottoscrivo anche gli spazi. Iscriviti!
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In realtà ci siamo incrociati di sfuggita allo ZenaCamp, io armato di macchina fotografia e tu di pargolo
(a proposito, se non l’hai vista ti segnalo questa, anche se decisamente mossa causa soggetto iperattivo)
Ti ringrazio per l’invito ma sono uno di quelli che ha seri problemi a muoversi durante il week-end (causa lavoro)
Ovviamente intendevo “al di fuori dei week-end”: vado a prendere un altro caffè che è meglio
“Insomma visto che l’idea è divertirsi e confrontarsi, e Cisco si può permettere di pagare 30 apertitivi in più che erano già stati messi in conto, perchè lasciare i bicchieri vuoti?”
Che domanda inutile, è semplice: perchè così io ne avrei potuti prendere due!!
E forse anche tre!!! E invece così facendo dovrò accontentarmi di un solo aperitivo…
E’ bello leggere tra le tue parole tanto entusiasmo, anche dopo certe parole che ho letto in giro..
A questo punto spero varrà la pena di fare oltre 350km per un’aperitivo..
Concordo in particolare con una tua affermazione: c’e’ gente a cui importa solo esserci, ai pochi barcamp a cui ho partecipato ho visto piu’ mania di protagonismo che effettiva voglia di confronto.
Le spie di tutto questo sono le varie cadute di stile e il fatto di aver considerato la tua lista dei 100 blogger piu’ influenti come esaustiva e definitiva.
Lele,
stai sperimentando anche tu l’effetto condominio della blogosfera.
Come sai ho sperimentato più volte lo stesso effetto.
C’è un discreto gruppo di semidisoccupati in cerca di esperienze che spende il tempo che ha criticando quel che fa chi si sporca le mani, senza avere le competenze per farlo.
Potevi non giustificarti, tanto i tuoi lettori si dividono in due: quelli a cui è chiarissimo quale poteva essere lo spirito e gli accordi con Cisco e i dietrologi a cui è inutile spiegare quello che non possono capire.
Sinceramente la mia impressione è che si sia alzato un polverone un po’ troppo grande su questa vicenda, al contempo però concordo con Gaspar quando dice che la discussione, e penso sia gosì in genere, arricchirà tutti.
Ho iniziato ad utilizzare i blog come forma di promozione per la mia piccola azienda. E devo essere sincero che è stato un successo. Oggi a distanza di 3 anni vendiamo e abbiamo collezionisti che ci seguono da tutta Italia e qualcosa anche all’estero (Francia, Spagna, Germania, USA). Mi chiedo come mai questo tipo di comunicazione non lo riescono a fare anche le grandi aziende. Samsung ultimamente è stato un esempio da seguire, speriamo che qualche cosa di importante inizi a svilupparsi.
Carto Lele, ho seguito dall’inizio tutto il blog-polverone che ha seguito la “provocazione” del nostro (grande) Gaspar.
Trovo che quello che emerge chiaramente, è che l’approccio di comunicazione delle grandi corporation verso la blogosfera procede, giustamente, per tentativi.
Non c’è dubbio che l’aperitivo Cisco ricade nella categoria “attività di relazioni pubbliche” e le PR (e non solo in Italia ma in tutto il mondo, USA compresi) stanno ancora prendendo le misure alla blogosfera e cercando strade, strumenti, approcci che siano al tempo stesso corretti e rispettosi della natura della blogosfera ma capaci di aggiungere valore alla comunicazione delle aziende.
Non mi scandalizza affatto l’approccio che avete scelto e in generale un’azienda che comunque cerca una forma di contatto diretto e aperto con i blogger che parlano (o potrebbero parlare) degli scenari in cui opera e dei suoi prodotti, mi sembra comunque una iniziativa degna di nota. Si poteva fare in modo diverso ? Si invitano i blogger come si invitano i giornalsti ? Invitare 100 blogger significa invitare 100 testate ? Il dibattito è aperto, questo è positivo e mi sembra comunque normale che qualcuno prenda delle iniziative.
Dal mio punto di vista non sono molto convinto del concetto di “influenza assoluta” dei primi 100 blog, trovo più consono parlare di “nicchie” o di aree di influenza relative; estremizzando: un paio di blog semisconosiuti possono anche essere gli influencer chiave per un certo prodotto o servizio. Inoltre ho personalmente sperimentato per un cliente un approccio “one to one” e devo dire che mi sembra più appropriato, ma ogni azienda è un caso specifico. Detto questo onore al coraggio di chi comunque ci prova ben conoscendo l’ipersensibilità che spesso caratterizza la blogosfera. Ciao Enrico.
