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18 agosto 2009

Valentino Vince e Ride o il contrario è uguale!

Archiviato in: Podcast — daino @ 0:26

E’ MOLTO BELLO L’EDITORIALE di questo mese DI ROBERTO UNGARO Direttore di Riders. La sostanza del suo pensiero è: Valentino rappresenta uno stile di vita che si spiega in una frase: “vince e ride, ride e vince”.

Lo stile di vita di cui si parla è quello della Romagna (il secondo dei temi a cui è dedicato il numero in edicola questo mese, il primo è la rinascita agonistica di “Macho” Melandri), di persone i cui desideri sono legge scritta, trasparente, condivisa. Posti genuini, Rimini, Riccione, Cattolica -giusto i più famosi che vengono in mente- dove dire “gnocca”, non è una volgarità ma un modo di vedere il rapporto uomo-donna che fa piacere prima di tutto a chi riceve quel complimento tanto da venire contraccambiato, a volte, con un bacio sulla spiaggia :)

Valentino ride, ride e vince, come a ricordare agli italiani e a tutto il mondo che in momenti difficili ridere fa bene, fa acquistare quella modulazione dei sentimenti in grado di superare qualsiasi difficoltà. Fossimo stati in altri tempi avrebbe vinto la testa, la concentrazione, il duro lavoro, ma Valentino è l’eroe che serve in questi tempi, dove la troppa ragione, il troppo rigore sembra aver rattristato tutti.

Perdono, e non a caso, Lorenzo e Stoner (in bocca al lupo vecchio qualsiasi cosa tu abbia), perde cioè un modello di vivere la competizione dove la serietà a tutti i costi non lascia spazio alla passione e alla voglia di divertirsi.

E’ un bel messaggio di comunicazione quello del pilota più titolato del mondo che potrebbe far voglia di dire gnocca più spesso durante l’autunno, con quella leggerezza di chi, prima di prefiggersi qualsiasi sfida non dimentica che una partita a bigliardino (vedi post precedente) in fondo è una metafora della vita :)

25 luglio 2009

Vita da hospitality #MotoGP

Archiviato in: Events, Podcast — daino @ 13:24

NEL MONDO DELLE CORSE MOTOCICLISTICHE ESISTONO DELLE ZONE “MITICHE” dove l’accesso è controllato e in cui accadono cose quasi mai raccontate.

Ieri ho pensato per tutto il giorno a quale angolazione dare all’obiettivo delle mie emozioni e mi sono reso conto che buona parte del successo di una gara nasce dentro queste aree che mi piacerebbe raccontarvi. Il paddock è un’area ad accesso controllato in cui possono muoversi le persone che hanno a che fare in qualche modo con i vari team corse. Se io, ad esempio, sono un ospite di uno sponsor, un cliente o un VIP, potrò molto probabilmente entrare in questa area e giracchiare tra i camion delle scuderie.

Questi camion sono enormi, dei veri e propri harem viaggianti su gomma che si chiamano “hospitality”. Sono di fatto le case dei team e degli sponsor, dentro le quali durante l’intera giornata si svolgono attività: si mangia, si svolgono le conferenze stampa dei piloti, si stringono gli accordi per le future sponsorizzazioni, girano amministratori delegati e procacciatori d’affari (sponsorship), mischiati ai rilassati ospiti. Chi entra nel paddock generalmente ha sul “badge del prestigio” (vedi foto della mia investitura) anche un adesivo che permette l’accesso a una o più di queste hospitality (generalmente ad una). Il paddock è una specie di zona franca e infatti a partire dal sabato ci sono le “umbrellina girls” che girano sinuose come danzatrici del ventre per incantare gli ospiti presenti e lasciarsi fotografare per la gioia dei più sensibili. Ma l’attività nel paddock comincia molto prima degli scatti birichini, fin dal montaggio dell’hospitality di martedì o mercoledì (generalmente). L’hospitality è dunque la zona di socializzazione in cui maggiormente i team corse e gli sponsor vivono l’evento, ed è anche per questo che è molto ambita da chi viene qui.

