[ROMANZO - 2] L’amica del cuore

continua da una storia precedente […]

[…] IL RITORNO DA CASA FU LENTO E SILENZIOSO Anche se Carlo mi aveva dato brutte notizie sul lavoro di Poppino e sul suo capoufficio invidioso, io ero felice. Felice di avere incontrato Patricia, di averne odorato la femminilità più profonda e perversa e di avere parlato con il mio migliore amico di infanzia.

Just Happened

Fin dall’ultimo saluto mi era sembrato che il solo fatto di avermi parlato dei problemi lavorativi di Poppino lo avesse sollevato da un peso. Evidentemente con Patricia non parlava molto degli amici o forse era il mio solito modo di pensare che le donne fanno meglio l’amore delle confessioni. Fatto sta che il viaggio fino a Milano volò via sereno a 180km/h tra qualche telefonata e molta buona musica.

Avevo appena installato in macchina l’adattatore dell’iPod un meraviglioso aggeggio che collegato al lettore più bello del mondo, trasformava l’auto in un DJSet totalmente immersivo.

Parcheggiata l’ingombrante macchina aziendale, accarezzata la moto sui fianchi e momentaneamente acquietato l’iPod dalle sue melodiche grida, mi fiondo in mansarda per una doccia meritatissima, con una voglia di pensarmi che mi era rimasta dalla sera prima quando avevo innocentemente invaso l’intimità di due amanti. Non che la cosa non fosse mai accaduta ma la scena di poche ore prima era diversa da molte altre vissute insieme a Carlo d’estate a Rimini e poi in Sardegna fino ad arrivare ai nostri viaggi nei sacrari “dell’amore”, come li chiamo io.

Io, Carlo, Guido e Poppino abbiamo speso quattro anni della nostra vita a giocare cn il sesso a migliaia di kilometri di distanza. Il Brasile era diventata la nostra casa di appuntamenti a cielo aperto; una sensazione potente che cominciava a giugno. Iniziavamo a combattere su come organizzare il viaggio, invece, fin dai primi giorni dopo le vacanze di Pasqua, tutto perchè le ferie coincidessero … era importante fare insieme quelle cose.

Il primo anno fu quello della paura. Venivamo tutti da esperienze sessuali che allora pensavamo solide ma sperimentammo che nulla è confrontabile al sesso che ti offre un posto come il Brasile, dove devi lasciare figli -che poi ufficialmente per gli amici in Italia hai adottato perchè sei uno che ha “delle spiccate sensibilità”.

Al terzo anno Poppino si era fatto convincere a ospitare in Italia una delle signorine a cui si era affezionato. E’ diventata sua moglie, gli ha mangiato soldi e notti insonni a correrle dietro per non diventare a tutti i costi lo zimbello del paese, e infine si è accasata (va detto testualmente) nel casale di famiglia; annoiata e nervosa. Poppino è uno di quegli amici che, per non aver saputo ascoltare i nostri consigli, la vita se l’è rovinata sul serio.

Lei è stata l’amica del cuore per lungo tempo di un altra ragazza “agitata”, una di quelle donne che, chissà perchè, sanno raccogliere sempre il peggio degli uomini, ma che -il destino è beffardo in questi casi- un Uomo vero non glielo riserva mai.

Gli occhi scurissimi e profondi di Vanna erano conosciuti in paese fin dai tempi del liceo, ma lei voleva elevarsi e con noi a letto non è mai venuta (noi siamo i quattro del Brasile). All’Università io ero il più figo dei quattro, prima che Carlo avesse la conversione mistica e diventasse carne di desiderio per molte donne e anche per molti uomini. Al liceo Vanna adorava la mia Honda NSR e io ricambiavo nei confronti dei suoi seni rotondi e sodi. Vanna è sempre stata una figa pazzesca, figlia di contadini profondamente ignoranti, aveva talmente subito i modi gretti di chi è tutt’uno con la terra -senza colpa- che aveva scientificamente deciso di elevarsi dallo status di ragazza di paese.

L’evento scatenante fu la gita dell’ultimo anno del liceo a Parigi. Eravamo compagni di classe e quell’anno io l’avevo portata in moto per mesi, nella speranza che una delle ragazze più sveglie della scuola si decidesse che era arrivato “il mio turno”. Vanna a parole si era fatta un po’ tutti i miei amici ma nessuno sapeva esattamente chi era andato a letto con chi. A tutti, a quell’età, interessava raccontare di mirabolanti pomeriggi che scandivano il sudore ripetitivo di corpi giovani e potenti tutti arrotolati nelle lenzuola delle nonne. Vanna a Parigi prese la sua decisione, sarebbe partita per Milano e avrebbe lavorato nel mondo dell’alta finanza. Noi ridemmo per tre giorni quando ce lo annunciò candidamente all’Art Nouveau, una specie di bar culto sulla rive gauche. Vanna sarebbe andata a Milano a lavorare nel mondo dell’alta finanza e a portare il sole della Toscana; e gù a ridere come matti. Il fatto è che Vanna quel treno lo prese davvero, nelle lacrime della madre, che non capì mai che lavoro sarebbe andata a cercare e gli occhi duri del padre che, malgrado fosse un contadino, evidentemente quel sole l’aveva già visto appiccicato al viso dei compaesani.

