
NEL MONDO DELLE CORSE MOTOCICLISTICHE ESISTONO DELLE ZONE “MITICHE” dove l’accesso è controllato e in cui accadono cose quasi mai raccontate.
Ieri ho pensato per tutto il giorno a quale angolazione dare all’obiettivo delle mie emozioni e mi sono reso conto che buona parte del successo di una gara nasce dentro queste aree che mi piacerebbe raccontarvi. Il paddock è un’area ad accesso controllato in cui possono muoversi le persone che hanno a che fare in qualche modo con i vari team corse. Se io, ad esempio, sono un ospite di uno sponsor, un cliente o un VIP, potrò molto probabilmente entrare in questa area e giracchiare tra i camion delle scuderie.

Questi camion sono enormi, dei veri e propri harem viaggianti su gomma che si chiamano “hospitality”. Sono di fatto le case dei team e degli sponsor, dentro le quali durante l’intera giornata si svolgono attività: si mangia, si svolgono le conferenze stampa dei piloti, si stringono gli accordi per le future sponsorizzazioni, girano amministratori delegati e procacciatori d’affari (sponsorship), mischiati ai rilassati ospiti. Chi entra nel paddock generalmente ha sul “badge del prestigio” (vedi foto della mia investitura) anche un adesivo che permette l’accesso a una o più di queste hospitality (generalmente ad una). Il paddock è una specie di zona franca e infatti a partire dal sabato ci sono le “umbrellina girls” che girano sinuose come danzatrici del ventre per incantare gli ospiti presenti e lasciarsi fotografare per la gioia dei più sensibili. Ma l’attività nel paddock comincia molto prima degli scatti birichini, fin dal montaggio dell’hospitality di martedì o mercoledì (generalmente). L’hospitality è dunque la zona di socializzazione in cui maggiormente i team corse e gli sponsor vivono l’evento, ed è anche per questo che è molto ambita da chi viene qui.

La vita dentro l’hospitality è molto particolare, e dura quasi 20 ore al giorno. Si comincia la mattina presto intorno alle 8 per la colazione e si prosegue fino a tarda notte. L’atmosfera è quella di un bar, infatti tutto si muove intorno alle ore comandate del pranzo e della cena (nel caso di Donington non manca il thè delle 17.00). Chi lavora in hospitality dorme in un camper nelle vicinanze, un bel camper ma sempre un camper e l’amico che versa la birra nella foto di questo post, Marco, mi raccontava ieri sera che è una vita che si fa per 9 mesi l’anno. Manuela, invece, diceva che tutte le notti le tocca condividere il camper con “bestie non addomesticate” che russano senza ritegno (parola sue
. Sono dei romiti questi uomini e donne qui, che viaggiano su gomma in tutta Europa, montano, smontano, servono, spreparano, sorridono, giocano, vivono, si amano. Vivono in queste strutture di fatto con la passione del mondo dei motori e l’adorazione dei loro piloti che quando vincono, fanno vincere anche loro.

L’atmosfera dell’hospitality è uno degli elementi più particolari con cui si confronta chi viene da fuori. Il via vai è continuo, con un mucchio di gente che entra ed esce, anche se si tratta di zone ad invito, e spesso fuori ci sono un sacco di tifosi che vorrebbero fare una sola cosa: poter entrare. Oggi ho visto un bimbo in carrozzina che è entrato nell’hospitality Honda per abbracciare il suo idolo Pedrosa: mi sono seriamente chiesto se da grande vorrò mettere su una società per i bambini di tutte le condizioni, che entreranno nelle hospitality e andranno a parlare di belle cose con i loro idoli. Tutto quello che viene offerto all’interno delle hospitality è gratuito, una sorta di all-inclusive: bere, mangiare e compagnia e forse è anche per questo che sono posti così privilegiati. Per assicurare questo servizio, “qualcuno” (sempre Marco e i suoi) va a fare la spesa, tiene i conti e una cassa, c’è un cuoco e persone che servono il benessere degli ospiti. Ci sono gli uffici stampa dei piloti con i loro responsabili che tengono i rapporti con i giornalisti, dentro piccoli ufficietti forniti di connessione Internet e computer portatili. Ci sono schermi televisivi da cui urlano i commentatori di tutto il mondo, che appena hanno finito te li trovi seduti sulle sedie a bersi un caffè magari in compagnia di Davide Brivio o di Lin Jarvis. Quelli storici come Guido Meda, la “folle” voce ufficiale del MotoGP che dice sempre “bagarre!!!” e quelli di passaggio. Ci sono gli sponsor come Fiat con Dario e Tiziana che seguono da vicinissimo il mondo delle corse e la vita di questo harem per massimizzare l’investimento della sponsorizzazione con attività di relazione di vario genere, come ad esempio quella che stiamo facendo con questo live blogging del Fiat-Yamaha Team.

Ma il momento forse più interessante della vita nell’hospitality è la sera quando i tifosi si sono mossi da tribune e prati e lentamente vanno a casa, stanchi della giornata ma pieni di emozioni negli occhi. Dopo qualche ora i piloti che hanno vissuto i box (altra zona mistica e riservatissima) e la pista, cominciano a serpeggiare con i loro scooter tra le stradine del paddock per parcheggiare davanti alla loro hospitality. E’ un momento di festa e di riposo. Le prove sono andate, i giornalisti accontentati, è ora di pensare alle chiacchere e al relax. Fuori è buio, qualcuno ragiona ancora le strategie di gara che deve arrivare da lì a poco, altri di soldi e di sponsorizzazioni, altri cazzeggiano su Facebook (come noi, senza sosta). C’è chi gioca a bigliardino e si parla un sacco del passato, recente e remoto, che però è ancora vivo davanti agli occhi. Il futuro è segnato, si farà ciò che piace più fare, correre, ognuno a suo modo, chi sui truck chi sulle moto, chi sulle pagine dei giornali, chi online. La vita si snoda tuta nel presente. Si scherza, si beve un bicchierino in più e quei ragazzi piccoli come fantini che montano mostri veloci, sembrano il compagno di scuola o il coinquilino della porta accanto. Più che mai in questa hospitality l’atmosfera che si vive è quella di una famiglia che sta insieme e si diverte, senza essere schiacciata dal circo mediatico che è tutto intorno. Girano tanti tanti soldi intorno a questo mondo, a botte di milioni di euro, ma la naturalezza e i sorrisi fanno dimenticare tutto ciò e pensare solo alla passione. Belle emozioni, sono fortunato!

Potete trovare altre foto dell’evento che continueremo a seguire live per tutto il WE qui e qui.