@Enrico: grazie, considerazioni preziose
Perche’? che e’ successo? Mi scoccia essermi perso una qualche polemica
… e infatti non ero l’unico a domandarmi: dov’è il commento del Mante ???
Complimenti a Lele per essere riuscito ad aprire un incontro,seppur informale,ai blogger non “blogstar”.
Conosco molto, ma molto bene Cisco. Se ti interessa ho dei post sul mio blog e, comunque, ero a CiscoExpo come relatore sull’esperienza di una rete sociale Cisco.
Fine dell’autoreferenza
Ho dei dubbi che Venturi voglia capire questo mondo. Certo, lo incuriosisce ma ho dei feedback aziendali che la curiosità è più nelle persone di marketing che lo circondano che in lui come AD.
Primapagina è la loro agenzia giusto?
Comunque, sono per la contaminazione sempre e comunque. La diffusione della conoscenza (che è uno dei valori della blogosfera) serve al sistema in generale.
Quando serve alle aziende, va bene lo stesso, ma con dei distinguo.
Forse ci son delle cose di Cisco, come il Networkingacademy che nemmeno Cisco conosce a fondo. E usa blog e aggergazioni da Social Networking da 10 anni.
Venturi lo saprà e gli e lo stiamo facendo sapere……
Per approfondimenti:
http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/03/human-network.html
http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/02/una-vera-rete-sociale-gi-dagli-anni-90.html
http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/02/cisco-expo.html
Se possibile, fatemi sapere come è andata. L’idea è, comunque, buona.
Ciao
Quello che mi lascia basito è che il punto non è “i 100 bliggher”, ma forse il primo vero incontro con una big company con i blogger. Forse si doveva discutere su questo e quello che ne verrà fuori.
Probabilmente siamo un po’ egocentrici e provincialotti?
Per me questa polemica si chiude con questo post, con la speranza che Venturi (o Cisco?) non sia recidivo. Non Lele, il quale sembra aver capito il messaggio. Non si tratta di errori, ma di dettagli fondamentali che in questa vicenda sono stati delineati: l’apertura non è un optional, è un must di tutto ciò che è “anarchia funzionante” (come la blogosfera, che non è altro che l’ennesima incarnazione di un movimento iniziato 50 anni fa).
In questi giorni mi sono intrufolato tra intervistatori e guru del marketing, ricevendo non poche occhiatacce, per fare una sola domanda: “can we say that push is dead?”.
Regis McKenna ha detto “si” senza mezzi termini. Paco Underhill ha detto “no, dobbiamo soltanto studiare -l’uomo a rete- piuttosto che l’individuo”. Neil Rackham ha detto “si, ma è più corretto dire che è malato; bisogna vedere le cose come un moto armonico, vanno su e giù…”.
Non sono più i centri di gravità , le organizzazioni verticali, a scegliere.
Insomma Lele, se ti presti a fare da pusher per questa o quell’altra azienda, magari anche senza rendertene conto, vieni bandito dalla comunità ! Bada la prox volta! Con affetto.
oopss, per non scatenare casini la mia citazione fra i commenti ……”Certo, lo incuriosisce ma ho dei feedback aziendali che la curiosità è più nelle persone di marketing che lo circondano che in lui come AD………..” Non è del tutto correttà .
Ho sbagliato il termine “aziendali”, che non va intesa in Cisco come azienda, ma in aziende che sono clienti di Cisco.
Quindi dovevo dire “aziendalisti” o “imprenditoriali”….mannaggia la semantica :-(.
Proprio l’altro giorno al Venetoexpo e Venetobarcamp, commentavamo questa iniziativa della cena dei blogger con Venturi e lo scetticismo serpeggiava fra le aziende partner.
Ecco corretto il tiro
In pratica si elucubrava sul fatto che è, sempre un azienda che deve fare fatturati, come può interessare all’A.D. questa cosa? Forse interessa al suo Marketing.
That’s all!
Frizzantinoooo !!!!!
Non entro proprio nel merito. Se ne è già parlato troppo (per i miei gusti). Aspetto di sentire commenti sul merito e non solo sul metodo. Tiro però le orecchie a Lele (e non solo a lui, anzi mi dispiace quasi dirlo qui) per quell’espressione molto comune su “i punti moglie” che implicitamente significa (è vero?) che si sta parlando tra uomini. Dalla blogosfera mi piacerebbe arrivasse un po’ più di novità e attenzione su questo fronte.