La vita dentro l’hospitality è molto particolare, e dura quasi 20 ore al giorno. Si comincia la mattina presto intorno alle 8 per la colazione e si prosegue fino a tarda notte. L’atmosfera è quella di un bar, infatti tutto si muove intorno alle ore comandate del pranzo e della cena (nel caso di Donington non manca il thè delle 17.00). Chi lavora in hospitality dorme in un camper nelle vicinanze, un bel camper ma sempre un camper e l’amico che versa la birra nella foto di questo post, Marco, mi raccontava ieri sera che è una vita che si fa per 9 mesi l’anno. Manuela, invece, diceva che tutte le notti le tocca condividere il camper con “bestie non addomesticate” che russano senza ritegno (parola sue :) . Sono dei romiti questi uomini e donne qui, che viaggiano su gomma in tutta Europa, montano, smontano, servono, spreparano, sorridono, giocano, vivono, si amano. Vivono in queste strutture di fatto con la passione del mondo dei motori e l’adorazione dei loro piloti che quando vincono, fanno vincere anche loro.

L’atmosfera dell’hospitality è uno degli elementi più particolari con cui si confronta chi viene da fuori. Il via vai è continuo, con un mucchio di gente che entra ed esce, anche se si tratta di zone ad invito, e spesso fuori ci sono un sacco di tifosi che vorrebbero fare una sola cosa: poter entrare. Oggi ho visto un bimbo in carrozzina che è entrato nell’hospitality Honda per abbracciare il suo idolo Pedrosa: mi sono seriamente chiesto se da grande vorrò mettere su una società per i bambini di tutte le condizioni, che entreranno nelle hospitality e andranno a parlare di belle cose con i loro idoli. Tutto quello che viene offerto all’interno delle hospitality è gratuito, una sorta di all-inclusive: bere, mangiare e compagnia e forse è anche per questo che sono posti così privilegiati. Per assicurare questo servizio, “qualcuno” (sempre Marco e i suoi) va a fare la spesa, tiene i conti e una cassa, c’è un cuoco e persone che servono il benessere degli ospiti. Ci sono gli uffici stampa dei piloti con i loro responsabili che tengono i rapporti con i giornalisti, dentro piccoli ufficietti forniti di connessione Internet e computer portatili. Ci sono schermi televisivi da cui urlano i commentatori di tutto il mondo, che appena hanno finito te li trovi seduti sulle sedie a bersi un caffè magari in compagnia di Davide Brivio o di Lin Jarvis. Quelli storici come Guido Meda, la “folle” voce ufficiale del MotoGP che dice sempre “bagarre!!!” e quelli di passaggio. Ci sono gli sponsor come Fiat con Dario e Tiziana che seguono da vicinissimo il mondo delle corse e la vita di questo harem per massimizzare l’investimento della sponsorizzazione con attività di relazione di vario genere, come ad esempio quella che stiamo facendo con questo live blogging del Fiat-Yamaha Team.