Just Happened

Vanna si divertì molto a Milano e dopo qualche mese di servizio tra pub e fast food si sistemò con altre due ragazze in una casina piena di fiori sui navigli, trovando un’oppportunità di lavoro in una SIM. Adesso Vanna faceva l’alta finanza, o meglio, se la faceva come da copione, ma sembrava sempre più triste, ogni fine settimana a Firenze, imbracciando borse bellissime era sempre più triste. Un giorno arrivò con Paolo, un ragazzo di buona famiglia, figlio di un alto dirigente che le teneva la mano sulla pancia. Vanna sarebbe diventata madre. Tutti demmo delle paccate sulle spalle a Paolo che penso avrebbe dovuto perdere l’uso delle scapole da quanto i cazzotti erano forti. Paolo sopportava bene e si vede che quella era un segno per darci fede delle capacità di sopportazione di questo ragazzo dagli occhi innocenti. Paolo sopportava bene, Vanna era apposto, pensavamo, ma non fu così!

Il bambino era nato troppo presto per “gli appetiti” di Vanna e un giorno si venne a sapere da Guido che Vanna aveva una gran voglia di strusciarsi addosso a lui. Guido che ha inventato la misogenia nella sua vita precedente, ha preso Vanna e l’ha data in pasto alle sue ricerche che finalmente erano finite (per la felicità di entrambi), poi il pomeriggio successivo ha chiamato Paolo. Si sono incontrati nel parcheggio dell’Euromercato nell’ora di punta e in vita mia, giuro, non ho mai visto due uomini picchiarsi con tanto desiderio di amarsi e sfogarsi, come quel pomeriggio. Guido ha sempre avuto la bastardaggine di sbatterci in faccia la vita e così fece con Paolo che trasalì. La madre della sua bambina faceva la troia in giro e con i suoi amici. Dopo qualche cazzotto sul muso Paolo capì che Guido era solo l’amico più caro con il quale la moglie aveva cercato di fuggire da quel casale dal quale non era mai partita davvero. Immaginandosi tutti gli altri possibili incontri segreti, svenne tra le nostre braccia con il naso rotto e un sorriso ebete di chi aveva capito. Fu una scena cruenta e tenerissima che solo gli uomini possono regalarsi. Guido e Paolo sono il migliore amico l’uno dell’altro da cinque anni.

La bambina ha sofferto molto dell’allontanamento del padre, ma Vanna non ebbe nulla da dire. Paolo che di donne non aveva mai capito niente, dimostrò un fiuto per l’economia inimmaginabile. Dopo che il padre di Paolo lo aiutò a levare a Vanna quasi tutto, compresi gli alimenti per la bambina, andò via di casa, strappando al giudice di poter rivedere la piccola una volta al mese nelle sue ville di famiglia. Peccato che non ha mai saputo che proprio il padre che gli ha messo Vanna tra le braccia è anche il padre del suo bambino. Certe donne non meritano il successo che la televisione può dare loro (il padre di Paolo lavora a MTV) ma solo di tornare a vivere dentro la loro infanzia. Paolo oggi vive in Brasile ed è felice.


2 Responses to “[ROMANZO - 2] L’amica del cuore”  

  1. 1 alessandro

    Whoah, Lele. La stoffa del romanziere c’è tutta. Però giochi in maniera sleale ché mica tutti hanno cassetti così pieni di vita da cui attingere, una volta imboccata la fase amara della senescenza. a

  2. 2 Lorenzo

    Volevo segnalarti un filmato sui wifi aperti a Milano, di Telelombardia.
    Che ne pensi?
    Mi ha fatto piacere il fatto che il giornalista non ha fatto del sensazionalismo, ma ha spiegato in modo superficiale l’opportunità e le problematiche.
    Dal suo YouTube http://www.youtube.com/watch?v=Mz2nyyBeLUY

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Lele Dainesi is a journalist, technologist, and podcaster in Milan, IT. Previously Manager of Strategy and Business Development for Vodafone Italy NOW Lele is the Executive Communication of Mr. Stefano Venturi CEO Cisco Systems Italy. Read more...


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