Ma il momento forse più interessante della vita nell’hospitality è la sera quando i tifosi si sono mossi da tribune e prati e lentamente vanno a casa, stanchi della giornata ma pieni di emozioni negli occhi. Dopo qualche ora i piloti che hanno vissuto i box (altra zona mistica e riservatissima) e la pista, cominciano a serpeggiare con i loro scooter tra le stradine del paddock per parcheggiare davanti alla loro hospitality. E’ un momento di festa e di riposo. Le prove sono andate, i giornalisti accontentati, è ora di pensare alle chiacchere e al relax. Fuori è buio, qualcuno ragiona ancora le strategie di gara che deve arrivare da lì a poco, altri di soldi e di sponsorizzazioni, altri cazzeggiano su Facebook (come noi, senza sosta). C’è chi gioca a bigliardino e si parla un sacco del passato, recente e remoto, che però è ancora vivo davanti agli occhi. Il futuro è segnato, si farà ciò che piace più fare, correre, ognuno a suo modo, chi sui truck chi sulle moto, chi sulle pagine dei giornali, chi online. La vita si snoda tuta nel presente. Si scherza, si beve un bicchierino in più e quei ragazzi piccoli come fantini che montano mostri veloci, sembrano il compagno di scuola o il coinquilino della porta accanto. Più che mai in questa hospitality l’atmosfera che si vive è quella di una famiglia che sta insieme e si diverte, senza essere schiacciata dal circo mediatico che è tutto intorno. Girano tanti tanti soldi intorno a questo mondo, a botte di milioni di euro, ma la naturalezza e i sorrisi fanno dimenticare tutto ciò e pensare solo alla passione. Belle emozioni, sono fortunato!

Potete trovare altre foto dell’evento che continueremo a seguire live per tutto il WE qui e qui.

24 luglio 2009

Le pazze valigie del blogger al MotoGP

Archiviato in: Podcast — daino @ 2:04

E’ UN TEMPISMO STRANO QUELLO CHE HA SCANDITO GLI ULTIMI GIORNI.

Le “cose” hanno deciso di concatenarsi e inseguirsi senza un senso apparente, a volte inattese, spesso sorprendenti, lentissime alcune, improvvise altre. Ogni cosa diversa dalla sua precedente o dalla successiva, ogni momento che forza a ricominciare tutto da capo, come quando apri un libro, ne assapori qualche pagina e via subito a rovistare in un altro alla ricerca di qualcosa. Un momento ti trovi a vivere giusto il tempo necessario per una chiaccherata che vale i prossimi anni di creatività, la felicità di un futuro in cui provare e riprovare di nuovo a scrivere emozioni, la consolazione di veder fruttare la passione ostinata di chi, come me, vuole raccontare la vita che gli accade intorno e di chi, come Luca de Biase, mi disse due anni fa: “adesso è il momento di occuparti solo del Sommo” (e del tuo romanzo, ci ha aggiunto poi, una volta avviate le cose). Poi finisce la scena e ti riscopri ai Giardini di P.ta Venezia, durante una pausa pranzo soleggiata in cui tutto è immobile e silenzioso, proprio come in una cartolina di tanti anni fa. La persona al tuo fianco arde di un fuoco d’amore passionale, irriverente, e limpido e tu sei immerso in un mare di paure, disagi, stanchezze, idee, ma riesci a guardare attraverso i suoi occhi e tutto ti sembra più semplice, quasi inevitabile. Adesso la scena è cambiata di nuovo e con la stessa sensazione di guardarmi dal di fuori, sono qui seduto su un aereo che mi avvicinerà a Valentino Rossi e a tutto il team Fiat/Yamaha, in uno dei momenti più vincenti di questa squadra. La partenza è stata strana … anche questa, concitata, con i tempi abbracciati tra loro, solo e giusto il tempo di preparare le valigie.

Le “valigie del blogger”, già, perchè al MotoGP d’Inghilterra farò il live blogging dell’evento, che prima di me hanno realizzato nomi curiosi e stimabilissimi, tra cui Ialla e Dave Winer. PROPRIO LE VALIGIE SONO STATE LA SUMMA DEL TEMPISMO DI QUESTI GIORNI. Mentre le preparavo, mi accorgevo che è una professione quella che vi si è stipata dentro. Non ho potuto rinunciare alle mie cose essenziali, per sentirmi di fare bene questo lavoro: un macbook, un iPhone, la fotocamera e la borsa con cavi e cavetti. Flash memory di portata sempre più “giga” e ricaricatori in abbondanza, sigarette, un paio di poken, dell’ottima acqua e SIM card a manciate perchè il segreto del giornalista/blogger di professione è essere sempre connesso. Anche due iPod, perchè la musica non deve mai mancare nei viaggi. Insieme alle magliette e agli anelli da biker sconsacrato, tutto quello che di fatto mi serve per raccontare un evento è racchiuso in alcune ore di batteria e nella voglia di chiaccherare con altri di ciò che sta accadendo e stiamo vivend TUTTI. La dimensione comunitaria è l’essenza del blogging, il coesistere, il vivere INSIEME ad altri qualcosa. Quando sono stato a Misano in sala stampa qualche mese fa per la Superbike non è stato così. Certo i giornalisti e i fotoreporter erano tutti insieme ospiti della Sandra Strazzari, una meravogliosa padrona di casa … eppure ognuno aveva le SUE foto, i suoi pezzi da scrivere, l’unica cosa in comune era la cartella stampa. Per i blogger è tutto diverso, il pezzo si costruisce insieme, perchè il pezzo, l’evento lo creano le persone che lo seguono ancor più degli stessi attori in campo. Le emozioni si condividono tra testimoni ancor prima che con il proprio pubblico di lettori, che spesso è composto dalle stesse persone, molte delle quali amiche, gli stessi followers. Le foto e i video non hanno copyright ma copyleft, tutto invertito, non ci sono “diritti” sui contenuti, se non il diritto di donarsi “roba buona”. Alle valigie fisiche ne ho associate un paio di virtuali piene di una collezione di percorsi che conducono a stanze dove ci sono qeusti amici, conoscenti e sconosciuti. Posti che hanno nomi strani: twitter, shozu, facebook, wordpress, friendfeed, flickr e HelloTXT che in verità serve a scrivere su tutti questi ambienti contemporaneamente. Sono i giornali su cui testimoniare in presa diretta le emozioni dell’evento. Sono NOSTRI! L’iPhone è stato preparato a dovere, ci ho messo le termocoperte, pronto a immortalare subito con una foto panoramica (con Panorama), a cinguettare con Twitterific Premium (semplicemente fantastico), a raccontarcela tra amici di elementari su Facebook, a postare tutto con Shozu e a tenere sotto controllo cosa dicono di me con Cooliris, a leggere i post degli amici con Netnewswire o chattare con BeejiveIM. Tutta roba che non chiamerei software ma armi di comunicazione :) Uno strano vivere quello del liveblogger tutto intento a preparare la valigie, che vorrebbe raccontare, se potesse, anche questa fase ancor prima di andare “live” con la storia che vivrà. Tutto in tempo reale, a differenza del modo di scrivere del giornalista, che raccoglie fatti e si documenta e poi racconta “tagliando” gli eventi con una visione propria, quella del blogger è l’apoteosi delle emozioni in presa diretta.

Sono emozionato, HO COMINCIATO A POSTARE QUALCHE SENSAZIONE DI QUESTO VIAGGIO SUI LINK CHE VI HO INDICATO. Se volete far parte del viaggio vi basta avere un posto in una di quelle stanze, spegneremo la luce e ci racconteremo cosa vediamo. Che ci sia Valentino o no, forse importa poco, l’importante è che ci siamo noi … però se c’è Valentino è meglio, così i miei follower battono quelli di Riccardo Luna ;) (si dimenticavo che tra blogger, come tra giornalisti, un po’ il successo ce lo si misura … dai scherzo!!! … forse).

11 luglio 2009

Trackback dossier sui social network

Archiviato in: Podcast — daino @ 21:27

La Federica Maffei e alcuni altri amici mi chiedono dati sui Social Network. Allego qui cari (cliccate sulla copertina) l’ultimo Trackback che ho realizzato dopo lo studio di preparazione della lezione Ruling Companies di maggio. E’ un executive summary, ma un buon punto di partenza. Per i dati di dettaglio e approfondimento scrivetemi una mail :)

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Cisco Office Milan Headquarter

Archiviato in: Senza categoria — daino @ 21:14


why Italy is the best motoracing country in Cisco World? :)

Posted by ShoZu

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